“Si salvi chi può”: il PD già alla frutta!

Come sappiamo, fra i partiti di plastica, gli itagliani hanno scelto quello originale, quello dei nani e ballerine, delle mare carfagne e dei calderoli. Il suo triste contraltare di centrosinistra, la comunione cattocom dipinta a nuovo, ma senza nemmmeno una mano di antiruggine sotto, inizia già a dare segni di precoce decadimento a meno di sei mesi dalla nascita e si avvia verso una triste ed ingloriosa fine politica. Ci sarebbero fiumi di parole per analizzare tutte le condizioni e le circostanze ed i motivi sui “perchè” (da noi ampiamente anticipati da circa tre anni a questa parte) invece vogliamo solo limitarci alla sintetica cronaca e lasciare ad ognuno di voi il giudizio.

Francesco Salerno lascia il Partito Democratico
LETTERA APERTA AL P.D.

Tempo fa, ho fatto un sogno e adesso che la tempesta della presentazione delle liste, della campagna elettorale, delle elezioni e dei commenti ai relativi risultati si è placata, voglio raccontarvelo.
Ho sognato il P.D., l’ho sognato non come un’entità indefinita e indefinibile ma come una persona vera, tangibile.
Infatti, si presentava a me come una bella donna (o un bell’uomo, dipende dai gusti!) brillante, affascinante, moderna, nuova, appariscente, l’esatto contrario della donna che conoscevo e frequentavo (leggi: P.C.I., P.D.S., D.S.), oramai attempata, canuta, rugosa, demodè, segnata dai malanni e dalle preoccupazioni.
Dopo l’impatto visivo, decido di attirare la sua attenzione, per conoscerci, per capirci, per entrare in sintonia.
Mi avvicino e inizio a parlarle delle persone, delle loro difficoltà, delle loro incertezze, sennonché lei, indicandomi una moltitudine dantesca di gente, che in una mano ha il tagliando di partecipazione alle primarie e nell’altra 5 euro da scambiare, mi dice: “Queste sono le persone, questo quanto valgono!”.
Cambio argomento e parlo dei comportamenti, dei fatti, che devono tradursi in risposte ai bisogni, al che lei, alludendo a incarichi, indennità, posti in lista, sindaci ed assessori, segretari e direttivi, mi dice: “Questi sono i fatti che contano, il resto è aria fritta!”.
Visibilmente disorientato, provo ad alzare il tiro e a parlare di valori ed ideali, ma lei mi interrompe immediatamente e con un sorriso accondiscendente, mi dice: “L’immagine, il potere, i numeri, i soldi, la prepotenza, questi sono gli unici valori che hanno credito oggi, il resto serve solo a far chiacchiere!” A questo punto, il sogno diventa sgradevole ed il sonno si fa agitato.
Palesemente in crisi, in un ultimo tentativo azzardo la carta della cultura ma ne ricavo una sonora risata; di punto in bianco, si allontana e a mo’di saluto mi dice: “Se ti va bene, è così, queste sono le regole…Gli individui come te sono destabilizzanti, si comportano da infiltrati!”.
Destabilizzante? Di che? Infiltrato? Di chi? La cerco per chieder lumi e la trovo: senza alcun segno d’imbarazzo, sta ammiccando a persone ambigue, sospette, a quelle che un tempo si definivano “cattive compagnie”.
Tale scena mi lascia allibito, perché ho l’impressione di aver incontrato una donna di dubbia moralità.
Allora, inizio a domandare in giro: “il NUOVO è essere o apparire?” “il MODERNO è competente o arrogante?” “il FUTURO è essere o avere?” e come direbbe Totò, “SIAMO UOMINI O CAPORALI?”.
