La vera “banca cooperativa”: JAK un esempio svedese da seguire

Domenica 18 maggio 2008, REPORT (RAI 3) ha trasmesso una interessante inchiesta sulle banche del sistema JAK. Si tratta di un circuito di 15 banche in Danimarca ed una in Svezia, che agiscono per una economia libera dall’interesse.

Il sistema JAK si basa sul fatto che una persona in periodi diversi della propria vita può trovarsi ad essere sia risparmiatore che bisognoso di prestiti, e che se si riesce a bilanciare il flusso nel tempo tra debiti e crediti di ogni risparmiatore si può creare un sistema in cui chi oggi deposita i risparmi potrà domani ricevere un prestito.

In pratica, chi deposita i propri risparmi presso la banca JAK ha un interesse nullo sul proprio conto ma acquisisce dei punti in base alla quantità e alla durata del suo prestito.

Quando sarà lui ad avere bisogno di soldi, in base ai punti accumulati, potrà chiedere un prestito a condizioni vantaggiose.

Il costo per la gestione dei prestiti corrisponde ad un interesse che serve a pagare le spese di struttura della banca. La banca cooperativa JAK svedese conta oggi su 35.000 soci con una raccolta di risparmi vicina ai 100 milioni di Euro.

Il giornalista televisivo Giorgio Simonetti ci racconta come funziona questa rivoluzionaria implementazione dell’idea di banca etica: un gruppo di 35.000 persone immagina una società libera dal concetto di interesse. Il ragionamento che hanno fatto è questo: se mettiamo dei soldi in banca, parliamo di persone con redditi medio bassi, cioè la maggior parte di noi, gli interessi che percepisco servono si e no a pagare le spese. Però se chiedo un prestito mi spennano. Allora perché non mette il nostro denaro insieme e farlo circolare?

Vediamo insieme il servizio di REPORT:

Il sito del sistema bancario JAK è disponibile all’indirizzo www.jak.se, ove è possibile consultare anche le versioni in lingua inglese, francese, spagnola e tedesca)

 

Della banca etica JAK si occupa anche WIKIPEDIA, che – giustamente – la definisce “banca cooperativa”. Riportiamo di seguito la descrizione che di questa interessante esperienza fornisce l’Enciclopedia libera.

La banca etica JAK (JAK Medlemsbank) è una banca cooperativa con sede a Skovde, Svezia. È una banca realmente posseduta dai suoi soci: ciascuno detiene 1 sola azione e ha lo stesso peso decisionale nell’annuale votazione del consiglio direttivo.

JAK è un acronimo che sta per Jord Arbete Kapital, in svedese Terra Lavoro Capitale. Per Terra si intendono le risorse della natura, per Lavoro la risorsa data dal lavoro umano, per Capitale le infrastrutture create dall’uomo che permettono di potenziarne l’efficienza. Sono i 3 principi chiave dell’economia reale. Su queste 3 fondamenta si basa JAK, una banca che cerca di proporre un’alternativa concreta, in alcuni segmenti di mercato, all’economia speculativa contemporanea. Per speculazione si intende una rendita parassitaria derivante dalla matematica moltiplicazione del denaro grazie al meccanismo dell’interesse, scollegando quindi l’arricchimento dai concetti di Terra-Lavoro-Capitale. JAK propone in alternativa un modello finanziario e un servizio di risparmio e prestito libero dal concetto di interesse speculativo, raccogliendo 35.000 soci distribuiti su tutto il territorio svedese che si prestano denaro tra di loro bypassando il sistema bancario tradizionale. Attualmente i soci hanno risparmiato 97 milioni di euro dei quali 86 milioni sono dati in prestito a chi ne ha fatto richiesta (dati aggiornati al 2008). Obiettivo della banca è di non trarre profitto dal suo servizio.

