Pizzini redivivi

In queste ore da cardiopalma per la salute del Paese, oggi, come ieri, seguo la situazione e sono incollato davanti alle agenzie di stampa che rilanciano senza soluzione di continuità dichiarazioni e prese di posizione, alcune roboanti, alcune sensate, altre inutili, altre ancora sibilline quasi fossero “pizzini” lanciati all’indirizzo di chi sa comprenderne il senso reale, che resta oscuro ai più

Sono ore frenetiche quelle che precedono le consultazioni al Colle, ma lo spettacolo andato in scena ieri al Teatro-Senato è stato, per ogni cittadino che non abbia mai dimenticato la parola “Patria” e abbia il senso del rispetto delle Istituzioni, un fortissimo cazzotto nello stomaco che non potrà non lasciare un segno indelebile di grande e profonda amarezza. Quel “lentamente muore” citato erroneamente da Mastella come opera di Pablo Neruda, corretto oggi dal “Repubblicano” Passigli che di Neruda è profondo conoscitore, ci da il senso di quello spettacolo e del clima che si respirava. Ma Mastella con “lentamente muore” se pur non di Neruda, forse inconsciamente, non ha rappresentato solo l’agonia del governo di Romano Prodi, ha rappresentato l’agonia dell’Italia che “lentamente muore” nell’inerzia di una classe politica sempre più autoreferenziale a se stessa, scollata dalla realtà del mondo che la circonda.

In queste ore da cardiopalma per la salute del nostro Paese, oggi, come ieri, seguo la situazione e sono incollato davanti alle agenzie di stampa che rilanciano senza soluzione di continuità dichiarazioni e prese di posizione, alcune roboanti, alcune sensate, altre inutili, altre ancora sibilline quasi fossero “pizzini” lanciati all’indirizzo di chi sa comprenderne il senso reale, che resta oscuro ai più.
Altre ancora passano inosservate perché “politicamente vuote” altre, e sono le peggiori, sono quelle di chi avrebbe fatto meglio a tacere ma ha voluto essere della partita mediatica.

Una tra le molte dichiarazioni, l’ANSA delle 15:45 di oggi, riporta una nota di Luciana Sbarbati, segretario di quei repubblicani che, allontanatisi dal solco tracciato da Ugo La Malfa prima e da Spadolini poi, hanno appoggiato la GAD, poi la FED, poi l’Ulivo, poi l’Unione, poi Prodi e poi Veltroni, poi il PD ma poi ci hanno ripensato, poi di nuovo il PD e poi il silenzio sino ad oggi… Cito un passo di quella nota di visibilità: “Il centrosinistra – dice la Sbarbati all’Ansa – faccia rapidamente un esame impietoso sulla sua azione politica” .

Bella dichiarazione Onorevole Sbarbati, ma la domanda sorge spontanea, e la pongo quale libero cittadino che andrà presto alle urne e dovrà decidere chi votare e chi mandare inesorabilmente a casa: Scusi Onorevole Sbarbati, ma Lei che oggi sembra prendere le distanze dal centrosinistra, dove è stata sino ad oggi? Cosa ha fatto per questo Paese? Quale è stata la sua azione politica in favore degli Italiani che avrebbe portato avanti in seno all’Unione di cui è alleata? Signora Sbarbati non le sembra una critica eccessiva ed ingenerosa per chi, come Lei, ha spaccato i repubblicani per sostenere forzosamente quel centrosinistra che oggi sembrerebbe rinnegare? Grazie della risposta, poi io, come molti altri, decideremo il da farsi in cabina elettorale.

Fonte: Aprileonline.info

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