Facebook, “gogol” e la speranza del futuro

Facebook, che ha cambiato la storia recente e non solo di internet, mi ha dato l’opportunità di conoscere persone a me simili con le quali condivido molte cose: idee, speranze, passioni.

In una vita solo offline non avrei avuto modo e maniera di poterne apprezzare le loro qualità morali e condividerne i percorsi, ne tantomeno azzardare l’ipotesi della loro semplice esistenza; eppure queste persone c’erano, ed io non le avrei mai conosciute. Non avrei mai condiviso fortemente con loro le mie idee e passioni. E’ indubbio che facebook abbia dato un forte valore aggiunto alla mia vita.

Dunque, un sentito e doveroso grazie va al social network americano, non solo per darmi la possibilità di passare qualche ora di svago, ma anche di avermi permesso di migliorare tramite la condivisone di conoscenze comuni con altri e di aver smascherato anche i finti, gli ipocriti, i razzisti, i fascisti a me vicini; persone, amici e parenti delle quali non conoscevo tali “storture”.

In un certo qual modo il social network funge da valvola di sfogo comune, un’agorà dove palesarsi definitivamente per quello che si è, immolandosi sull’altare della finta privacy e del finto perbenismo.

Prima c’erano usenet, i forum, le chat (spesso usate a sproposito) e di recente i blog, ma facebook va oltre, racchiude tutti questi, è puro concentrato di rete via web, è l’internet nell’internet.

Esiste un mondo 2.0 e questo è facebook. Possiamo tranquillamente cambiare le date del mondo in era pre e post facebook. Oggi sono solo 400 milioni gli utenti ed in moltissimi (falsi) guru ne prevedono la fine, io dico che facebook arriverà fra pochi anni tranquillamente al miliardo di utenti. Google attenta.

In sostanza il social newtwork americano, non solo ha rivoluzionato la comunicazione condivisa su internet, ma questo ben presto avrà riflessi concreti sulla società, pensate solamente ai gruppi di opinione (tipo il popolo viola) nati dal nulla dentro il social network; altro che predellino, altro che discesa in campo di magnati ad personam, altro che “Gogol”, il bello deve ancora venire e facebook travolgerà la gerontocrazia prima di quanti tutti immaginano. Obama fu il primo, Clegg il secondo, da noi grazie alla rete c’è Grillo ed alle polictiche del 2013 (o prima) ne vedremo delle belle.

Pasquale Caterisano

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