Come le Banche Islamiche la banca JAK non carica o paga interessi sui suoi prestiti/rispami (considerati Usura nell’accezione primigenia del termine). Tutte le attività della banca avvengono fuori dal mercato finanziario poiché i suoi prestiti sono finanziati solamente dai risparmi dei soci. I costi amministrativi e di sviluppo sono pagati dalla quota associativa e dalla tassa sul prestito, che è pari ad un Indice Sintetico di Costo (tasso annuo effettivo di interesse che comprende tutte le spese accessorie) mediamente del 2,5% fisso. Il meccanismo del prestito è basato sul concetto dei punti di risparmio, punti che vengono accumulati nei periodi di risparmio e consumati nei periodi in cui si accede al prestito. L’idea di base che rende sostenibile l’intero sistema è che i punti di risparmio guadagnati debbano per forza eguagliare i punti di risparmio spesi. Per realizzare questo equilibrio, se all’accensione del mutuo i punti di risparmio consumati sono maggiori di quelli accumulati, bisogna obbligatoriamente continuare a risparmiare durante il periodo di ripagamento del prestito, così da continuare ad accumulare punti di risparmio. Alla fine del periodo di ripagamento del mutuo, quando i punti di risparmio presi in prestito eguaglieranno quelli guadagnati, si potrà riprelevare la somma totale dei risparmi “obbligatori” versati, che nel frattempo sono stati prestati ad altri soci.

L’associazione cooperativa Jord Arbejde Kapital è stata fondata in Danimarca durante la Grande Depressione nel 1931. L’associazione mise in circolazione una Valuta locale che è stata successivamente dichiarata fuori legge dal governo Danese nel 1933. Nel 1934 la JAK danese fondò un sistema di risparmio e prestito senza interesse e un sistema locale di commercio e scambio di beni (LETS). Sebbene entrambi i sistemi furono costretti a chiudere, il sistema di prestito e risparmio riemerse nel 1944. L’esperimento della banca JAK Danese ispirò un gruppo in Svezia che fondò un’ associazione no-profit chiamata Jord Arbete Kapital – Riksförening för Ekonomisk Frigörelse (Associazione Nazionale per l’Emancipazione Economica) nel 1965, che sviluppò il sistema matematico basato sui punti di risparmio chiamato “sistema di risparmio bilanciato”. L’associazione crebbe lentamente all’inizio e ricevette la licenza bancaria dall’Autorità di Vigilanza Finanziaria Svedese solo alla fine del 1997.

In accordo con la filosofia JAK, l’instabilità economica è la diretta conseguenza di un’economia basata sulla rendita da interesse.

JAK opera in base alle seguenti premesse:

  • La rendita da interesse è nemica di un’economia stabile
  • L’interesse causa disoccupazione, inflazione e distruzione dell’ambiente
  • L’interesse sposta matematicamente denaro dai poveri verso i ricchi
  • L’interesse favorisce progetti che tendono a raggiungere alti profitti in poco tempo

Il fine ultimo di JAK è l’abolizione dell’interesse speculativo e la creazione di una società interest-free.

Nell’attuale sistema l’interesse è sostituito da un sistema di pagamento del servizio del prestito, con lo scopo di creare uno strumento finanziario vantaggioso per i propri soci, sostenibile per l’ambiente e al servizio delle economie locali.

Il marketing di JAK è fatto principalmente dai volontari mediante il passaparola. Circa 550 soci organizzati in 28 circoscrizioni locali prestano servizio volontario per promuovere l’idea finanziaria di JAK e per trovare nuovi soci. I depositi e i prestiti sono fatti in Corone Svedesi (SEK). Ipoteche o garanzie personali possono essere date solo se la proprietà o il garante è Svedese. Per essere socio JAK bisogna risiedere in Svezia. I risparmi dei soci sono coperti dalla garanzia di deposito del sistema bancario Svedese.

A chi volesse approfondire la conoscenza dei circuiti di risparmio e di finanziamento alternativi alle tradizionali banche, consigliamo e proponiamo la lettura di queste sezioni del blog:

Il prestito sociale
Il prestito sociale, normativa di riferimento
Il social lending
La nuova frontiera dell’e-finance
Differenza fra prestito sociale e social lending
Web 2.0, al via il prestito tra privati

La finanza etica
Cos’è il microcredito
La storia del microcredito
L’evoluzione del microcredito
I diversi approcci al microcredito
I servizi integrati del microcredito
Le microimprese
Il ruolo del microcredito nella lotta alla povertà
Il microcredito arma contro il rischio usura
La sostenibilità del microcredito

Le sfumature del credito

Il migrant banking

La finanza etica
Prestito sociale e social lending
Il prestito sociale
Le microimprese

FONTE: http://gestcredit.wordpress.com/2008/05/19/la-banca-etica-jak-un-esempio-da-seguire-anche-in-italia/

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