La stampa estera allarmata per la svolta neofascista in Italia

 I due giornali israeliani più diffusi riferiscono con toni allarmati della elezione di Gianni Alemanno alla carica di sindaco di Roma. «Un fascista in testa» titola Yediot Ahronot, che ha scelto una immagine di Alemanno mentre saluta i sostenitori con un braccio teso.

Maariv, da parte sua, scrive che «La Destra ha riconquistato la capitale italiana» e accompagna il servizio con due immagini: quella di Alemanno, circondato dai sostenitori, e quella di Benito Mussolini. Haaretz, da parte sua, si limita a un trafiletto in cui sottolinea che «per la prima volta da 60 anni la Destra controlla Roma».

I toni più polemici giungono da Maariv, il cui inviato scrive che «65 anni dopo la caduta del dittatore Benito Mussolini, i seguaci della sua linea fascista tornano a conquistare Roma». Alemanno, aggiunge, «viene ritenuto da molto uno spiccato neo-fascista» e la sua vittoria «ha un significato storico». Secondo il giornale questi sviluppi «destano timori fra i 18 mila ebrei della città ». Maariv precisa che il Rabbino Capo di Roma Riccardo di Segni ha assunto un atteggiamento prudente e che, da parte sua, Alemanno ha annunciato la prossima costruzione di una nuova sinagoga.

Yediot Ahronot ricorda che negli anni ottanta Alemanno era attivo nella destra radicale e che scontò otto mesi di carcere per violenze politiche. Il giornale menziona al tempo stesso che Alemanno si è impegnato a proseguire i viaggi studio degli studenti romani nei campi di sterminio nazisti in Polonia e che progetta di costruire a Roma un Museo dell’ Olocausto.

Tutti i maggiori organi di informazione internazionali danno con ampio risalto la notizia della vittoria di Gianni Alemanno. Si sottolinea che, per la prima volta dalla fine della seconda guerra mondiale, la capitale ha un sindaco di destra, in linea con la svolta conservatrice dell’Italia, emersa dalle elezioni politiche del 13 e 14 aprile. Inoltre si fa osservare che quella di Alemanno è comunque la vittoria di Silvio Berlusconi. Infine si ricorda che a Roma il candidato del centro sinistra Francesco Rutelli ha perso per una campagna della destra tutta incentrata sul tema della sicurezza e a favore di una linea di fermezza nei confronti degli extracomunitari.

«In Italia si solidifica la vittoria del centro destra» titola l’ Herald Tribune, che mette in pagina un articolo del New York Times nella cui edizione online di Alemanno si ricorda «il passato politico nelle file del Movimento sociale, un partito neofascista fondato dopo la guerra da nostalgici di Mussolini».

Il Times di Londra scrive che «un esponente del partito post fascista Alleanza nazionale» è il nuovo sindaco, «che ha promesso di chiudere i campi nomadi di Roma e di espellere 20.000 zingari e immigranti» in libertà pur con precedenti penali.

«Un neofascista fa piazza pulita come sindaco di Roma» è il titolo del britannico Independent online, il quale scrive che «un ex picchiatore neofascista ha stravinto», «alimentando il timore che adesso in Italia si scateni una campagna senza precedenti contro gli immigrati».

Le Monde rileva il tasso di astenuti, relativamente alto se confrontato con la prima tornata elettorale il 13 e 14 scorsi. «Mentre Alemanno aveva promesso l’espulsione di 20.000 immigranti clandestini – scrive il quotidiano di Parigi – Rutelli aveva proposto un braccialetto di sicurezza per le donne a rischio di violenza sessuale, collegato direttamente con i commissariati». Anche Le Figaro e Liberation dedicano due ampi articoli all’avvenimento. Secondo le Figaro «Alemammo deve la sua vittoria al sostegno della coalizione di Berlusconi, ma anche agli ambienti neo fascisti che una volta aveva frequentato a lungo». Liberation sottolinea «come la destra dura mette Roma ai suoi piedi». Il giornale ripercorre la storia politica di
Alemanno dalla sua militanza alla testa del Fronte della gioventù fino alla sua esperienza di ministro dell’agricoltura nel governo Berlusconi, al suo «ricentraggio politico», alla sua presa di distanza da Francesco Storace, al «basta con i
vecchi slogan, il nostro modello è Sarkozy», e infine alla difesa di Gianfranco Fini che aveva definito il fascismo un male assoluto.

«La destra post fascista ottiene il campidoglio di Roma» scrive a tutta pagina El Pais, secondo il quale «sessantacinque anni dopo la caduta di Mussolini la mistica fascista torna al potere» nella capitale. «Mentre i taxisti romani hanno organizzato festeggiamenti spontanei per le strade di Roma suonando in coro i clacson, ieri sera nelle strade di Roma era totale lo sconforto della sinistra, che dopo la sconfitta alle elezioni politiche ha perso anche la sua città talismano».

 

Da: il Messaggero

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