Ebbene sì, Ella, la madre del Figlio (ma anche la Zia del Nipote, se vogliamo) non finisce mai di stupire i suoi tanti devoti che, senza lasciarsi influenzare in alcun modo dalla mode del momento – così come dalla scienza, dalla cultura e dalla ragione – non cessano mai di seguirla con amore e meravigliata commozione.
E a testimonianza della sua infinità carità, la Madre Celeste, ha deciso di apparire in tutta la sua grazia ad un povero arringapopoli pugliese, accusato di ciarlataneria e di approfittare dell’ignoranza e della credulità delle persone a proprio vantaggio e a vantaggio della sua cerchia di amici, per spingerlo a desistere dal suo comportamento ingannevole e ricondurlo sulla retta via.
O non vuoi che si trattasse di PadrePio?
Resasi subito conto della terribile gaffe, la Beata Vergine, ha saputo rimediare da consumata professionista qual è, fingendosi essa stessa meravigliata da quell’incontro e riciclandosi, con naturale mestiere, dall’interpretazione del ruolo attivo a quello passivo dell’apparizione.
Meraviglia tra le meraviglie, il santo di Pietrelcina – complice anche un ego spropositato e una tendenza a credere alla proprie fandonie – ha abboccato in pieno e si è convinto di essere stato lui ad apparire alla Regina Coeli.
-Madonna: “O te?”
-PadrePio: “Io?! Te, casomai!”
Questo il commovente e rapido scambio di battute tra i due, che racchiude, pur nella sua stringata sintesi, tutta la meraviglia e il gaudioso stupore per quel momento così indimenticabile.
Dopo questi primi momenti di confusione e commozione, la Beata Vergine, da signora qual è, ha invitato il Santo Pio a casa per vedere com’era cresciuto il bimbo e prendere un caffè in compagnia del marito, Giuseppe.
Di ritorno dalla segheria, il povero Beppe, ha accolto l’ospite come uno di famiglia e gli ha chiesto di fermarsi per cena così che dopo potessero guardare insieme il posticipo, mentre Maria allattava il bimbo.
A testimonianza di questo bellissimo incontro è stata scattata una polaroid che ritrae la Mater Christi intenta ad addormentare il Christi stesso, il devoto Beppe che si sfrega le mani ancora doloranti dal duro lavoro in segheria e PadrePio che fa il saluto al Dvce, come era solito fare anche in molte altre occasioni pubbliche e private
Dopo questi attimi brevi ma intensi, i due si sono lasciati conservando dentro ognuno di loro il ragionevole dubbio su chi possa essere stato ad apparire all’altro e sono andati in cerca di spettatori meno esigenti a cui manifestarsi, come pastorelli analfabeti, vecchine in punto di morte o politici mafiosi in prossimità delle elezioni.
Fonte: un mitico super blog
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Ancora un meditante miracolo di
PADREPIO
Ecco uno dei famosi miracoli di Padrepio, come li ha creati Federico Sardelli per anni sul Vernacoliere, e che sono stati raccolti nel volume “I miracoli di PADREPIO come avvenettero veramente”.
Allora, ecco veramende che cuesto miracolo avvenette per davvero, potesse venirli il tifo a chi non ci crede. Dungue ci era un uomme che se ghiamava Bulgerio e che spostava le basi dell’onbrelloni ai Bagni Favollo però nollo facieva pe’llavoro ma pe’ ffare i’gguapppo. Allora un be’ggionne non me lo ricordo più bene cuesto miracolo, sicché passiamo a un’antro, tant’è uguale, eddungue ci era un uommo che, guadda te alle vòtte i’ccaso, se ghiamava anche lui Busdrago come quell’antro epperò facieva i’trasportatore di bonbolo d’i'ggasse coll’apino pe’cconto terzi e delle vòtte, per arrotondare, anghe quarti. Allora non vai te che l’uomme doveva pottare 25 bonbole gonfie gonfie alla Vedova Rapini che stava su i’ppoggio dopo l’uttima curva, e allora mentre andava pelle curve a centovent’all’ora intando pregava a S. Gaspare e non vai che, propio all’uttima curva gn’attraverzette tutt’un colpo un cane (se ghiamava Teocrito) e l’uommo per iscanzallo freniede di còppo e gni s’arrovesciò l’apino e rotolava n’i'ppendio mentre le bonbole scoppiaveno una dopo l’antra e l’uommo se contundeva sempre de ppiù n’i'ccartoccio de lamiere, cuando tutt’untratto gn’apparze a PADREPIO e gni disse: “Ebbravo bombaccione, e che se prega a S. Gaspare ‘nvece che a mme? Eppoi lo sai che manca poco che ferivi i’ccane (che è creatura de’Ddio?) Te ci stava bene che stiantavi, ma io so’bbuone e te faccio sottanto troncare cinque o sei fremori, così t’inzegnano a esse’ più religgioso”. E cuando l’uomme se riscvegliette nell’ospedale tutto ‘ngessado ringraziette a PADREPIO che l’aveva savvato e era doventato anche più religgioso. AME.
Federico Sardelli
da vedere:
http://www.vernacoliere.com/fumetti/luana/14.gif