Dell’Utri: Mangano è un eroe

Il senatore di Forza Italia: «I libri di storia, condizionati dalla retorica della resistenza, saranno revisionati»

 ROMA – «I libri di storia, ancora oggi condizionati dalla retorica della resistenza, saranno revisionati, se dovessimo vincere le elezioni. Questo è un tema del quale ci occuperemo con particolare attenzione». Lo ha dichiarato il senatore Marcello Dell’Utri in un’intervista rilasciata a Klaus Davi per KlausCondicio, il primo contenitore di approfondimento politico in Rete, in onda su YouTube.

Marcello Dell’Utri (Omega)

Dell’Utri ha proseguito: «La Sinistra ha ancora in mano le università e le case editrici. È anche un luogo comune che la cultura sia a sinistra, ma non tanto poi comune se si considera come stanno le cose. Sono dappertutto e impediscono che ci possano essere delle novità che non arrivino dalla loro parte». Per Dell’Utri inoltre «gli storici di sinistra hanno ignorato l’olocausto dei gay avvenuto durante la seconda guerra mondiale». Il senatore Dell’Utri fa sua la tesi di alcuni ragazzi che gli hanno chiesto il motivo per cui in alcuni testi inseriti ufficialmente nei programmi scolastici, quale quello di Lucio Villari così come quelli di numerosi altri storici, sia sempre stato ignorato che centinaia di migliaia di omosessuali sono stati massacrati nei lager. Dell’Utri ha dichiarato: «Il tema degli omosessuali è sempre stato ritenuto una sorta di pruderie, come si direbbe in Francia, ed è tuttora grave il silenzio su questa pagina nera della storia. È stato sbagliato non tirarlo fuori, quando invece bisogna guardare con chiarezza ad argomenti così importanti».

PENTITI – «Posso dire di conoscere quasi tutti i pentiti di mafia, ma oggi faccio fatica a individuarne uno sano, anche se ce ne saranno» ha aggiunto Dell’Utri. «Non bisogna però scordare – aggiunge il senatore di Forza Italia – quelli che vengono tirati fuori per essere incisivi durante un processo importante, per poi essere dimenticati dallo Stato quando non servono più, a rischio della propria vita».

PEDOFILI – Poi il senatore di Forza Italia è intervenuto sulla questione pedofili. «A chi dice che, oltre alla certezza della pena, ci vorrebbe la castrazione chimica oppure la cintura di castità, io rispondo che, piuttosto, la cintura bisognerebbe metterla al collo di questi delinquenti» ha spiegato Dell’Utri.

BRAMBILLA – Successivamente il senatore di Forza Italia si è soffermato sull’astro nascente della Pdl Michela Brambilla: «Michela Brambilla è una persona che è stata data in pasto all’opinione pubblica, ma non le attribuisco alcuna importanza. Non ho nessun problema nè a parlare bene nè a parlare male di lei», ha aggiunto Dell’Utri.

«MANGANO E’ UN EROE» – «Il fattore Vittorio Mangano, condannato in primo grado all`ergastolo, è morto per causa mia. Mangano – ha poi aggiunto Dell’Utri – era ammalato di cancro quando è entrato in carcere ed è stato ripetutamente invitato a fare dichiarazioni contro di me e il presidente Berlusconi. Se lo avesse fatto, lo avrebbero scarcerato con lauti premi e si sarebbe salvato. E` un eroe, a modo suo».

MOGGI – Poi Dell’Utri è intervenuto anche su Calciopoli. «Moggi è una persona simpaticissima e sono convinto che le presunte manovre che gli vengono attribuite non siano vere. Le accuse sono nate dal suo grande successo. Moggi aveva organizzato bene le cose e così sarebbe stato ancora per molti altri anni. Il successo non è risparmiato nè perdonato a nessuno, neanche a Moggi».