Tutti mi guardano come se fossi un po’ matto, mi additano, mi coprono di insulti, mi evitano come un appestato.
Il sogno si è trasformato in un incubo! Mi sveglio di soprassalto e mi ritrovo profondamente turbato. In preda a questa inquietudine, per dirla con le parole di Sandro Veronesi, mi sono fermato ed ho imparato a cambiare idea.
Dopo aver cambiato idea, tutto mi è sembrato più chiaro. Ho compreso di aver di fronte un partito che di democratico ha solo il nome. Un partito fortemente verticistico, condotto con sistemi di democrazia alla Putin, che valgono a Roma, nella Regione Puglia, nelle province, nelle città e che hanno reso la Puglia del P.D. una Emilianograd e la BAT del P.D. una Lettagrad. Un sistema di potere e di polizia, fatto di promesse e di scambi, di ricatti e di minacce, che non contempla l’esistenza del “diverso parere” , che non ammette “il dissenso” , che di conseguenza, non tutela le “ minoranze ”, perché chi ha i numeri prende tutto.
Quando il Segretario Regionale, Michele Emiliano, dichiarava che il Partito Democratico dovesse diventare come la Sacra Corona Unita, pensavo ad una battuta, certamente infelice, ma pur sempre ad una battuta ed, invece, mi sono reso conto che stava parlando sul serio, molto sul serio!!!
Dopo aver cambiato idea, tutto mi è sembrato in ordine!
Anche il P.D. è un partito virtuale, un partito immagine, dove apparire è più importante di essere. Storia, tradizione, ideali, valori buttati via! Le aspettative dei cittadini, la volontà degli elettori, l’espressione dei territori? Completamente calpestate! Una vergogna!!!
In Puglia, tutto è stato deciso dalla Casta, dall’asse Roma-Bari, con realtà pugliesi mortificate, ad iniziare dalla BAT, che è stata deliberatamente ignorata!!!
Dopo aver cambiato idea, tutto è diventato più semplice: questa non è più casa mia!!! Perché non tutte le volontà possono essere piegate, non tutte le voci possono essere azzittite, non tutte le intelligenze possono essere schiacciate, non tutte le coscienze possono essere acquistate! Per tanti anni, ho lottato per dare forza e dignità a tutto il territorio della BAT; partendo dalla mia città, mi sono impegnato al fine di creare un clima di fiducia e collaborazione per tutte le città, anche nell’inevitabilità dei giudizi diversi e persino degli scontri, ma sempre nel rispetto di tutti. Oggi non è più così!!! Allo stato attuale, la BAT è un territorio diviso, lacerato, dilaniato e pertanto, debole, ridotto a terra di conquista.
Bisognerà ricominciare, anche se sarà un lavoro duro e difficile. Io ne ho ancora voglia!!!
Sono cosciente di dover rivolgere lo sguardo, l’attenzione e la dedizione altrove.
Questa è la vostra grande vergogna, la vostra imperdonabile colpa!!! Indurre una persona, che ha alle spalle oltre 30 anni di militanza culturale e politica, di impegno professionale ed amministrativo, che ha affrontato e vinto battaglie di ogni genere ad andar via per continuare la sua azione politica. Oggi come oggi sono un apolide, non so ancora se troverò un ’ altra casa ma so per certo che sono tornato ad essere un uomo completamente libero. Come tale mi comporterò, come tale, continuerò a lottare.

