Piersilvio SCHWARZENEGGER!

Dal mensile Men’s Health (Mondadori)

«Tento di correre mezz’ora ogni mattina: e mentre corro, i problemi cambiano prospettiva, si rivelano per quello che sono. Quando ho finito, tutto è più in ordine. Molte delle mie decisioni maturano mentre faccio attività fisica».
Ricetta di Pier Silvio Berlusconi, vice presidente di Mediaset, 37 anni, una passione – vera – per lo sport. In esclusiva per Men’s Health ha aperto le porte della villa di Arcore, della sua palestra, della piscina. Rulli e rulli di foto, e un lungo racconto in cui trovano spazio manuali americani, frullati notturni, stipiti di porte d’albergo, discipline scientifiche con nomi che sembrano scioglilingua. Partite di calcetto tra premier. Format Tv che forse non vedremo mai. Incidenti e risalite – dure. Molto olio d’oliva, esercizi molto brevi e molto intensi. Buoni consigli.
E la persona che venticinque anni fa gli ha fatto scoprire i pesi. Sì, ad Arcore. No, non chi pensate voi.

Pier Silvio Berlusconi, leviamoci subito il pensiero: lo sa che molta gente, guardando queste foto, penserà che lei passi le sue giornate in palestra, anziché a lavorare?
«Al contrario, il primo effetto positivo del mio sport è quello di avere più energia, meno stress e lavorare meglio. E poi, diciamo la verità, se lo si vuole davvero c’è sempre tempo per fare attività fisica. In America dicono: chi non trova tempo per fare sport oggi, dovrà trovare tempo per curarsi, domani. Senza essere drastici: prima prendi l’abitudine all’attività fisica, più a lungo ne godrai i benefìci in termini di salute».


Per convincere i giovani a fare attività fisica, il Governo Prodi ha inserito nella Finanziaria una serie di incentivi fiscali. La convince l’idea?
«Non posso che essere d’accordo. Educare allo sport, o meglio alla fatica, è fondamentale. Di più: sarebbe un investimento per lo Stato, che risparmierebbe alla lunga sulle spese legate alla salute dei cittadini».

Per chi ci legge, anche se magari non è alla guida di un impero televisivo: come si sfrutta al meglio il tempo a disposizione?
«Con il lavoro che faccio devo essere molto flessibile – in effetti, la capacità di essere flessibile è il consiglio che mi sento di dare a tutti quelli che vogliono fare attività fisica. Per stare bene non servono ore e ore di allenamento, contano costanza e intensità. Nella corsa, per esempio, l’importante è arrivare a esplorare i propri limiti. La mia è fatta di riscaldamento, picco, recupero sostenuto e secondo picco, nell’arco di una mezz’ora».

E in palestra, stessa regola?
«Anche qui, l’allenamento, per chi ha poco tempo e vuole comunque ottenere risultati, deve avere due caratteristiche: durare poco, ed essere il più intenso possibile. Faccio pesi due o tre volte alla settimana, e non sto mai in palestra più di 35 minuti: mi alleno in superserie (cioè con coppie di esercizi in sequenza), cronometro alla mano, al massimo 30 secondi di riposo tra una serie e l’altra. Se sono lontano da casa, faccio flessioni e trazioni, arrangiandomi come capita: per esempio appendendomi allo stipite di una porta».


Quando e dove nasce la sua passione per lo sport?
«Ho iniziato a fare nuoto prestissimo, a nove anni sono passato all’atletica perché ero un po’ cicciottello. Poi ho iniziato a fare karate. A circa 13 anni, grazie al grande Giulio, che si occupava della sicurezza ad Arcore, ho scoperto i pesi. Da allora ho provato vari sport (triathlon, equitazione, sub), ma i pesi non li ho mai mollati».

Venticinque anni di pesi: per definizione, attività un tantino monotona. Come si fa a non perdere la motivazione?
«Quando inizi da ragazzo, e ti rendi conto di cosa ti danno, non smetti più. In effetti oggi non potrei farne a meno. L’allenamento con i pesi poi ti aiuta a restare integro: in 30 anni di sport, non ho mai avuto un problema muscolare o tendineo. In più, per rimanere asciutto, la massa magra conta molto: le attività cardiovascolari aiutano perché fanno bruciare in fretta, ma a lungo termine avere un buon tono e volume muscolare è altrettanto efficace, forse anche di più».

