‘Report’ massacra tutti, in particolare Enrico Letta

 

Un colpo da kappaò di quelli che fanno veramente male alle mandibole, quello che ha sganciato l’altra sera Report di Milena Gabanelli nei confronti di Enrico Letta e della sua compagna di corrente Marina Magistrelli, prodiana della prima ora. L’ultima inchiesta della trasmissione di Raitre ha infilato le mani dentro la melma degli enti locali che gravano sul groppone dei cittadini, mettendo alla berlina il proliferare inarrestabile delle province nel nostro paese, con tutte le conseguenze di costi che comportano questi enti considerati da alcuni inutili.

Ce n’è per tutti, di destra e di sinistra. Dalla provincia di Napoli che finanzia i concerti di musica mentre le strade cadono a pezzi (vi ricorda qualcosa?) ai paesi di diecimila abitanti che vengono promossi a capoluogo. Alla fine Report ha tirato fuori un jolly: i nomi di coloro che nell’ultima Finanziaria hanno sbloccato i fondi per la costituzione di tre nuove costosissime province, dopo che il governo era riuscito a bloccarle per frenare altri casi Sardegna (dove sono passate in pochi anni da quattro a otto).

Ebbene, tra i nomi in calce all’emendamento che dava l’avvio alla realizzazione dei nuovi distretti di Monza, Fermo e Barletta spiccava quello di Marina Magistrelli, fedelissima dei professori Prodi e Parisi, nonché esponente ulivista delle Marche, dove all’epoca del Mattarellum aveva il suo collegio elettorale. Proprio la regione dove si trova una delle tre nuove province, Fermo. Poi, però, la Gabanelli ha infilato anche lo scoop. Intervistando la ministra Linda Lanzillotta, autrice del nuovo codice delle autonomie che stringe la cinghia a competenze e numero degli enti intermedi.

L’inviato di Report Bernardo Iovene chiede conto del “solito emendamento trasversale”. Spiega Lady Bassanini: “Tanto per dire quanto ci sia una spinta ulteriore alla creazione di questi enti che creano degli apparati pubblici, che creano più occupazione, che è esattamente l’operazione opposta a quella di razionalizzazione che noi stiamo cercando di portare avanti con il cosiddetto codice delle autonomie”.

A quel punto il giornalista chiede i nomi dei firmatari dell’emendamento. La Lanzillotta gli promette che farà avere alla redazione le carte, che rivelano però un elemento decisivo e inaspettato. Nei fogli dell’emendamento era riportata anche una nota riservata, scritta a mano, come succede molto spesso per le modifiche dell’ultimo minuto della Finanziaria: “Le carte sono qua e l’emendamento che va nella direzione opposta della razionalizzazione degli enti è firmato da senatori dell’Ulivo eletti nelle zone delle 3 nuove province e da 3 senatori della Lega Nord. Ma nelle carte fornite dal ministro imprudentemente non è stata cancellata una nota”.

Nota che la Gabanelli legge: “L’emendamento voluto da Enrico Letta riformulato da Sinisi con la presidenza del consiglio”. E ancora: “Il governo quindi ha smentito se stesso. Ora, in qualità di cittadina e credo anche a nome di tutti coloro che ci hanno seguito vorrei fare un appello a tutti i parlamentari: con il nuovo codice delle autonomie avete fatto una cosa giusta, per il bene del paese ed anche per la vostra credibilità, attuatelo”. E’ tutto scolpito nel sito della trasmissione, oltre che nelle facce dei quasi 3 milioni di telespettatori che hanno visto la puntata. Alla faccia dei tagli prodiani e della politica della moralità. Quando si tratta di accontentare le clientele nei collegi elettorali non c’è risparmio che tenga, anche per i fedelissimi del Professore.

2 pensieri su “‘Report’ massacra tutti, in particolare Enrico Letta”

  1. L’ennesima conferma ( qualora c’è ne fosse stato bisogno ) che alla fine sono tutti uguali, tutti alla ricerca di potere e soldi, a piazzare a destra e a manca amici degli amici ecc. ecc.
    Invece di eliminare per sempre delle palle al piede come le provincie, ne fanno delle altre, cosi assumono ancora dei passacarte che in cambio gli assicurano ( ? ) il voto alle prossime elezioni.
    Burocratizzano ulteriormente la cosa pubblica, aumentano i costi pubblici coi soldi di tutti; e poi ci vengono a parlare delle liberalizzazioni fatte da Bersani, che per carità, ben vengano…ma le cose iportanti sono ben altre !!!
    BRAVO A REPORT che ha sputtanato il buon Letta ( nipote dell’altro…) ; per cose meno gravi nei paesi civili e democratici ci si dimette !!!

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