4 pensieri su “Oscar Giannino: “il debito pubblico italiano cresce di 2.300 € al secondo””

  1. PASSEGGIANDO PER LE STRADE DI ST. MORITZ

    Passeggiando per le strade di St. Moritz, Courmaieur, Cortina, Madonna di Campiglio, non è raro imbattersi in personaggi noti per meriti professionali ed altri, saliti agli onori della cronaca per circostanze diverse e opposte. Fra questi ultimi, potremmo incrociare, Marcello, Dell’Utri, Previti, Scaiola, Verdini, Brancher, il simpatico Cosentino, il furbetto Ricucci, il venerabile maestro Licio Gelli, il dott. Scapagnini, il beato (ex) Don Gelmini, l’affettuoso Tarantini e, qualche anno prima, lo stesso Silvio Berlusconi a braccetto del suo fedele scudiero Vittorio Mangano. Tutti avviluppati dentro un’impeccabile mise invernale griffata e al caldo dell’immancabile golfino di cashmere, e tutti quanti al seguito di un laido nazistello al nome Lele Mora e del servile, ripugnante, riluttante e rivoltante direttore, de che??, Alfonso Signorini.
    L’equazione, “sono ricco e criminale e voto a destra”, sono figlio del ricco criminale e voto a destra, sono il servo, il ruffiano, l’amante, il cognato, l’amico del fratello del ricco criminale e voto a destra e, sulla base di tali credenziali, ho acquisito il sacrosanto diritto di passeggiare per St. Moritz indossando un golfino di cashmere, tutto ciò, è indicativo di una forma mentis che trascende ogni buon senso e capacità cognitiva, per sconfinare nella demenza psicopatoide. Ad essere sincero, non ero al corrente del fatto che, alcuni particolari territori italiani, fossero sotto la giurisdizione della destra criminale al potere.
    Io che mi reputo una persona semplice, normale e di modeste possibilità (e per questo felice), devo confessare che, più volte (in tempi non sospetti) ho frequentato tali mete turistiche (vista la mia passione per lo schi) e in particolare St. Moritz. Non posso negare, fra l’altro, di possedere ben tre golfini di cashmere e, per dirla tutta fino in fondo, devo confessare, anche una lunga sciarpa della stessa preziosa lana. Non vorrei, sulla base di questi elementi in mio possesso, essere scambiato per un criminale in affari con Marcello Dell’Utri.
    Oggi vivo sulla costa ionica della Calabria e trascorro la mia settimana bianca fra le meravigliose montagne della Sila alternandole a quelle dell’Aspromonte dove, per il momento, c’è ancora libertà di passeggio e di cashmere. Vista l’aria che tira, sarebbe improvvido, per me, fare meta a St. Moritz; un tempo frequentata dagli amanti della natura e della neve e da una borghesia colta e illuminata che, all’ostentazione volgare del proprio status e privilegio, anteponeva la condivisione della bellezza, la solidarietà e il valore della diversità.
    Oggi, l’oscura borghesia industriale, ordinaria e ignorante, ha trasformato il territorio nazionale in una discarica a cielo aperto, sommergendo le nostre vite di rifiuti tossici, maleodoranti e cancerogeni. Allo stesso tempo si sta accaparrando gli ultimi territori incontaminati di questo straziato paese a suon di soldi sporchi, frutto di rapine legalizzate, leggi truffa, raggiro, ricatto, intimidazione ed estorsione.

    Gianni Tirelli

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  2. SE PER IPOTESI SILVIO BERLUSCONI

    Se Silvio Berlusconi, per una inquietante, quanto suggestiva ipotesi, fosse stato il leader del Partito Democratico al governo, l’attuale maggioranza (ma opposizione nell’immaginario), dopo la prima legge ad personam, ne avrebbe chiesto la testa, e non in senso metaforico.
    Non oso pensare a cosa sarebbero stati in grado di imbastire ed escogitare “il Giornale” di Feltri e Belpietro di “Libero”, nella nuova e singolare veste, di nuovi paladini ed eroi di una giustizia giusta e uguale per tutti.
    Cerco di immaginare Bondi, che arringa Franceschini su tali vergognose proposte di legge, e che afferma, “non sono degne di uno stato democratico e di un paese che si ritenga civile” – Cicchitto, che insiste nel ribadire (per l’ennesima volta), l’anomalia tutta italiana di un “conflitto di interessi” grosso come una casa, tale da destabilizzare la tenuta delle istituzioni e la coesione sociale, senza eguali nella storia politica delle democrazie occidentali.
    Gasparri, in preda ad una crisi isterica, che si appella al senso di responsabilità del Presidente della Repubblica, perché non si presti (divenendone complice), a sottoscrivere tali porcate, ribadendo, inoltre, il concetto che, di fronte alla legge, tutti I cittadini sono uguali.
    La Russa, nel suo violentissimo attacco, che accusa Berlusconi per avere partecipato, a fianco di Busch (per sudditanza e mero protagonismo), all’insensata guerra in Irak, rendendosi così responsabile della morte dei nostri militari a Nassirya. Maurizio Lupi che, senza mezzi termini, definiva, criminale, il tentativo strumentale di usare il consenso popolare, come lasciapassare per sdoganare interessi particolari, privilegi e impunità, in barba ad ogni regola, principio etico e ragionevolezza.

