FUFFALAND: la rivolta dell’incompetenza

Dopo la velina-ministro Mara Carfagna, un’altra puntata del “vaporware compresso” in seno al partito delle sedicenti libertà (condizionate?) leggete qua:

Silvio, match di 40 minuti con la Brambilla

Faccia a faccia tempestoso tra il premier e l’animatrice dei circoli

L’hanno vista arrivare in mattinata col solito piglio di chi sa quello che vuole e ha tutte le intenzioni di andare a prenderselo. Ma dopo 40 minuti di colloquio con il presidente a Palazzo Grazioli, è uscita con la faccia scura, con pochissima voglia di parlare — «Com’è andata? Chiedetelo al premier» — e con una minaccia: «Tanto oggi pomeriggio ritorno… ». Perché Michela Vittoria Brambilla, si sa, è una che non si arrende facilmente. Ed è quella che più di tutti sta facendo impazzire il Cavaliere. Nel colloquio—che raccontano tempestoso visto che lei non è tipo da farsi dire no senza che il no sia pienamente, ma proprio pienamente motivato — Berlusconi ha usato ogni tono, dal suadente al freddo, per spiegarle che quel ruolo che le aveva promesso nei giorni scorsi di vice ministro alla salute, non era più a disposizione.

Troppe le pressioni, che chiamare rivolta non è eccessivo, da parte degli uomini forti del partito, che non tollerano che una «inesperta», che ha «non si sa quali meriti abbia », possa rivestire una carica così importante, che peraltro «lascia senza parole» il mondo della sanità,

al quale sembra destinato il «tecnico» Ferruccio Fazio. Ma pare proprio impossibile lasciare a bocca asciutta la rossa Michela, che dal suo esordio è stata sistemata un po’ in tutte le caselle, da quella di leader del Pdl a quella di possibile premier, più seriamente poi in quelle di ministro dell’Ambiente, dell’Attuazione del programma e infine di vice ministro della Salute.

Così, nel tira e molla della lamentela e della recriminazione (lungo, tanto che il premier si è presentato trafelato all’appuntamento con Napolitano perché, ha spiegato ai suoi interlocutori, aveva appunto avuto molto a che fare con lei…), nonostante i mugugni di big del partito quali Bondi, Cicchitto, Tremonti che non hanno mai gradito il suo attivismo disinvolto, alla fine una soluzione si sarebbe trovata. Scajola, ministro per le Attività produttive, potrebbe finire per cederle la delega al Turismo (da vice ministro o, più probabilmente da sottosegretario), un impegno che suona ben più di un contentino, un incarico che si porta con sé, dicono da FI «un bel portafoglio pieno zeppo…».

Oppure, la soluzione è ancora allo studio, la Brambilla potrebbe anche ottenere la delega al Turismo ma da sottosegretario alla presidenza del Consiglio, se dalle verifiche tecniche in corso emergerà la fattibilità della mossa. Ma ogni decisione sarà presa solo lunedì. E c’è da scommetterci, Michela Vittoria Brambilla nei prossimi giorni si farà ancora sentire dal premier, eccome se si farà sentire.

Paola Di Caro

Leggi anche: “Il fattore incompetenza”

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