Diffusione ed uso della tecnologia nel mondo

Lo sviluppo della tecnologia, e in particolare di Internet, e la crescita economica sono strettamente correlati. Alla diffusione della tecnologia corrisponde invariabilmente un andamento positivo degli indici economici. Si puo’ quindi affermare che lo sviluppo tecnologico di una nazione sia la prima priorita’ per qualsiasi governo che voglia competere sul mercato globale.

Il settimanale The Economist stila ogni anno una classifica mondiale delle nazioni in funzione della tecnologia sulla base dei seguenti fattori: connettivita’, contesto di business, utilizzo delle tecnologie da parte di utenti e aziende, regole e leggi di riferimento, contesto socio-culturale e supporto ai servizi on line.

La somma di questi fattori e’ definita ”e-readiness” e si riferisce ad un reale uso e diffusione della tecnologia, non alla sua semplice introduzione. In altri termini, sono si importanti i numeri dei personal computer, dei telefoni cellulari e dei siti web, ma ancora di piu’ lo sono il loro reale ed efficace utilizzo e il beneficio che ne deriva per i cittadini.

Il rapporto: ”The 2005 e-readiness rankings”, scritto in cooperazione con l’IBM, sancisce il predominio del Nord America (primi Stati Uniti) seguito da Europa occidentale, Asia orientale (primo Hong Kong), Europa centro-orientale (prima Estonia), Sud America (primo Cile) e, ultimi, Medio Oriente (prima Israele) ed Africa (primo Sud Africa).

La Cina, al 54° posto, e l’India, al 49° posto, sommano insieme un terzo degli investimenti mondiali in information technology, ma agli effetti della classifica sono penalizzate dalla sua scarsa diffusione. Gli utenti della banda larga in Cina rappresentavano nel 2005 meno del 2% della popolazione. E’ facile prevedere una crescita tecnologica diffusa con importanti ricadute economiche per l’area dell’Asia orientale nei prossimi due/tre anni.

A livello di nazioni ben sette Paesi europei compaiono nei primi dieci posti: Danimarca (prima assoluta), Svezia (3), Svizzera (4), Gran Bretagna (5), Finlandia (6 pari merito), Olanda (8), Norvegia (9).  Stati Uniti (2), Hong Kong (6 pari merito) e Australia (10) completano la classifica parziale.
Nella valutazione dell”’e-readiness” e’ stato dato un peso maggiore rispetto agli anni precedenti alla diffusione della banda larga e alla sicurezza e sono stati inseriti i punti di accesso wi-fi pubblici alla Rete, ormai comuni nelle grandi metropoli occidentali.

L’Italia, mai nominata per sottolineare un aspetto positivo, occupa nella classifica mondiale la 24sima posizione (23sima nel 2004) e in quella dell’Europa occidentale e’ 14sima, seguita solo da Portogallo e Grecia. Dati che devono far riflettere sulla competitivita’ economica del nostro Paese. Un’analisi comparata tra l’Italia e le nazioni ”best in class” per i singoli fattori fa emergere le aree di maggior debolezza del nostro Paese. Le differenze in ordine di distacco dall’eccellenza sono riferibili prevalentemente a tre aree: l’utilizzo delle tecnologie da parte di utenti e aziende (primi Stati Uniti e Gran Bretagna), il contesto socio-culturale (prime Danimarca e Svezia) e la connettivita’ (prima Svizzera); seguono, ma con minore criticita’: contesto di business (primo Canada), regole e leggi di riferimento (primo Hong Kong) e supporto ai servizi on line (Stati Uniti).

Per recuperare posizioni e’ importante che il Governo indirizzi con un’alta priorita’ i fattori, evidenziati dallo studio, in cui il nostro Paese si sta dimostrando carente ormai da troppo tempo. La competizione mondiale e’ basata sulla tecnologia diffusa, a basso prezzo ed integrata tra sistema pubblico e privato; aspetti che trovano nelle diverse aree del pianeta uno sviluppo sempre piu’ accelerato. Nell’introduzione della tecnologia esiste una legge per la quale piu’ alta e’ l’adozione dell’It, piu’ questa si diffonde con rapidita’. La velocita’ di cambiamento e’ quindi una variabile che non puo’ piu’ essere ignorata per continuare a competere.

Questo anche alla luce delle stime di Forrester Research, che prevede per il 2010 l’utilizzo dalla banda larga da parte di almeno la meta’ di tutte le abitazioni in Europa occidentale, un numero pari a 72 milioni di case.

Fonte: casaleggio.it

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