I progressi della scienza: sedia a rotelle addio, arriva l’esoscheletro


Più che un’invenzione è una rivoluzione. Se non a livello di quella della televisione e dell’automobile, quasi;. Decisamente non ci siamo lontanissimi. Si tratta “semplicemente” della probabile, futura (neanche tanto: dal 2010) eliminazione delle sedie a rotelle per i tetraplegici, chi è paralizzato dalla vita in giù. Che si alzerà e ritroverà l’ebrezza dello stare in piedi, di guardare negli occhi il prossimo, di camminare. L’apparecchio del miracolo si chiama ReWalk (appunto Ri-Camminare), e rimetterà in piedi tutti o quasi. Non solo consentirò di camminare ma anche di salire e scendere le scale, fregandosene delle tristemente famose barriere architettoniche.

E’ stato inventato e battezzato “esoscheletro” dalla troupe dell’ingegnere israeliano Amit Goffer (Israele, neurologicamente, dopo il Copolimero per la sclerosi multipla è sempre all’avanguardia), si indossa come una specie di muta da sommozzatore, aderendo le gambe alla struttura con delle fasce. E come diceva Massimo Troisi in Ricomincio da tre, fa il miracolo è di quelli potenzialmente la M maiuscola. GUARDA LE FOTO

ReWalk è dotato di un piccolo zainetto all’interno del quale è disposto il pacco batterie e il computer che permette a chi lo usa di scegliere i diversi comandi ed è composto da supporti ora metallici (in futuro chissà: in due mesi è stato alleggerito di vari chili un altro prototipo simile della Lifesuit, comparatelo coi rapidissimi progressi delle dimensioni dei cellulari e degli iPod…), motorizzati – da qui il nome esoscheletro — azionati appunto dal computer e manovrati dall’utente con una semplice centralina sul braccio tipo orologio, con le varie configurazioni (alzati, cammina, sali, scendi) che permette a chi non cammina più o non ha mai camminato, di farlo.

Il trial di sperimentazione è in corso nello Sheba Medical Centerdi Tel Aviv ed è finanziato da fondi americani. Infatti poi arriverà al Moss Rehabilitation Research Institute of Pennsylvaniaper completare il percorso sperimentale.

E’ uno dei pochi progetti che utilizza la tecnologia in favore dell’uomo a prezzi abbastanza ridotti, peraltro. Il costo finale di ReWalk si aggirerà infatti intorno ai 15.000 euro. Molto, ma non moltissimo per chi lascia la sedia a rotelle e comincia a camminare, no? E poi vale il discorso di cui sopra: i progressi tecnologici che hanno ridotto dimensioni, peso e prezzo dei cellulari fanno immaginare che presto ReWalk si indosserà sotto gli abiti e sarà praticamente invisibile. Beffardamente proprio il suo inventore (l’ingegnere di cui sopra, Amit Goffer, che ha riunito a sé altri nove ingegneri e tecnici) non potrà beneficiare del suo prototipo in quanto lui quadriplecico, insomma impossibilitato a utilizzare anche i muscoli dalla vita in su, necessari per reggere le grucce, che restano l’unico fastidioso ma necessario supporto.

“Sono vent’anni che sono paralizzato – dice Radi Kaiof, il paracadutista ferito in guerra nell’88 che lo sta sperimentando – e non avrei mai, giuro mai, pensato che un giorno sarei stato in grado di cammirare di nuovo. Una sensazione fantastica”, E l’inventore, l’ingegnere Amit Goffer, aggiunge: “La riconquista della dignità perduta mi sembra la conquista più grande. Non guardare tutti dal basso di una sedia a rotelle è incomparabile”.

Se il trial continuerà bene come è andato sinora, ReWalk sarà in commercio a partire dal 2010. Per ora viene testato da Radi Kaiof, paracadutista israeliano che in un’azione di guerra rimase paralizzato, ed è rimasto così per gli ultimi vent’anni. Venti anni. Con ReWalk invece ora Radi cammina. Con le grucce, ma cammina. La cosa ha molto del sogno, dell’impossibile, o appunto del miracolo. Non ci svegliate, per favore

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