Francesco Salerno
Barletta, 2 maggio 2008

ed ancora:

16:15 Follini: “Con Idv strade separate” “Io ero contrario all’accordo con Di Pietro sin dall’inizio. Adesso, mi pare che sia contrario lui stesso, quindi non vedo ragione di continuare con quest’equivoco: prendiamo atto che le strade si sono separate”. Lo afferma Marco Follini, senatore del Pd ed ex segretario dell’Udc, in un’intervista al quotidiano ‘Liberal’. “Con i Radicali ho più affinità – aggiunge – e tuttavia il discorso è sostanzialmente lo stesso. Dall’altra parte, l’Udc non può restare troppo a lungo in mezzo al guado, una posizione subita, peraltro. Oggi, o ricuce con il centrodestra, oppure si accorciano le distanze con il Pd”.

L’ex pm alleato del Pd accusa Veltroni di voler fare tutto da solo
Nella lista dello shadow cabinet ci sono solo suoi uomini

Governo ombra, Di Pietro
“Resterà solo l’ombra”

Protestano anche i Radicali. Intanto proliferano le correnti
da Massimo D’Alema a Enzo Bianco (Liberal) fino ai popolari.

<B>Governo ombra, Di Pietro<br>Veltroni, Soro e Finocchiaro al Quirinale

ROMA – Giura il governo Berlusconi. Prende forma il governo-ombra del Pd. E aumentano le tensioni nella coalizione del Pd dove Di Pietro accusa Veltroni di voler fare tutto da solo. La stessa polemica sale dal fronte Radicale. Il tutto mentre le correnti organizzate proliferano tra il loft e largo del Nazareno, l’ex sede della Margherita dove stanno traslocando i vertici del Pd.

Di Pietro contro Veltroni. “Si faccia opposizione concreta o del governo ombra non resterà che l’ombra” dice il leader dell’Idv Antonio Di Pietro “sconcertato e amareggiato” per la decisione di Walter Veltroni di “andare avanti da solo” nella formazione dello shadow cabinet visto che non ha coinvolto nessun esponente dell’Italia dei valori ‘governo-ombra’. “Per noi Veltroni è e resta il leader della coalizione alleata – spiega Di Pietro – ma ci dispiace che ogni giorno lui prenda decisioni da solo senza consultarci, come se noi non ci fossimo, ben sapendo che lui da solo non va da nessuna parte visto che non raggiunge neanche il 50%”.

“E’ evidente – aggiunge – che non ci si possa sposare da soli se l’altro dei due non vuole… ma noi continueremo ad insistere perché vogliamo dare il nostro contributo per un’opposizione seria e concreta” e perché siamo una forza che è cresciuta e che può contare ora su “43 parlamentari”. “L’Idv – sottolinea più volte – non è a caccia di poltrone, ma vuole condividere ruoli di responsabilità. Non capisco perché quando sono gli altri che aspirano a qualche incarico si dica che ‘vogliono contribuire fattivamente alla crescita di qualcosa’, mentre se siamo noi ad esprimere un desiderio di questo tipo, ci accusano di ‘volere solo delle poltrone’…”. “Nego che sia così – afferma Di Pietro – perché noi puntiamo ad avere ruoli di responsabilità perchè siamo pronti ad assumercele le nostre responsabilità…”.


“Comunque – è l’appello che il leader dell’Idv rivolge al segretario del Pd – ci auguriamo che Veltroni superi il suo buonismo di facciata e si decida a fare un’opposizione davvero concreta altrimenti del governo ombra non resterà che l’ombra…”.

Lo shadow cabinet. Lo sfogo di Di Pietro arriva dopo che ieri, in concomitanza con l’incarico a Berlusconi, sono cominciati a circolare i nomi dei componenti del governo ombra a cui Veltroni vuole affidare un’opposizione concreta. Si parla di Bersani all’Economia e Letta alle Attività produttive. Poi Pietro Ichino al Lavoro, Salvatore Vassallo, Giorgio Tonini all’Istruzione, Marco Minniti o De Sena all’Interno, Merloni ai Beni culturali, Realacci all’Ambiente, Enrico Morando alle Infrastrutture. Veltroni avrebbe incassato il no di Lanzillotta e di Parisi.

La proliferazione delle correnti. Cominciano ad essere troppe e minano seriamente la già precaria stabilità del Pd. Massimo D’Alema sta organizzando la sua all’ombra della Fondazione Italiani-Europei, già riunita l’altro giorno in un albergo del centro, una cinquantina dei deputati tra cui Letta e Bersani. Il 15 prenderà forma Liberal, capofila Enzo Bianco che dovrebbe contare su 20-30 deputati che, si precisa, “sono totalmente dalla parte di Veltroni”. Gli ex popolari tengono il punto, ognuno con i propri petali, e vogliono il prima possibile Franco Marini alla presidenza del partito. Poi ci sono i Radicali che, ottenuto per statuto il riconoscimento di corrente, dopo l’Assemblea dei Mille dello scorso fine settimana vorrebbero aprire in cantiere a sinistra aperto a socialisti, verdi e sinistra radicale. Una maionese che rischia presto, e pericolosamente, di impazzire.


(8 maggio 2008)

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