€rnesto di it.politica sulla strage di Erba

Le BESTIE PADANE, massacratori di donne e bambini per futili motivi, avevano votato la Lega o Forza Italia?

Il maleLa propaganda immonda della Lega e dei forzidioti contro tutto ciò che non è “patano” avrà spinto le belve patane a massacre una donna, un bimbo di due anni dalla facciotta sorridente, vicini di casa in una follia razzista?

Chi vota quei beceri dev’essere per forza molto semplificato intellettualmente e sopratutto moralmente: chi vota un eversore della P2 che per 30 anni ha lavato i soldi sporchi di sangue degli assassini mafiosi, può facilmente trasformarsi a sua volta in criminale.

e.

LA STRAGE DI ERBA

L’incredibile ferocia su Youssuf
ucciso perché piangeva mentre uccidevano la madre

Foto sconvolgenti. Ritraggono l’immagine di un bambino di soli due anni il cui corpicino è martoriato. Un livido sul braccino destro, tagli in più parti. La gola recisa da un taglio netto, profondo. La testa ripiegata verso destra, quasi staccata. Il corpicino su quel divano, in una postura scomposta quasi fosse stato buttato lì come uno straccio.

Foto da brividi ancora più intensi pensando che a compiere quello scempio è stata una donna. Angela Rosa Bazzi. Per sua stessa ammissione. Solo perché il piccino di due anni stava piangendo mentre vedeva Olindo, quello che abitava di sotto, accanirsi sulla mamma. Angela Rosa Bazzi: lei la «bestia disumana» come disse Azouz Marzouk in quei giorni di un mese fa definendo chi, e ancora non lo sapeva, aveva ridotto in quello stato pietoso il figlioletto.
Youssuf, nella sua piccola mente aveva capito di essere in pericolo. Ha tentato di difendersi mettendo davanti le sue piccole ed impotenti manine. Nulla ha potuto fare contro quella furia selvaggia che come un mostro gli stava piombando addosso.

Chi ha visto quelle foto è ancora sconvolto. Giustificano quello che disse l’anatomopatologo del Sant’Anna, Giovanni Scola: «orribile, orribile. Non ho mai visto nulla del genere».

Quanto emerso oggi, sconcerta, sconvolge. Ancor di più pensando come, nei giorni successivi alla strage ostentava tranquillità.
Addirittura faceva di tutto per farsi fermare dai giornalisti. Per sbandierare i suoi dissapori con Raffaella. Forse nella sua mente la convinzione che così facendo avrebbe allontanato i sospetti.

Ma gli inquirenti leggendo tra le righe quel comportamento, quello che andava in giro a raccontare, parola dopo parola, trovavano conferme alle loro ipotesi.

Le trovavano anche nelle intercettazioni ambientali. Non solo quella frase che lascia supporre una possibile prospettiva di tagliare la corda perchè il pressing è sempre più forte.
Inquirenti che hanno letto anche tra le righe delle bugie, tante, raccontate da Angela per nascondere il suo misfatto.

Bugie mescolate a frammenti di verità come quando ha raccontato, senza timori, di quella lite del 31 dicembre 2005 oggetto di causa davanti al giudice di pace due giorni dopo l’eccidio di via Diaz.Sorridente nel dire che «Raffaella mi diede due sganassoni facendomi cadere a terra come una pera cotta».
Ma a cadere come una pera cotta, e a finire in ospedale, fu Raffa. A dare quegli sganassoni fu l’Olindo. Lei e lui imputati. Raffaella la denunciante. Non il contrario come Angela ha detto e ripetuto nei 28 giorni che hanno proceduto la fine della sua libertà.

Il piccolo Youssuf ferito, torturato e poi sgozzato

Milano – Particolari macabri e raccapriccianti emergono dalle autopsie svolte sui corpi delle quattro vittime della strage di Erba. I killer, almeno due, hanno agito con una ferocia inaudita. Il piccolo Youssuf sarebbe stato sollevato di peso per i capelli e poi ferito col coltello a zig zag su tutto il corpicino, prima di essere sgozzato e gettato sul divano. La mamma, Raffaella Castagna, è stata forse la prima a morire e sarebbe stata colpita con un oggetto pesante alla fronte subito dopo aver aperto la porta agli assassini. Il medico legale ha riscontrato lo sfondamento dell’osso frontale: la donna sarebbe stata colpita con un martello o una spranga. Lo sgozzamento finale potrebbe essere quindi la ”firma” lasciata dai killer o un preciso messaggio rivolto al giovane marito tunisino.

Strage Erba: Detenuti protestano e minacciano coniugi

Insulti, minacce, improperi contro Olindo Romano e Angela Rosa Bazzi.