    “Si faccia giudicare”, avrebbero scandito in coro, dai banchi dell’ipotetica opposizione, mentre I padani della Lega, tutti in piedi, mostravano orgogliosi, alle telecamere, la scritta, “BERLUSCONI NANO MAFIOSO”.
    Bonaiuti, declamava l’ode alla magistratura, invitandola a non farsi intimidire dalle inaccettabili e sistematiche accuse del Cavaliere, di essere politicizzata, e potere svolgere, in piena autonomia e serenità, l’arduo e nobile compito, finalizzato al trionfo della giustizia e della verità.
    La Santanché, con la sua voce slabbrata, deplorava ì comportamenti libertini del Premier, ritenendoli scandalosi, e indegni di una tale carica politica.
    Tutti, a gran voce, chiedevano lo scioglimento delle camere e le elezioni anticipate. La sinistra, al completo, votava la fiducia.

    Gianni Tirelli

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  3. L’UOMO CHE HA DISONORATO L’ITALIA E GLI ITALIANI

    Quella montagna di torbidi interessi che ruotano intorno alla “politica” di Silvio Berlusconi e del suo entourage, sono tali e tanti che, una sua eventuale caduta, metterebbe a rischio la sopravvivenza di tutta quella parte marcia e potente del nostro paese (dalla criminalità organizzata fino al più piccolo imprenditore senza scrupoli) che, fino a oggi è stata garantita, legittimata e protetta da ogni interferenza. Da questo momento tutto è possibile e i colpi di coda del caimano non si faranno attendere. Così, le tre reti Mediaset, di proprietà del Nababbo nano, daranno il via ad una campagna denigratoria e diffamatoria senza precedenti, avallata e sostenta dal TG della prima rete nazionale, messo sotto scacco dal laido Minzolini.
    I cani da guardia, nelle persone di Vittorio Feltri, Belpietro, Sallusti e banda, sono pronti a sguinzagliare scagnozzi, spioni, sicari e maestri del raggiro per intentare un’operazione di killeraggio politico, mediatico e fisico, fatta di intimidazione, ricatto e dossieraggi e, in linea con le perverse ragioni dei peggiori regimi sud-americani. Le quotazioni relative al mercimonio dei parlamentari, toccheranno i massimi di sempre e, ogni buon senso e ragionevolezza, si prostituiranno alle lusinghe e alle seduzioni del denaro e del potere.
    Non dimentichiamo inoltre che, tutta la corte scodinzolante di servi, ruffiani, parassiti e puttane, è consapevole del fatto che, detronizzato il piccolo ducetto, per loro sarà la fine e, niente e nessuno potrà mai riabilitarli e riscattarli da una condizione di disonore e di infamia che da sempre ha caratterizzato la loro insulsa e miserabile esistenza. Pertanto, i pretoriani dell’imperatore nano, dovranno fare ritorno fra i miasmi e il fetore di quel limbo gelatinoso che, nella cloaca massima romana, consacra la sua originaria derivazione etimologica.
    “ Non vedo l’ora di farmi giudicare” affermava convintamene il Cavaliere nano, giorni or sono . A distanza di una settimana, con la stessa convinzione, dichiara. “ Non ho nessuna intenzione di presentarmi davanti a quel plotone d’esecuzione.” Il nano non si smentisce mai! Malato era e malato resta, con la sola eccezione di un ulteriore peggioramento psico-patologico progressivo e degenerativo.
    L’operazione “Mani pulite”, al confronto dell’attuale circostanza, è stato un gioco da ragazzi. Oggi, il rischio di un colpo di stato, è reale e palpabile. Se l’opposizione tutta, le istituzioni e la cittadinanza responsabile, non prenderanno coscienza di una tale eventualità, l’Italia e gli italiani smarriti, si troveranno impreparati nel contrastarla. Aspettiamoci il morto!
    Io lo avevo detto!!

    Gianni Tirelli

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