LUXURIA – «Ho tanti amici gay e sono stati tra i migliori che abbia avuto. Sono delle persone di elevato livello e di grande intelligenza. Luxuria? È un ragazzo intelligente» ha detto ancora Dell’Utri. «Non è una lobby quella dei gay, è piuttosto una potenza, poichè sono bravi ed estremamente creativi. Per quanto riguarda le unioni gay – ha proseguito il senatore di Forza Italia – noi siamo per i diritti individuali, ma certo non possiamo pensare di avallare famiglie dello stesso sesso. Manca la ragione per cui si deve formare la famiglia, ovvero la procreazione.

2 pensieri su “Dell’Utri: Mangano è un eroe”

  1. 13:26 Berlusconi: “Dell’Utri ha ragione, Mangano è stato un eroe
    “Marcello Dell’Utri ha ragione, Mangano è stato un eroe”. Silvio Berlusconi, su radio 2, commenta così le parole del senatore di Fi su Vittorio Mangano, lo ‘stalliere di Arcore’ condannato nel 2000 all’ergastolo.

    http://www.repubblica.it/2008/04/dirette/sezioni/politica/versovoto3/9-aprile/index.html

    IMHO le affermazioni di stamani di questi due delinquentipregiudicati sono un chiaro messaggio alla mafia, ovvero: “siamo con voi, votateci”

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  2. Chi è Vittorio Mangano:

    Vittorio Mangano
    Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

    Vittorio Mangano (Palermo, 18 agosto 1940 – Palermo, 23 luglio 2000) è stato un criminale italiano legato a Cosa Nostra, conosciuto – attraverso le cronache giornalistiche che hanno seguito gli iter processuali che lo hanno visto coinvolto – con il soprannome di lo stalliere di Arcore.

    Fu indicato al maxiprocesso di Palermo, sia da Tommaso Buscetta che da Totò Contorno, come uomo d’onore appartenente a Cosa Nostra, della famiglia di Pippo Calò, il capo della famiglia di Porta Nuova (della quale aveva fatto parte lo stesso Buscetta).

    Fu stalliere (con funzioni di amministratore) nella villa di Arcore di Silvio Berlusconi, nella quale visse tra il 1973 e il 1975. Era stato proposto per quell’incarico da Marcello Dell’Utri.[1] Il 28 novembre 1986 un attentato dinamitardo alla villa milanese creò danni alla cancellata esterna e Berlusconi parlando al telefono con dell’Utri accusò Mangano.

    Il nome di Mangano viene citato dal Procuratore della Repubblica Paolo Borsellino in una intervista rilasciata il 19 maggio 1992[2] riguardante i rapporti tra mafia, affari e politica, due mesi prima di essere ucciso nell’attentato di via d’Amelio. Borsellino affermò nell’intervista che Mangano era “uno di quei personaggi che ecco erano i ponti, le teste di ponte dell’organizzazione mafiosa nel Nord Italia”.[3] [4]

    Il 19 luglio 2000 Mangano fu condannato all’ergastolo per il duplice omicidio di Giuseppe Pecoraro e Giovambattista Romano, quest’ultimo vittima della “lupara bianca” nel gennaio del 1995. Di questo secondo omicidio Mangano sarebbe stato l’esecutore materiale.[5] Verrà inoltre sospettato di aver rapito il principe Luigi D’Angerio dopo una cena alla villa di Silvio Berlusconi, il 7 dicembre 1974.

    Il pentito Salvatore Cancemi divulgò la notizia che la compagnia Fininvest di Berlusconi, attraverso Marcello Dell’Utri e Mangano, pagò a Cosa Nostra 200 millioni di lire (100.000 euro) annualmente e in base agli accordi presi con Cancemi,[6][citazione necessaria] in cambio di una legislazione che avrebbe favorito Cosa Nostra, in particolare l’articolo 41 bis che regolamenta le prigioni.[citazione necessaria] Invece non solo il 41 bis venne rinnovato durante l’ultimo governo Berlusconi, ma reso definitivo.

    Mangano, malato di tumore, morì pochi giorni dopo la sentenza, il 23 luglio 2000, in carcere, dov’era già da cinque anni per reati per cui era stato precedentemente condannato (traffico di stupefacenti, estorsione).[7]

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