Svegliati Italia!

Chi sognava la conversione dell’affarista in statista s’è dovuto ricredere. L’estate sarà dedicata al Lodo Schifani bis: l’immunità per le alte cariche. Una priorità per la sicurezza nazionale. La legge è già stata dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale. Ma non importa, questa volta andrà meglio.

I reggicoda dello statista affarista ripetono che l’immunità esiste già in Francia ed è una norma democratica, volta a tutelare il verdetto delle urne. Il capo ci mette del suo e tira fuori l’argomento decisivo: toghe rosse, metastasi dell’Italia. Lo ha ripetuto così tante volte in tv che in milioni ormai gli credono. Il problema è che in nessuna democrazia un personaggio imputato per gravi reati potrebbe candidarsi a capo di governo. Non lo consentirebbero l’opinione pubblica, i mass media, il sistema dei partiti. In Italia è stato possibile l’esatto contrario: manipolare le leggi per evitare la galera.

Lo statista affarista ha un’urgenza: mettersi al riparo dagli ultimi procedimenti rimasti aperti. Non vuole rischiare una condanna, sia pure destinata alla prescrizione. Punta al Quirinale, possibilmente con poteri riformati, e vuole arrivarci pulito. Sa di contare su alleati superfedeli, Gianfranco Fini in testa. Era camerata, ora è cameriere. I leghisti si adeguano: erano forcaioli, ora immunizzano il padrone.

Vedremo cosa decideranno i Veltroni boys. La tentazione della “tregua”, sotto sotto, è sempre viva. In nome del dialogo sulle riforme, non c’è dubbio. Non che i voti democratici siano indispensabili. Con i numeri che hanno in parlamento gli alfieri del “popolo della libertà” possono fare quel che vogliono. Il consenso della sinistra morigerata servirebbe però a indorare la pillola, a chiudere la bocca ai dissidenti.

Quel che resta delle istituzioni prova a dire la sua, con la prudenza del caso. Oggi si è espresso il Csm e ha dato parere sfavorevole sulla norma blocca-processi: “un’amnistia occulta”. Vedremo come si comporterà il presidente Napolitano.
Nel giornalismo e tra gli intellettuali non va meglio: sono sempre meno gli arditi che fanno sentire la propria voce. Prevale la sfiducia, la rassegnazione, l’opportunismo, la “voglia di accomodamento”, come dice Nando Dalla Chiesa.

E poi ci siamo noi cittadini. Che cosa possiamo fare? La risposta è quella di sempre: rendere visibile il dissenso informato. Non è molto, ma è meglio di niente. Occorre una grande forza per non rassegnarsi, per rifiutare di delegare sempre ad altri. Ci vogliono silenti, assuefatti, passivi. Ci vorrebbero far vergognare di avere ancora degli ideali. In questi momenti viene fuori chi non ha il carattere del suddito.

Propongo di convocare presidi di dissenso in tante città, per esempio davanti ai tribunali. Contro le ultime porcate, certo. Ma più in generale, per tenere in vita e rivendicare senza paura due idee in via di estinzione: 1 la politica va fatta esclusivamente per l’interesse generale; 2 la Costituzione non è materia disponibile nelle mani della maggioranza politica del momento.
Vedo che il nostro amico Duccio ha già fissato un appuntamento per il 27 giugno a Lecco. Altri ne hanno organizzato uno a Vercelli.
Coraggio ragazzi, seguite il loro esempio! Basta poco. Una richiesta alla questura, un gruppo di amici, un volantino, un megafono, uno striscione, dei cartelli, un comunicato alla stampa, una convocazione via mail. E la manifestazione è fatta.

Forza amici, uscite dai blog e scendete in piazza!

Fonte: pieroricca.org

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...