Internet banking: in campo anche Mediobanca!

Dalle scelte che hanno segnato la storia della finanza italiana alla banca leggera che si propone di fare colpo sul pubblico retail. Sono già aperti i primi nove sportelli di CheBanca!, circuito controllato al cento per cento da Mediobanca, che vuole aprire 110 filiali italiane in tre anni, sfruttando il canale internet e un call center al motto di «semplicità e servizi molto convenienti», con un tasso di interesse fino al 4,7% lordo annuo. Non manca una vena un po’ snob di egualitarismo: non servirà avere santi in paradiso per spuntare condizioni migliori: il sistema non accetta condizioni che non siano standard, dunque condizioni uguali per tutti. La sfida al Conto Arancio  
La nota banca d’affari che fu guidata da Enrico Cuccia ed è conosciuta al grande pubblico come il crocevia della Galassia del Nord (alias i poteri finanziari forti attestati sull’asse Milano-Trieste, ovvero Mediobanca-Generali) fa cadere anche l’ultima barriera e si apre alle famiglie con una gamma di prodotti di risparmio ad alta efficienza e costi molto contenuti. E l’ambizione di soffiare clienti alla Zucca di Ing Direct con l’uomo che ha portato quest’ultima al successo in Italia con Conto Arancio e Mutuo Arancio, ovvero Christian Miccoli, ora amministratore delegato di CheBanca!.

L’iniziativa è stata presentata nel Planetario di Milano dal consigliere delegato di Piazzetta Cuccia, Alberto Nagel, dal presidente del consiglio di gestione, Renato Pagliaro, e dallo stesso Miccoli. L’operazione prevede, ha spiegato Pagliaro, «un investimento di oltre 100 milioni di euro» che dovrà «raggiungere il pareggio in tre anni» assicurando al nuovo circuito «400 mila clienti per 13 miliardi di euro di raccolta, di cui 6 miliardi di impieghi».

Dopo l’attività di credito al consumo e leasing, secondo Pagliaro, «la semplificazione del panorama bancario italiano» e il fatto che «Mediobanca non rischia più di andare contro ai suoi tre grandi azionisti che erano le tre maggiori banche italiane», ha consentito a Mediobanca di affrontare il mercato retail dedicato alle famiglie. Con una formula del tutto innovativa, ma anche l’ambizione di raccogliere grazie a un marchio prestigioso energie fresche dal mare magnum del risparmio familiare.

La nuova banca – marchio giallo con tanto di punto esclamativo per un nome inusuale alla “Yahoo!” il cui gradimento è affidato al giudizio dei posteri (tuttavia i bilanci veri, ha detto Nagel, si faranno in un orizzonte di 5-7 anni) – si propone come circuito multicanale, che dalle filiali «innovative – ha spiegato l’ad Miccoli – completamente aperte al pubblico, con la caratteristica di far sedere affiancati il personale e i clienti», si sviluppa attraverso internet (www.chebanca.it) e un apposito call center fruibile attraverso il prefisso semigratuito 848. In particolare Nagel ha insistito sulla necessità di offrire «una formula nuova, con canali leggeri e filiali di nuova generazione, offrendo un servizio e una percezione di forte concretezza». A proposito delle filiali, da segnalare che garantiranno orari d’apertura inusuali per il settore: 9,30-19 dal lunedì al venerdì e 9-13 il sabato.

I due prodotti base su cui poggia la strategia di CheBanca! sono il conto deposito, assolutamente gratuito, che riconosce interesse annuo fino al 4,7% in anticipo, al momento cioè del versamento, a scalare per periodi di tempo inferiori, e il conto tascabile, uno strumento operativamente simile al conto corrente privo però di imposta di bollo e dal costo di 1 euro al mese, compresi bancomat e carta di credito. In effeti un’esca importante è rappresentata dai costi: secondo Miccoli si potrà risparmiare «più del 90%» rispetto alle alternative tradizionali del conto corrente più titoli:

Secondo Miccoli «i due strumenti possono essere utilizzati in abbinamento» dal momento che il cliente può aprire il deposito e successivamente destinare una parte del proprio reddito al conto tascabile, assicurandosi così da un lato un rendimento elevato e dall’altro la possibilità di operare come normalmente avviene con un conto corrente, con la sola eccezione degli assegni che non possono essere emessi. Altra prerogativa del conto tascabile è l’impossibilità operativa di andare in rosso. Insomma, un borsellino elettronico che segnala via sms ogni spese effettuata e avverte di quanta parte del proprio “budget” mensile è già andata in fumo.

L’iniziativa – come ha sottolineato Nagel – «è di medio-lungo termine, potrà dare il meglio di sé nell’arco di 5-7 anni, non ci aspettiamo trimestrali eclatanti, vogliamo qualcosa che sia nuovo, attraente e offra un servizio, un progetto di lunga gittata». Pagliaro ha poi chiarito che «con CheBanca! l’operatività non cambia», anche se «rispetto agli anni 60, quando i nostri azionisti erano tre importanti istituti italiani, oggi la grande banca nostra azionista è una sola, Unicredit, è internazionale e la nostra attività retail al suo confronto è micrometrica». Nessun conflitto con Alessandro Profumo, insomma, visto che da quando Piazza Cordusio opera su scala europea «è venuta meno la concorrenzialità» .

Quanto ad un possibile conflitto di interessi con un altro azionista di rilievo, banca Mediolanum, Nagel ha chiarito che «ci ha invitato a sviluppare il progetto anche all’estero, offrendo il pieno sostegno all’iniziativa. Il gruppo che fa capo a Ennio Doris – ha concluso il manager – ha un atteggiamento sempre molto positivo e imprenditoriale nei nostri confronti».

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