E il suo, di tono muscolare, è sempre come lo vediamo in queste foto?
«In effetti quest’estate mi sono allenato abbastanza intensamente, prima alle Bermuda, poi in Liguria. Ero reduce da un anno pesante, sono partito con l’idea di rilassarmi e decidere strada facendo quanto allenarmi. Dopo un po’ di giorni ho avuto sensazioni positive e la voglia di fare movimento ha cominciato a crescere».

A proposito di Bermuda: proprio lì fu scattata la celebre foto di suo padre Silvio Berlusconi che fa jogging con i suoi collaboratori.
«Le racconto una cosa di quella foto: in effetti non tutti facevano jogging. Ce n’era uno che camminava: Confalonieri. Lui fa movimento, ma non corre. Sostiene che oltre una certa intensità l’esercizio fisico faccia male».

Mi sta dicendo che lei e Fedele Confalonieri litigate sul fitness?
«Però poi ci ritroviamo, perché a tutti e due piace moltissimo mangiare, siamo grandi amanti della buona tavola e del buon vino».


Tornando al jogging, lei costringe i suoi collaboratori a inseguirla mentre corre?
«No, ci mancherebbe! E, per dirla tutta, con i miei collaboratori ho davvero poco successo… Però ho adepti in famiglia, dove tutti hanno iniziato a fare sport anche grazie alla mia passione. La mia fidanzata (Silvia Toffanin, ndr), ma anche mia sorella Marina, che fino a qualche anno fa non amava la palestra, è diventata molto attiva, fa pesi e cardio; oggi è entusiasta e, dopo aver fatto due figli, è in una forma davvero invidiabile. Vengo anche “sfruttato” come fossi un medico: se qualcuno ha qualcosa che non va, chiama prima me che il dottore».

Recentemente suo padre ha dichiarato di essersi fatto male giocando a calcetto con Tony Blair: partecipa anche lei a questi match? Avrei delle curiosità.
«No. Fino a qualche anno fa io e mio padre facevamo jogging assieme: e, ahimè, dico qualche anno fa ma ne è passato di tempo… Ormai al massimo capita di fare delle passeggiate: sempre più raramente, purtroppo».

È lui che l’ha iniziata allo sport attivo?
«Diciamo che mi ha fatto giocare a tennis quando ero piccolo e che, nell’istante in cui ho avuto l’età per scegliere, ho lasciato il tennis e sono passato all’atletica, quindi… Mettiamola così: lui mi ha iniziato allo sport, ma la scelta di quali discipline praticare è stata tutta mia».

So che non ne parla volentieri, ma c’è un episodio della sua vita in cui i muscoli le hanno quasi salvato la vita.
«È vero. Era il primo giorno di vacanza del 1991. Ho fatto un frontale con un camion, in motorino. Con me c’era il mio amico Alessandro, che oggi è il mio assistente. Lui, per fortuna, non si è fatto quasi niente perché è rimbalzato contro di me. Io mi sono distrutto la gamba sinistra: frattura multipla, scomposta, esposta. Con le radiografie e la Tac i medici erano convinti di trovarmi danni anche a fegato, milza, reni. Invece tutti gli organi vitali erano salvi. Nell’impatto avevo contratto i muscoli: strappandomi ovunque (avambraccio, tricipite, dorsale, spalla, trapezio, addominali), ma uscendone con la parte superiore del corpo completamente illesa. I medici dicono che, se avessi avuto una muscolatura diversa…».

E il recupero?
«Non ho camminato per quasi un anno. Ma in ospedale, dopo circa un mese, mentre mi faceva ancora male tutto, mi sono fatto portare dei pesini e ho iniziato a muovermi. Prima gli avambracci, poi tutto il resto».

Cosa le ha lasciato quell’esperienza?
«Oltre alle cicatrici, di cui vado fiero, un’altra passione: per la medicina, in particolare quella sportiva. Con l’incidente è partita una sfida contro tutti. Chiedevo ai medici: ma l’anno prossimo potrò fare il triathlon? E loro mi rispondevano: sarai fortunato se camminerai…».


