Primissimi indiretti effetti del decreto Gelmini

L’asilo ha deciso di lasciarla a casa
La giovane trovava sollievo nello stare in compagnia con i bambini più piccoli, ma ora non è più possibile

Ventiquattro anni all’anagrafe ma il corpo e la mente di una bambina di sei, che non le consente di vedere, sentire, parlare. È la storia di una giovane nuorese che da due anni aveva trovato un’importante ragione di vita nello stare con i bambini e gli insegnanti in una scuola materna privata cittadina. Quest’anno invece la scuola che accettava di ospitarla, nonostante la sua età, ha opposto un garbato ma deciso diniego a causa, ufficialmente, del gran numero di iscrizioni.

L’ESCLUSIONE – Così da quindici giorni il suo umore è cambiato e anche quello dei suoi genitori poiché ogni mattina la sua aspettativa di uscire di casa e andare a scuola resta delusa. La ragazza ha un insegnante pagato dai genitori e avrebbe solo voluto trascorrere alcune ore della giornata a sentire gli altri giocare e parlare. Ha solo bisogno di un po’ di spazio e di molta compagnia ma nessuna scuola sinora ha accettato di ospitarla trincerandosi dietro al fatto che l’obbligo scolastico per lei non esiste più. Unica eccezione la disponibilità all’accoglienza da parte del sindaco di Ollolai, Efisio Arbau, ma i chilometri di distanza sono troppi. L’assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Nuoro ha offerto come soluzione la permanenza in un Centro diurno per adulti specializzato per accogliere i disabli, inaccettabile poiché al di là della sua data di nascita la giovane è fisicamente solo una bambina che riconosce i bambini come suoi simili.


15 ottobre 2008(ultima modifica: 16 ottobre 2008)

2 pensieri su “Primissimi indiretti effetti del decreto Gelmini”

  1. Al di là di ogni chiacchiera televisiva, in cui i nostri politici “sparano” le cifre di una spesa “fuori controllo” per l’istruzione in Italia,ecco i dati comparativi OCSE (organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico)su quanto gli Stati spendono in istruzione
    Rapporto spesa per l’istruzione sul PIL %
    Italia 4,4
    Francia 5,7
    Portogallo 5,4
    Norvegia 7,0
    Polonia 5,5
    Media OCSE 5,4
    Con il taglio di 8 miliardi di Euro previsto dalla manovra finanziaria la percentuale verrà ridotta al 3,9, misura che ci collocherà al penultimo posto nella graduatoria OCSE.

    Rapporto spesa per l’istruzione su spesa pubblica % Italia 9,3
    Spagna 11,1
    Irlanda 14,0
    Messico 23,4
    Corea 15,3
    Nuova Zelanda 19,4
    Stati Uniti 13,7
    Repubblica Slovacca 19,5
    Media OCSE 13,2
    In questo caso’Italia già si colloca all’ultimo posto nella graduatoria generale.
    Gli stessi dati sono forniti dal Ministero dell’Istruzione.
    CHE DIRE SE UN MINISTRO CONTRADDICE I DATI FORNITI DAL SUO STESSO MINISTERO?

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  2. Il ministro avvocato che ha fatto l’esame di abilitazione professionale a Reggio Calabria anzichè a Milano……chissa come mai?….bho !….misteri della vita……intanto è ministro della repubblica…..

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