Rivalta, il parroco finisce nella bufera

Dopo le dimissioni, alcune famiglie scrivono al vescovo: “Molestie alle nostre figlie”. Gli episodi si sarebbero verificati durante un campo estivo

Una brutta storia, fatta di sospetti e di accuse. Di un prete modello che in meno di un anno si trasforma in un orco. E di due lettere: una anonima in cui si parla di un parroco «accusato di pedofilia dal paese» e una firmata da sei persone tra genitori e animatori inviata alla Curia, in cui si raccontano circostanze ed episodi se non altro dubbi avvenuti durante un campo estivo con bambini degli ultimi anni delle elementari.

Al centro della vicenda è l´ormai ex parroco di Rivalta, paese di 18mila abitanti alle porte di Torino: don Marco Varello, 62 anni, arrivato a ottobre di un anno fa nella parrocchia di Santi Pietro e Andrea Apostoli dopo l´esperienza a Moncalieri, nella chiesa del Beato Bernardo di Borgo Aie.

Don Marco a metà agosto è andato via dalla parrocchia di Rivalta. E il suo addio frettoloso non ha fatto altro che infiammare i commenti che da mesi si accavallavano sul suo conto. Sul suo atteggiamento così amorevole, forse troppo, nei confronti dei ragazzi dell´oratorio. Il sacerdote ha preso due o tre mesi per riposarsi e uscire da questa vicenda e quando tornerà prenderà posto come cappellano all´ospedale San Luigi di Orbassano. 

Un gesto che ha dato sollievo a chi aveva mosso le accuse di molestie nei confronti di alcune bambine durante un ritiro avvenuto a luglio a Valperga, nel Canavese, nella casa natale di don Marco. Il sacerdote l´aveva ristrutturata e adibita a dimora per i gruppi parrocchiali di 15-20 ragazzi, così da consentire quote di partecipazione più leggere per le famiglie. E proprio in quella casa avrebbe compiuto alcuni gesti considerati gravemente equivoci.

Ricostruire la realtà dei fatti non è facile. Dai racconti dei compaesani che da mesi si rincorrono di bocca in bocca emergono alcuni particolari che si prestano a interpretazioni diverse. Una mano sul costume da bagno per accertarsi che la bambina non fosse bagnata e non prendesse freddo. Un bacio della buonanotte dato su una caviglia.

Una mano infilata nella cintola durante un gioco a squadre. Un modo di fare che ha indotto alcune ragazzine a vedere in certi atteggiamenti un che di sbagliato e di morboso, tanto da raccontarlo alla mamma non appena tornati. E nel giro di pochi giorni arrivare alla comunicazione alla Curia e alle dimissioni del prete. «Ho conosciuto don Marco a Moncalieri – racconta don Martino – e ho lavorato con lui per due anni, ma ci vediamo ancora quando lui viene qui a Valperga. È una persona straordinaria, affettuosissima con i ragazzi ma sempre molto corretta. È davvero amareggiante sapere che qualcuno possa aver frainteso il suo atteggiamento. Ed è spiacevole per noi preti non poter dare un sincero abbraccio a un ragazzo per colpa di tante cose che vengono dette su di noi».

La Curia non commenta la vicenda, ma in realtà le dimissioni di don Varello dalla carica di parroco a Rivalta erano già state annunciate all´inizio dell´estate, a fine giugno. Ben prima che si formalizzassero accuse circostanziate nei confronti del sacerdote. Perché il rapporto con i parrocchiani, almeno con alcuni, già prima dei fatti contestati non era buono.

«Di questa vicenda non intendo parlare», ha detto al telefono don Marco Varello. «Non so cosa pensare – racconta una mamma – io non mi sono mai accorta di nulla di strano, nonostante frequenti la parrocchia. Però le voci corrono e alcune accuse sono precise». E un´altra: «Don Marco è stato poco con noi, ma da quello che ho visto nei ritiri era una persona molto attiva e molto presente, quasi apprensiva. Sembrava più una mamma che un papà».

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