Non le chiedo se, l’anno dopo, è riuscito a fare il triathlon, perché suppongo di sapere già la risposta.
«Comunque, mi sono messo a studiare. E ho scoperto anche una disciplina nuova, che si chiama Psiconeuroendocrinologia».

Che cosa insegna?
«In una prima approssimazione, che gli ormoni regolano tutto quello che succede nel tuo corpo e nel tuo cervello con un meccanismo azione-reazione-conseguenza. Per esempio, fare sport intensamente alza certi ormoni e ti regala energia fisica e mentale. Mens sana in corpore sano vuol dire conoscersi per migliorare le proprie capacità mentali e fisiche. Sottolineo: mentali».

Sbaglio o, tra gli esperti di questa disciplina, c’è quel dottor Scapagnini che una volta ha definito suo padre “tecnicamente immortale”?
«So che ha scritto un libro, ma lui è un farmacologo, non uno specialista di endocrinologia. Comunque lo conosco, e abbiamo avuto delle belle discussioni».

Quanto all’immortalità?
«Purtroppo non è garantita. Però credo davvero che sport, alimentazione e integrazione possano alzare il tuo livello di qualità della vita, e anche farti vivere più a lungo. Poi, certo, il fattore decisivo, oltre all’imponderabile, è la genetica…».

L’endocrinologia si occupa anche di un altro fattore importante per tutti: lo stress. Quali sono i suoi consigli per tenerlo sotto controllo?
«Fare movimento, ovviamente. E mangiare bene: regola che io faccio una fatica terribile a seguire. Sono uno di quelli che, quando è teso, si sfoga a tavola, e la cosa innesca un circolo vizioso. Mantenere equilibrio nella dieta è fondamentale: può addirittura influenzare il modo in cui vedi i problemi».

Cosa mangiare, allora, per non far ingrassare i problemi?
«Tutti pensano che il problema principale siano i grassi: lo sono solo quelli animali e se sei sovrappeso o iperteso. Ma i grassi vegetali fanno bene, soprattutto Omega-3 e 6, per me sono la primaria fonte di energia e hanno una funzione importantissima sui livelli ormonali e sul sistema immunitario. Il lupo cattivo in realtà sono gli zuccheri. Attenzione: un conto sono i carboidrati, fondamentali, ma lo zucchero bianco e – ahimè – la pasta e il riso non integrali, non sono alimenti che aiutano a mantenere equilibrio energetico e ormonale».


Berlusconi attacca la dieta mediterranea.
«Tutt’altro: il buono della nostra dieta non sono tanto pasta o pane, ma frutta e verdura. E l’olio d’oliva, che è largamente sottovalutato ma è una vera e propria medicina. Io ne consumo molto, quasi mezza bottiglia al giorno…».

È un consiglio per tutti?
«La quantità dipende dal dispendio calorico quotidiano. Ma di certo è tutta energia, che rimane a disposizione per lungo tempo. Se mangi pane e pasta, entro due ore quello che non hai consumato diventa grasso. Se mangi zucchero, succede ancora prima. I grassi vegetali non stimolano l’insulina, ed è difficile che generino grasso».

A parte l’olio, cos’altro compone la sua dieta?
«A colazione mangio uno o due frutti, due yogurt, mandorle e nocciole. A pranzo molta verdura e un secondo a scelta tra pesce, pollo e carne rossa magra. A metà pomeriggio, lavoro permettendo, un paio di frutti e tanta frutta secca. La sera è la ripetizione del pranzo. Prima di andare a letto un frullato di proteine: fondamentale anche per dormire bene, di notte ho sempre fame».

Ci dica che ogni tanto si concede qualche trasgressione.
«Non sono un salutista: adoro mangiare, e non rinuncio quasi mai a un bicchiere di vino rosso. Che per la dieta non è il massimo, ma bisogna pur vivere… Fumo anche un paio di sigari toscani».

Quindi: trasgredire si può.
«Altro che. Se sei regolare, con un’alimentazione sufficientemente equilibrata, quando hai voglia puoi lasciarti andare senza problemi. Due o tre volte la settimana mangio pizza, gelati, Nutella. Quello che conta, nel bene come nel male, è la costanza nel giorno dopo giorno».

