25 Aprile: W la Resistenza Laica

“Partigiano, mai non muoia in te l’odio pe’ i Savoia; del fascismo la vergogna su t’affretta a cancellar!

Non più servi, né sfruttati, né padroni sfruttatori; in galera gli impostori alla forca il duce e il re!

Stretti intorno alla bandiera degli eroi repubblicani, balzerem dalla trincera per l’Italia di domani.

Con la fede di Mazzini, col valor di Garibaldi pugneremo arditi e baldi per cacciar tedeschi e re.”

GRAZIE PARTIGIANI REPUBBLICANI!!!

W LA REPUBBLICA, W LA COSTITUZIONE, W LA RESISTENZA

ABBASSO IL FASCISMO ED I SUOI SEGUACI (tutti quelli che ogni anno non celebrano la liberazione del paese dal giogo nazi-fascista, ovvero Forza Italia, Alleanza Nazionale, la lega ed altra feccia simile, coloro i quali hanno “vinto” le recenti elezioni politiche.

Riflettiamo insieme: ecco a chi, il vaticano e gli italioti hanno consegnato in mano l’Italia: ai farabutti conservatori sconfitti dalla storia che si mascherano ipocritamente da innovatori.

Dove sono Berlusconi, Fini, Bossi ecc ad ogni ricorrenza del 25 aprile? non si fanno vedere, se ne stanno a casa; questo giorno è considarato un lutto da questi illiberali autoritari bugiardi, che in anni di malgoverno hanno ridotto il paese nel lastrico.

E gli italioti dabbene gli danno ancora corda, le cosidette “brave persone”, i falsi moralisti che vanno in chiesa alla domenica e poi se possono ammazzano il vicino di casa, li hanno rieletti a furor di popolo.

Italioti (italiani idioti) vi meritate proprio questi infimi personaggi!!!!

VERGOGNATEVI!

7 pensieri su “25 Aprile: W la Resistenza Laica”

  1. ^_^…non mi meraviglierei che nella tua infinita cultura internazionale conoscessi pure la storia della nobile resistenza italiana ed in particolare delle truppe partigiane repubblicane.

    Se si, bravissima!!!!! se no..c’è wikipedia!!!

    Post Scriptum: Se poi vuoi informarti per bene anche di altro interessante dell’italia di nostri giorni, clicca quì

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  2. “Partigiano, mai non muoia in te l’odio pe’ i Savoia; del fascismo la vergogna su t’affretta a cancellar!

    Non più servi, né sfruttati, né padroni sfruttatori; in galera gli impostori alla forca il duce e il re!

    Stretti intorno alla bandiera degli eroi repubblicani, balzerem dalla trincera per l’Italia di domani.

    Con la fede di Mazzini, col valor di Garibaldi pugneremo arditi e baldi per cacciar tedeschi e re.”

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  3. Ritengo che un approccio laico, intrinsecamente antidogmatico e liberale, quale quello cui ci vincola la nostra Costituzione, debba rifuggere dalla contrapposizione di atteggiamenti di parte antitetici e, invece, privilegiare la ricerca di regole che non dividano, ma uniscano tutti in un complesso che preveda una pluralità di ideologie,di sistemi di valori, ciascuno dei quali non pretenda di costituire la regola per tutti.
    Del resto, in una società organizzata statualmente, la laicità, che fa parte dei principi supremi ed irrinunciabili della nostra democrazia, dovrebbe essere, appunto, sinonimo di pluralismo. Dovrebbe, cioè, concretizzarsi in regola democratica che, nella sfera pubblica, avvalendosi dell’idea di neutralità tipica dello Stato laico, superi le varie appartenenze (culturali, ideologiche, religiose, etniche etc.) e, in uno spirito libero ed autonomo da interferenze, rispetti ciascuno e la sua coscienza, non privilegi nessuna opinione, non escluda aprioristicamente la legittimità di concezioni ed identità diverse, ma consenta loro di coesistere e, ove possibile, di ricercare soluzioni condivise.
    Questo dato elementare di civiltà è, però, messo continuamente a rischio, come dimostrano numerosi casi, ultimi, la vicenda di Eluana Englaro e la Legge sul testamento biologico prefigurata dal PDL che, sotto il profilo della laicità, connotano l’Italia come una società totalitaria in cui il primario parametro costituzionale della laicità e la conseguente separazione tra politica e religione (oltre che tra poteri dello Stato) sono venuti meno, lasciando prevalere un approccio di tipo confessionale, intollerabile che va contrastato fino in fondo. Giambattista Alferazzi

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