Anche in università continua la collaborazione fra chiesa e fascismo

Dieci manifesti che inneggiano al fascismo scatenano la polemica all’università Cattolica. Immagini di croci celtiche, manifestazioni di estrema destra e soldati in trincea durante la Seconda guerra mondiale sono esposte nel chiostro bramantesco in cui si radunano gli studenti durante il cambio delle lezioni. Sono firmati dal Cuib, il Comitato universitario iniziative di base, un gruppo vicino a Forza Nuova, e riportano il timbro di autorizzazione dell’ateneo.

«È un fatto grave — attaccano i ragazzi della lista di sinistra — scriveremo alla direzione di sede per chiedere spiegazioni». Le foto, che il 7 ottobre sono state vagliate e approvate dalla direzione dell’ateneo, sono esplicite. Un manifesto riporta la scritta “La scelta di una vita” sopra la fotografia di una manifestazione con bandiere nere con il simbolo delle croci celtiche. Un altro — che qualcuno ha poi tolto nonostante avesse il timbro dell’ateneo — ritrae soldati in divisa fascista sotto lo slogan “Arrendersi? Mai. 8 settembre 1943”, un chiaro riferimento al proclama Badoglio e all’armistizio con gli americani. E ancora frasi come “Militanza, comunità e goliardia”, “Risonanze nere senza ipocrisie”, “Un nuovo anno in trincea” e “Matricola: la destra radicale ti saluta”.

«La Cattolica ha dato il suo ok, non vedo quale sia il problema — spiega Angelo Balletta, uno dei responsabili del Cuib — Non c’è alcun riferimento al fascismo e le croci celtiche non sono vietate, tranne che allo stadio. Questi manifesti esprimono le nostre idee in maniera del tutto tranquilla, non vogliamo offendere nessuno». Non la pensano allo stesso modo gli studenti di Unità lotta e democrazia, con il responsabile Gabriele Pieroni che attacca: «Questa è apologia di fascismo. E la cosa grave è che la Cattolica permetta l’affissione di queste immagini. Dopo anni di tensioni fra i gruppi studenteschi siamo arrivati a un accordo per cui nessuna lista può strappare i cartelloni degli altri. La decisione spetta all’ateneo che però si sta dimostrando molto tollerante verso qualcuno, meno verso altri». In particolare con loro, dice, ricordando quando l’università chiese di togliere la fotografia del Papa con un preservativo.

Dalla Cattolica non arriva alcuna spiegazione, solo una specificazione: il contenuto dei volantini appesi sui muri — controllati e fotografati uno a uno — non esprime la posizioni dell’� ateneo ma quelle degli studenti, che hanno la piena libertà di affissione purché il contenuto dei manifesti non sia “offensivo o penalmente rilevante”. Ma in questo caso il confine con il penalmente rilevante è davvero labile. Anzi, per la sinistra è stato abbondantemente superato. Un anno fa, quando il Cuib si è costituito — all’indomani della protesta contro Romano Prodi quando si erano visti saluti romani nel chiostro — l’Uld aveva scritto una lettera alla direzione per segnalare «la formazione di un gruppo di estrema destra all’interno dell’università — continua Pieroni — All’ inizio i loro manifesti erano solo allusivi, ora sono diventati espliciti».

Non condividono il contenuto dei cartelloni neanche quelli di Ateneo studenti, la lista di Comunione e liberazione. «Non siamo d’a ccordo — dice Stefano Vismara, il responsabile — ma la direzione non li ha ritenuti particolarmente offensivi. A questo livello lo scontro non ci interessa».
(10 ottobre 2008)

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