A proposito di giorno dopo giorno: al Milan lei ha conosciuto atleti che si sono mantenuti in forma molto più a lungo dei colleghi. Merito del misterioso Milan Lab?
«Milan Lab lavora molto su questioni legate all’ortopedia. Un’idea nuova, che sembra funzionare. Tre anni fa avevo un leggero mal di schiena. Il dottor Meersseman (responsabile di Milan Lab, ndr) mi ha fatto portare un bite, una specie di paradenti: dopo 10 giorni mi era passato tutto. Magari sarebbe passato lo stesso, però…».


Però?
«Ora vedo Meersseman ogni quattro mesi e mi tara il bite. Lo uso sempre quando corro: senza, il mio piede sinistro, a causa dell’incidente, ha una posizione leggermente diversa. Credo che al Milan lo usino praticamente tutti. Certi giocatori più soggetti a infortuni sono quelli con più problemi di dentatura».

Signor Berlusconi, non c’è conflitto di interessi tra la sua passione sportiva e la “sua” Tv, che spesso è accusata di rendere pigri (e grassi) i telespettatori?
«No, perché vorrei ricordare che la Tv è un elettrodomestico che va usato con saggezza e parsimonia. Specie per i bambini. Non si può attribuire a chi fa Tv la colpa della mancanza di educazione alimentare o fisica. Però una cosa che mi sento di dire è che in Tv certi argomenti non vengono adeguatamente trattati. Noi facciamo fatica, perché siamo una televisione commerciale, legata ai risultati. Ma è vero che dovremmo provarci di più».

Mai pensato a un format Tv dedicato a questo mondo?
«Sì, quando ho letto un libro molto interessante che si intitola Body for Life ho pensato subito di farne un reality: prendiamo una donna che ha appena partorito, un quindicenne sovrappeso, un manager di 45 anni con la prima pancetta… Ne seguiamo il programma di esercizi, la dieta, i miglioramenti fisici e mentali. Era una bella idea ma abbiamo perso l’attimo».

Anni fa lei era già stato fotografato per MH. Cosa è cambiato da allora?
«Che, anno dopo anno, conosco meglio come reagisce il mio corpo, ho più esperienza di alimentazione, di allenamento. Oggi faccio meno fatica ad arrivare dove voglio. Sinceramente, l’età è un fattore meno rilevante dell’esperienza. Ho meno tempo ma, forse, lo uso meglio». ©


BOX
I miei integratori
Oltre alla dieta che illustra nell’intervista, Berlusconi fa uso di questi integratori: «Un multivitaminico, da 1 a 3 grammi di vitamina C (a seconda di quanto sport faccio) e una capsula di carotenoidi. Nel ‘91, dopo l’incidente, ho scoperto l’arginina, che ora è diventata molto famosa in America. Aiuta a vincere la fatica e a bruciare i grassi, e favorisce lo smaltimento dell’ammoniaca. È anche un vasodilatatore potentissimo, e aiuta tutta la muscolatura, compreso il cuore. Favorisce la dilatazione dei piccoli vasi sanguigni, anche a livello cerebrale. E quindi limita pure i danni del fumo…».

La mia palestra
Cosa ti serve per allenarti a casa tua? Eccoti i consigli di Pier Silvio Berlusconi.
«Per stare in forma, punta sull’allenamento cardiovascolare e sul resistant training con i pesi. Le macchine non sono fondamentali: quattro manubri e un bilanciere sono tutto ciò che ti serve. Nella mia palestra, ad Arcore, ho anche due treadmill. Uno è vecchissimo ma non lo butterò mai: abbiamo fatto tanti di quei chilometri assieme…».

I segreti di Milan Lab
«Non sono un tecnico della materia, ma so che secondo la teoria della chiropratica del dottor Jean-Pierre Meersseman, tutto parte dalla Dura Madre del sistema nervoso centrale: è collegata allo scheletro e alla mandibola, così basta una posizione errata della mascella perché la tua energia si diffonda in modo squilibrato». La Dura Madre è la meninge più esterna che avvolge cervello e midollo. Posture errate, traumi o malocclusioni della mandibola la irrigidiscono, irritando vertebre, nervi e altre strutture del cranio. Le conseguenze? Dolori diffusi e “dispersione” delle energie. Soluzioni: utilizzo di bite (“morsi”) per modificare le malocclusioni, e manipolazioni vertebrali.

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