Clima teso quest’oggi nel carcere del Bassone dove sono detenuti i due coniugi autori della strage di Erba. Gli altri detenuti, infatti, non appena saputo della loro confessione hanno inscenato una protesta inveendo contro i due nuovi ‘inquilini’ che, per ragioni di sicurezza, vengono sorvegliati a vista e si vedranno servire separatamente il vitto nel timore di avvelenamenti. I detenuti hanno poi cominciato a picchiare oggetti contro le inferriate delle celle. Veementemente vogliono dimostrare la loro solidarietà nei confronti di Azouz Marzouk che nell’eccidio di via Diaz ha perso in un solo colpo moglie, figlioletto, suocera.

“Infami”, “Bastardi”, gli epiteti più ‘gentili’ nei confronti dei due coniugi. “dateceli in mano, ci pensiamo noi a far fare loro la stessa fine di Youssuf”. Alcuni dei detenuti conoscono bene Azouz, incontrato durante la sua recente detenzione fino a quando, il due agosto scorso, ha lasciato il carcere grazie all’indulto.

Bestie disumane

 

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Sono foto sconvolgenti, difficili da metabolizzare, quelle scattate dagli investigatori e dal medico legale che per primi si sono recati sul luogo della tragedia in via Diaz, lo scorso 11 dicembre. Ritraggono la scena dei delitti ma in particolare colpisce l’immagine di un bambino di soli due anni dal corpicino martoriato: un livido sul braccio destro, tagli in piu’ parti. La gola recisa da un taglio netto, profondo. La testa ripiegata verso destra, sembra staccata dal corpo. Il corpicino su quel divano, in una postura scomposta quasi fosse stato buttato li’ come uno straccio. Foto da brividi ancora piu’ intensi pensando che a compiere quello scempio e’ stata una donna. Angela Rosa Bazzi. Per sua stessa ammissione. Solo perche’ il piccino di due anni stava piangendo mentre vedeva Olindo, quello che abitava di sotto, accanirsi sulla mamma. Angela Rosa Bazzi: lei la “bestia disumana” come disse Azouz Marzouk in quei giorni di un mese fa definendo chi, e ancora non lo sapeva, aveva ridotto in quello stato pietoso il figlioletto. Youssuf, nella sua piccola mente aveva capito di essere in pericolo. Ha tentato di difendersi mettendo davanti le sue piccole ed impotenti manine. Nulla ha potuto fare contro quella furia selvaggia che come un mostro gli stava piombando addosso. Chi ha visto quelle foto e’ ancora sconvolto. Giustificano quello che disse l’anatomopatologo del Sant’Anna, Giovanni Scola: “orribile, orribile. Non ho mai visto nulla del genere”. Quanto emerso oggi, sconcerta, sconvolge. Ancor di piu’ pensando come, nei giorni successivi alla strage ostentava tranquillita’. Addirittura faceva di tutto per farsi fermare dai giornalisti. Per sbandierare i suoi dissapori con Raffaella. Forse nella sua mente la convinzione che cosi’ facendo avrebbe allontanato i sospetti. Ma gli inquirenti leggendo tra le righe quel comportamento, quello che andava in giro a raccontare, parola dopo parola, trovavano conferme alle loro ipotesi. Le trovavano anche nelle intercettazioni ambientali. Non solo quella frase che lascia supporre una possibile prospettiva di tagliare la corda perche’ il pressing e’ sempre piu’ forte. Inquirenti che hanno letto anche tra le righe delle bugie, tante, raccontate da Angela per nascondere il suo misfatto. Bugie mescolate a frammenti di verita’ come quando ha raccontato, senza timori, di quella lite del 31 dicembre 2005 oggetto di causa davanti al giudice di pace due giorni dopo l’eccidio di via Diaz. Sorridente nel dire che “Raffaella mi diede due sganassoni facendomi cadere a terra come una pera cotta”. Ma a cadere come una pera cotta, e a finire in ospedale, fu Raffa. A dare quegli sganassoni fu l’Olindo. Lei e lui imputati. Raffaella la denunciante. Non il contrario come Angela ha detto e ripetuto nei 28 giorni che hanno proceduto la fine della sua liberta’. (AGI) – Milano, 11 gen. –

5 pensieri su “€rnesto di it.politica sulla strage di Erba

  1. Ha ragione ernesto: colpa di lega e forza taglia che in quest’ultimo decennio hanno propugnato l’individualismo becero come unico valore insieme ai soldi ed all’apparire.
    Questi sono i risultati e la chiesa dovrebbe vergognarsi dall’appoggiare simili delinquenti.

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  2. Pingback: Como città becera, bigotta e bananas « Pasquale Caterisano Blog

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