Il tentativo di suicidio di BMW

Con la serie 3 la BMW ha completato la sua dichiarazione di suicidio commerciale.

La “nuova” 1 è brutta pure dal vivo e con due optional obbligatori costa 35 mila euro a stare bassi.

La “nuova” serie 5 ha fatto una retromarcia di otto anni nelle linee di design rispetto alla 5 di Bangle ed ora la “nuovissima” serie 3 sembra uscita direttamente dagli anni 70 con quella linea di cintura retrò.

Il tutto senza contare “capolavori” come la sgraziatissima 5 GT e la serie 7 anonima e pesante.

Inoltre le SUV bmw non hanno più quell’appeal del decennio scorso e subiscono la concorrenza di tutte le case automobilistiche costando pure molto di meno a parità di condizioni.

I tedeschi hanno il pessimo vizio della conservazione del design, cosa che fin’ora è andata loro bene tranquillizzando ed imponendo al mondo linee poco gradevoli; purtroppo non si non resi conto che le cose cambiano ed in tempi di crisi la gente preferisce avere sostanza vera e le linee audaci.

L’autarchia conservazionista è finita. Le tedesche sono destinata a perdere terreno e BMW è direttamente in pole position in questa gara a ritroso. Senza contare che il credit crunch costringerà moltissimi miniratisti a fare a meno della maxirata finale detta “ballon” con la quale era facile pavoneggiarsi a “proprietari” di una bavarese.

Ben gli sta, W la Juke, la Kuga, la Velostar, la Kubang; di cassoni teutonici non sappiamo più cosa farcene.

Un pensiero su “Il tentativo di suicidio di BMW”

  1. mah, a me non dispiace l’ultima serie 3, sopratutto il retro (sarà una certa predisposizione ad ammirare i retro forse:-) . Poi certo, nelle ultime versioni non si ritrova lo stile estremo e anticonvenzionale delle “bangline”, ma forse anche questa scelta è coerente con il tempo che – va da sè- è o vorrebbe trasmettere essere, francescano.
    Ricordo anche ai tempi della Testarossa..Espressione coerente della “milanodabere” , spariti quei tempi si sono dissolte anche le linee esagerate della Rossa di Maranello. Ma le eredi, certo dalle linee più conservatrici hanno fatto brillare gli occhi per la loro eleganza. Per dire come non ha sempre un’accezione negativa la conservazione stilistica se condita con sapienti pizzichi di sale dell’innovazione.
    Per il costo delle tedesche poi che dire,,eterna discussione, ma intanto loro acquisiscono quote di mercato e altri le perdono. Forse non è solo il prezzo che interessa al sognatore.

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