“Legge-bavaglio, pronti a non rispettarla” (io per primo!)

CI SARÀ ANCHE UN COMITATO DI LEGALI PER DIFENDERE CHI VENISSE INDAGATO

“Legge-bavaglio, pronti a non rispettarla”

Il messaggio che arriva dalla manifestazione di Roma contro il ddl intercettazioni da giornalisti e blogger

(Ansa) MILANO – Resistere, resistere, resistere, perché c’è un’emergenza democratica. Giornalisti e no partecipanti alla manifestazione del Pantheon alla presenza del presidente dell’Ordine dei giornalisti di rappresentanti della Federazione nazionale della stampa italiana e dell’Associazione cronisti, alzano gli scudi contro la «legge bavaglio» in discussione dalla prossima settimana alla Camera e si dicono pronti anche a non rispettare la legge, perché in contrapposizione con la Costituzione e la legge istitutiva dell’Ordine dei giornalisti. Parola di associazioni come Articolo 21 della neonata associazione G.I.U.L.I.A (Giornaliste unite libere e autonome, guidata dall’ex volto del Tg1 Maria Luisa Busi).

LE PROPOSTE – I manifestanti promettono di adire alla Corte dei diritti dell’uomo alla giustizia europea una volta venisse approvata la legge che vieta la pubblicazione delle intercettazioni, ma anche di depositare un dossier in ogni cancelleria europea e, in ultima ratio, di disattendere la legge pubblicando comunque le intercettazioni stesse. «Disobbedienza civile» invoca Maria Luisa Busi «Perché voi avete diritto ad essere informati» aggiunge rivolta alla piazza.

USIGRAI – «Alla Rai il bavaglio l’hanno già messo» spiega Alessandra Mancuso dell’Usigrai (il sindacato dei giornalisti Rai) riducendo gli spazi del Tg3, chiudendo Annozero mettendo la mordacchia al Tg1. «La Rai è un bene pubblico e deve ritornare il pluralismo» conclude la Mancuso.

IL LEGALE – L’avvocato Antonio D’Amati invita i giornalisti a continuare a fare il loro dovere: «Se i giornalisti verranno portati a frotte davanti ai tribunali, i giudici li assolveranno. Non temo l’istigazione a delinquere quando dico ai giornalisti che di questa futura legge non dovranno tenerne conto. Nessuno può essere condannato per aver fatto il proprio dovere. Questa legge sarà un buco nell’acqua serve solo a spaventare».

I CRONISTI – Il presidente dell’Associazione cronisti ha spiegato che da circa 20 anni la classe politica tenta di mettere il bavaglio ai giornalisti senza riuscirci.

I BLOGGER – L’associazione Agorà che raccoglie diversi blogger ha dichiarato che sta sensibilizzando diversi parlamentari per far presentare emendamenti per modificare la legge.

L’ORDINE DEI GIORNALISTI – Per Enzo Iacopino, presidente dei giornalisti: «C’è una legge che regola l’Ordine che impone ai giornalisti di dire sempre la verità con rispetto per le persone. Questa legge che si vuole approvare indica che noi siamo scomodi e questa è una cosa sana perché compito del giornalista è essere scomodo. Il filo che intesse il bavaglio è più lungo di quello che compone la legge sulle intercettazioni. Passa per il ricatto degli editori che obbligano i collaboratori ad accettare 2-3 euro a pezzo e passa per i troppi conflitti di interesse che affliggono questo Paese»

 

via“Legge-bavaglio, pronti a non rispettarla” – Corriere della Sera.

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