Alfa 147 Q2 e GT Q2

Alfa - logo Q2Alfa Romeo annuncia la disponibilità del nuovo differenziale autobloccante Q2 sulle Alfa GT e Alfa 147 dotate di motore 1.9 JTDM da 150 cavalli.

Oltre al nuovo differenziale torsen a slittamento limitato, che dovrebbe garantire una motricità decisamente superiore, le versioni “Q2″ prevedono alcune differenze negli allestimenti, sia all’esterno che all’interno.

Nel seguito trovate le foto dei due modelli e una sintesi delle differenze negli allestimenti, oltre al comunicato stampa Alfa Romeo con la descrizione del funzionamento del nuovo differenziale.


Alfa 147 Q2
La 147 Q2 si distingue, oltre che per la scritta Q2, per i baffi, la calandra e le calotte degli specchi satinati, cerchi in lega da 17″, assetto ribassato, spoiler posteriore e terminale di scarico cromato.

Alfa 147 Q22
All’interno si trovano strumenti con fondo scala rossa e illuminazione bianca, rivestimento in pelle con cuciture rosse per volante, pomello del cambio e leva del freno a mano e per alcuni altri particolari estetici. Ci sono anche l’impianto hifi Bose con comandi al volante, 6 airbag, cruise control e VDC.

Alfa 147 Q2
La GT è invece dotata degli stessi particolari esterni della 147, con l’aggiunta dei cerchi in lega da 18″ e del doppio terminale di scarico cromato. All’interno, alle dotazioni della 147 Q2 si aggiungono la radio mp3 abbinata all’impianto Bose, in questo caso con sub-woofer.

Alfa GT Q2
Alfa GT Q2
Alfa GT Q2

Come funziona il sistema Alfa “Q2”

Differenziale Q2

Il sistema “Q2” si basa sulla presenza di un differenziale a slittamento limitato, di tipo meccanico Torsen. In particolare, questo differenziale ha il compito di ripartire la coppia tra le ruote motrici anteriori in modo dinamico e continuo secondo le condizioni di guida e del fondo stradale. Abbinato alla esclusiva sospensione anteriore a quadrilatero, il sistema permette un tuning particolarmente efficace del veicolo.
Alfa Romeo, infatti, è partita dall’ottima reputazione che la trazione anteriore vanta tra i clienti (non a caso è la soluzione scelta dalla maggioranza delle Case automobilistiche). Basti dire che, al di là di benefici complessivi di questo tipo di architettura (peso, abitabilità, ecc.), nelle condizioni al limite il comportamento sottosterzante di una trazione anteriore permette al guidatore di rispondere alle sollecitazioni del veicolo in modo più intuitivo: da qui la sensazione che la trazione anteriore sia “più sincera” di una trazione posteriore.
Per esaltare questi benefici, Alfa Romeo ha messo a punto il sistema “Q2 “che fa propri tutti i punti di forza della trazione anteriore aumentando sensibilmente la tenuta di strada, la trazione e la stabilità in rilascio e, allo stesso tempo, attenuando il sottosterzo in accelerazione, gli interventi dei controlli elettronici e le vibrazioni sul volante.
Di seguito due esempi pratici che mettono in risalto le potenzialità tecniche del sistema “Q2”.

Primo caso: vettura in curva

Percorrendo una curva in condizioni di scarsa aderenza (strada bagnata, innevata, fango, ecc.) o guidando in modo sportivo, spesso ci si trova nella condizione di perdita di aderenza della ruota interna. Nel momento in cui, a causa dell’alleggerimento della sospensione dovuto al trasferimento di carico laterale, sulla ruota interna si riduce la coppia a terra, il differenziale tradizionale (che ripartisce lo stesso valore di coppia su entrambe le ruote) trasferisce sulla ruota esterna un eguale valore di coppia che risulta essere insufficiente per una buona trazione.
In questa situazione si possono avere due risposte diverse a seconda dell’equipaggiamento della vettura. Infatti, su un modello privo di ASR – VDC, il risultato percepito è un pattinamento della ruota interna, una perdita di controllo del veicolo (forte sottosterzo) e la mancanza di accelerazione all’uscita della curva. Se invece la vettura è dotata di ASR – VDC, l’intervento dei sistemi di assistenza alla guida toglie potenza al motore, intervenendo sulla valvola a farfalla, ed agendo sul sistema frenante rende di fatto impossibile la modulazione dell’acceleratore e dando una spiacevole sensazione di calo di potenza.
In entrambi i casi il risultato è che all’uscita di una curva si ha la sensazione di essere “fermi”.
Cosa succede in presenza del sistema “Q2”
Nel momento in cui la ruota interna inizia a perdere aderenza, la coppia viene parzialmente trasferita verso la ruota esterna garantendo un minore sottosterzo, una maggiore stabilità, una più alta velocità di percorrenza della curva.
Il migliore rendimento meccanico della trasmissione “Q2” ritarda l’intervento dei sistemi di controllo del veicolo garantendo una migliore trazione in uscita di curva. Tutto ciò va a vantaggio del piacere di guida e del pieno controllo del veicolo.

Secondo caso: terreni a scarsa aderenza

Nella marcia su terreni con condizioni di bassa aderenza, spesso succede di avere le ruote motrici in condizioni di diversa aderenza. Per esempio, percorrendo una strada innevata o bagnata, le due ruote potrebbero trovarsi in condizioni di aderenza differenti
In queste particolari condizioni, una partenza o una forte accelerazione potrebbero comportare uno slittamento della ruota con condizioni critiche di attrito, con forti reazioni sul volante, uno spunto inadeguato e la necessità di effettuare continue correzioni con il volante per mantenere la traiettoria.

Cosa succede in presenza del sistema “Q2”
Gli effetti negativi vengono contrastati grazie al trasferimento progressivo di coppia verso la ruota che può sfruttare il maggiore coefficiente di attrito, rendendo più semplice, ad esempio, una partenza in salita o più sicura e confortevole la marcia su tratti di strada con mutevoli condizioni del manto stradale.

Thanks to Luca Lizzeri

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