Crisi dei mutui, crolla la richiesta

Crisi dei mutui, crolla la richiesta

Criteri più rigidi per l’erogazione dei prestiti. Allarme della Banca d’Italia

ROMA – Le banche stringono i cordoni della borsa e diventano più severe nel concedere mutui e prestiti alle famiglie e nel finanziare le imprese, soprattutto le più grandi. È quanto emerge dall’indagine sul credito bancario condotta dalla Banca d’Italia interrogando i 9 maggiori gruppi creditizi italiani. In base alle risposte fornite dagli intermediari, nei primi tre mesi del 2008, per la prima volta dopo due anni di allentamento delle condizioni, sono stati irrigiditi i criteri di erogazione dei prestiti alle famiglie per l’acquisto delle abitazioni. In Italia ma anche nell’intera area dell’euro come segnalano i dati complessivi dell’indagine, condotta anche dalle altre banche centrali, diffusa sempre ieri dalla Bce.

Tale maggiore severità nel concedere i mutui, hanno spiegato le banche, deriva per lo più da «una più alta percezione dei rischi» ma anche dall’aumento dei costi di provvista determinato dalle tensioni sui mercati. E dalle difficoltà, diventate più intense nei primi mesi dell’anno, sul fronte delle cartolarizzazioni. Non c’è stata però solo una restrizione sul lato dell’offerta di credito. Pure sul lato della domanda si è registrata, sempre nel primo trimestre del 2008, una riduzione. La richiesta di mutui è cioè rallentata e ciò a causa del deterioramento delle prospettive del mercato immobiliare e in generale della minore fiducia sugli sviluppi della situazione economica. Diversamente è rimasta «moderata» la crescita del credito al consumo indirizzata all’acquisto dei beni durevoli.

Secondo la Bce, che ha diffuso i dati complessivi dell’area euro che tengono conto del sondaggio fatto dalle diverse banche centrali, si è trattato di un vero crollo: la domanda netta di mutui delle famiglie risulterebbe infatti negativa per il 57%, dopo il meno 36% dell’ultimo trimestre del 2007. C’è da considerare peraltro che si tratta di un valore relativo, calcolato facendo la differenza tra il numero di banche che riportano aumenti della domanda di mutui e quelle che, all’opposto, riferiscono di cali. Stessa situazione di restrizione dei criteri di erogazione viene segnalata per quel che riguarda le imprese, soprattutto quelle maggiori. In questo caso le banche interpellate hanno ipotizzato un ulteriore irrigidimento nel secondo trimestre del 2008. Contrariamente a quando è atteso per mutui e prestiti alle famiglie. Le condizioni per loro dovrebbero rimanere invariate. Peraltro l’aumentata cautela delle banche nel finanziare famiglie e imprese non emerge ancora, spiegano in Banca d’Italia, dai dati statistici relativi all’andamento dei prestiti.

Stefania Tamburello

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