Ravenna: omaggio agli eroi risorgimentali e Mingozzi (Pri) polemizza con le alte gerarchie cattoliche

(Sesto Potere) – Ravenna – 8 settembre 2008 – Le Associazioni laiche e risorgimentali di Ravenna hanno reso omaggio alla lapide di Piazza Garibaldi che commemora i ravennati caduti durante il Risorgimento e vittime della repressione ordinata da Papa Pio IX, beatificato il 3 settembre del 1999.

Il vicesindaco di Ravenna, Giannantonio Mingozzi, nel suo intervento ha colto l’occasione per controbattere alle durissime critiche pronunciate contro l’iniziativa ravennate da monsignore Luigi Negri, Vescovo di San Marino-Montefeltro, allievo di Don Giussani e tra i fondatori di Comunione e Liberazione.

“Se un Vescovo così importante nella gerarchia cattolica come Luigi Negri, autore di un testo di successo come ‘Pio IX, attualità e profezia’, si prende la briga – ha detto Mingozzi – di contestare e quasi di inveire contro i repubblicani di Ravenna e contro il vicesindaco, rei di tenere alta la bandiera del Risorgimento e della Repubblica Romana contro la beatificazione di Pio IX che sterminò centinaia di patrioti, allora vuol dire che gli ideali mazziniani vivono e per alcuni sono ancora un problema di coscienza”. 

“Mi dispiace che il Vescovo di San Marino e del Montefeltro ci abbia descritti come isterici, e come mazziniani legati solo al passato: vogliamo parlarne, a Ravenna o a San Marino non importa, ambedue entrate nella storia della Trafila Garibaldina e quindi meritevoli di un pubblico confronto?”

“Io sono disponibile e ne sarei onorato, non solo per parlare di martiri e di unità della Chiesa in quel periodo storico, ma soprattutto di origini della nostra democrazia e delle fondamenta della Repubblica italiana e di un Paese unito, fondamenta che stanno proprio nel Risorgimento, così bistrattato dalla Chiesa nei suoi principi ideali e nell’offerta di vite che ha richiesto, recentemente irriso anche da una parte del mondo politico, a partire da Bossi e dalla Lega”.

“Siamo vicini al 20 settembre, giornata commemorativa dell’Unità d’Italia, ottenuta con un grande tributo di idee, di azioni e di sacrifici; celebriamo il sessantesimo anniversario della Costituzione con lo stesso spirito animati dal patriottismo che nel Risorgimento voleva per gli italiani libertà, uguaglianza e fraternità: vogliamo parlarne, se ancora oggi sono obiettivi comuni a laici e cattolici?”

“E vorrei dire – ha concluso Mingozzi – che da quando la Chiesa ha rimosso il Risorgimento dalla nostra storia non è un caso che i libri di testo di scuola elementare e media dedichino appena qualche riga ai nostri patrioti e descrivano la Repubblica Romana come una scampagnata folkloristica e non come il presupposto di una libera democrazia conquistata nel sangue: vogliamo parlarne, caro monsignor Negri? Dove lei vuole e quando vuole, nel rispetto di quella ‘libera Chiesa in libero Stato’ che entrambi difendiamo”.

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