Un pensiero su “Effetto Putin (l’amico di bellachioma)”

  1. «Putin? Sembra un bullo di quartiere»
    Pier Ferdinando Casini:«Mi aspetto che Berlusconi prenda un’iniziativa seria per fermare la Russia del suo amico»

    Pier Ferdinando Casini (LaPresse)
    ROMA — «Mi aspetto che Berlusconi prenda un’iniziativa seria per fermare la Russia del suo amico Putin».
    Onorevole Pier Ferdinando Casini, Berlusconi ha telefonato a Putin.
    «Ma non basta una telefonata. Non è un affare privato fra Putin e Berlusconi. Vorrei che il presidente del Consiglio esprimesse le sue valutazioni nelle sedi ufficiali».
    Il Parlamento non è in vacanza?
    «C’è un’emergenza. Si potrebbe riaprire la Camera, magari convocando solo la commissione Esteri. Come presidente del Consiglio, Berlusconi ha il dovere di dire una parola ufficiale. Lui è amico di Putin, ma l’amicizia non può essere acquiescenza. Se un amico sbaglia bisogna farglielo notare».
    Il Cavaliere ha detto più volte che Putin è una garanzia e ha fatto cose positive per la Russia.
    «D’accordo, ha anche fatto cose positive. Ma in tema di democrazia, il lavoro di Putin mi sembra che sia più un mito che realtà. Comunque, Berlusconi deve tenere conto che non è solo amico di Putin: è anche in ottimi rapporti col presidente della Georgia Saakashvili. Due mesi fa lo abbiamo incontrato insieme a Bruxelles dove era stato invitato come osservatore ai lavori del Partito popolare europeo».
    Il Pd ha accusato Berlusconi di tacere perché amico di Putin. Ora lei gli rimprovera le stesse cose.
    «No, un momento. Io non me la prendo con Berlusconi. E se il Pd ha già una sentenza scritta su di lui non mi interessa. Io dico che mi aspetto da Berlusconi una presa di posizione netta. Mi auguro che lo faccia, se non altro per riaffermare il valore di alcuni principi come l’inviolabilità dei confini di uno Stato. Altrimenti viene dato per scontato che l’unica legge è la forza dei contendenti. Abbiamo già biasimato la Cina per questo modo brutale di comportarsi in Tibet».
    Figuriamoci, però, se Putin si lascia convincere dal governo italiano.
    «Sicuramente no. Abbiamo tutti il senso del limite, non possiamo sperare di ottenere molto. Tuttavia è utile farsi sentire e sottolineare alcuni episodi veramente riprovevoli come il teatrale atterraggio di Putin sul territorio dell’Ossezia. Un’ostentazione che aveva il sapore di un’inutile umiliazione ».
    In realtà, perfino Bush, nonostante minacci complicazioni nei rapporti con Mosca, sa che non può impedire a Putin di lanciare i suoi carri armati contro la Georgia.
    «Purtroppo è vero. E siccome bisogna essere onesti nell’assegnazione dei torti, dico che i georgiani hanno sottovalutato la situazione. I russi mettevano da tempo in atto provocazioni in Ossezia. La Georgia alla fine ha reagito offrendo il pretesto a Mosca per intervenire. I governanti di Tblisi confidavano un po’ ingenuamente nell’amicizia con gli Stati Uniti. Ma cosa può fare Washington?».
    Forse Putin è irritato coi georgiani proprio per i loro buoni rapporti con gli americani.
    «Può darsi. Però è spaventosa la sua reazione. Assolutamente spropositata. Se la Russia vuole essere una grande potenza deve anche manifestare senso di responsabilità. Deve cercare di limitare al minimo l’intervento. Mentre Putin ha mostrato una totale irresponsabilità. Invece di contenere gli attacchi ha cercato di allargare il conflitto coinvolgendo anche l’altra regione autonoma, l’Abkhazia. Come un bullo di quartiere che sfascia tutto».
    Insomma, non ne esce come un personaggio affidabile.
    «Al contrario. Desta enormi preoccupazioni. Soprattutto perché, al di là delle tragedie umane, questa vicenda pone il grave problema della democrazia energetica».
    Si spieghi meglio.
    «In Georgia passa un oleodotto che porta il petrolio fino alla costa turca del Mediterraneo senza attraversare il territorio della Russia. Se Putin ci mette le mani acquista un’egemonia energetica molto pericolosa. Ricordiamoci di come ha cercato di piegare l’Ucraina chiudendo i rubinetti del gas».

    Marco Nese
    11 agosto 2008

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