Barack Obama annuncia la vittoria alle primarie per le presidenziali di novembre

 Barack Obama è tornato in Iowa, dove aveva vinto la prima tappa della corsa delle primarie, per annunciare che con il successo in Oregon ha raggiunto la maggioranza assoluta dei delegati scelti dagli elettori democratici e che “il cambiamento sta arrivando in America”. Di fronte alla cupola dorata del Parlamento statale, in una serata tiepida, Obama ha festeggiato salendo sul palco insieme alla moglie Michelle e alle sue due figlie, come fa soltanto nelle grandi occasioni. L’ultima volta era stato proprio il 3 gennaio, c’erano dieci gradi sotto zero e quella notte uno stato agricolo, anziano e completamente bianco come l’Iowa stupì l’America scegliendo come suo campione un giovane senatore nero.

Ieri sera, quasi sei mesi dopo, in primavera inoltrata e sotto un cielo stellato, Obama era di nuovo qui per celebrare il momento decisivo verso la conquista della candidatura democratica: “La nomination è a portata di mano”. E per ringraziare gli elettori che lo hanno lanciato: “Lo spirito dell’Iowa ha contagiato il Paese”. Parole avvalorate dal risultato delle primarie dell’Oregon che ha portato il senatore afroamericano a superare la soglia psicologica dei 1.627 delegati eletti.

E’ l’annuncio della vittoria, ma il senatore nero lo ha fatto con cautela e senza trionfalismi, per evitare di dividere ancor di più il partito e per rispetto agli elettori di Portorico, South Dakota e Montana che dovranno votare nelle prossime due settimane.
Soltanto un ribaltone dei superdelegati, i quadri di partito, potrebbe ora togliergli la nomination, ma sarebbe una sconfessione del voto dei cittadini. Per questo Obama è certo di avere la candidatura in tasca. Nei suoi discorsi ormai non parla più delle primarie ma soltanto della sfida di novembre con il repubblicano John McCain per la Casa Bianca, tanto che si permette di elogiare Hillary Clinton rendendole l’onore delle armi: “Nei suoi 35 anni di vita pubblica non è mai venuta meno nelle sue battaglie per il popolo americano.

Abbiamo avuto i nostri dissensi durante questa campagna ma tutti ammiriamo il suo coraggio, il suo impegno e la sua perseveranza. Non importa come queste primarie finiranno ma la senatrice Clinton ha demolito miti e rotto barriere e cambiato l’America in cui le mie figlie e le vostre cresceranno”.

Dopo aver archiviato Hillary Clinton, Obama si è concentrato ad attaccare George Bush e i repubblicani e a sottolineare che John McCain sarebbe solo la continuazione per altri quattro anni di una politica fallimentare. La critica parte dalla guerra in Iraq, che nonostante i suoi costi esorbitanti in denaro e vite umane “non ha aumentato la sicurezza dell’America”, e prosegue contro i tagli fiscali ai ricchi e la politica energetica che favorisce solo petrolieri e sauditi.

Prima di salire sul palco lo staff del senatore ha annunciato che nel solo mese di aprile ha raccolto 31 milioni di dollari contro i 18 incassati dalla campagna di John McCain. A questo punto Obama ha 37milioni di dollari in contanti a disposizione mentre Hillary Clinton ha 20 milioni di debiti. Ma il dato più significativo per Obama sono i 200 mila nuovi donatori che ha conquistato in un mese, i quali hanno versato su internet in media 91 dollari a testa, ben al di sotto del minimo consentito dalla legge di 2.300 dollari a elettore. Questo significa che ognuno di loro potrà ancora donare, garantendo al senatore nero carburante fino alla fine delle presidenziali.

 

(21 maggio 2008)

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