Gli sprechi di Palazzo Silvio

Lo scorso anno la presidenza del Consiglio ha speso 4,7 miliardi.

Con un aumento record tra staff, viaggi, show, indennità, mobili, jet e auto blu. Ecco la lista inedita18 novembre 2011Mario Monti ha promesso “sacrifici”. Ma ha detto pure che chi governa deve avere il coraggio di metter finalmente mano ai “privilegi”. Da premier incaricato non ha specificato a chi o cosa si riferisse, ma è assai probabile che ce lavesse con le lobby, le corporazioni, gli evasori fiscali e, soprattutto, con i politici e le loro prebende. “Monti non è uno stupido, e sa che se vuole far trangugiare lamara medicina agli italiani, dovrà innanzitutto tagliare le franchigie e gli sperperi della Casta“, chiedono in coro commentatori ed economisti.Qualcuno consiglia labolizione immediata delle Provincie, altri puntano sul dimezzamento dei parlamentari, ma di sicuro il professore potrebbe cominciare a fare le grandi pulizie cominciando dalla sua nuova casa. Palazzo Chigi è infatti un mostro succhiasoldi, listituzione più costosa dItalia: “lEspresso” ha letto le spese inedite della presidenza del Consiglio del 2010, scoprendo che la corte di Silvio Berlusconi è costata oltre 4,7 miliardi di euro in 12 mesi, con un aumento del 46 per cento rispetto alle uscite registrate nel bilancio 2006.La crescita può in parte essere spiegata con la decisione di Romano Prodi di trasferire alcune competenze sotto la presidenza del Consiglio che così ha inglobato le politiche per lo Sport, per la Famiglia e la Gioventù, né bisogna dimenticare che una grande fetta dello stratosferico budget viene mangiata dagli interventi “attivi” dei vari dipartimenti, Protezione civile su tutti: nel 2010 lemergenza per il terremoto in Abruzzo ha pesato sui conti per oltre 800 milioni di euro. Ma lanno scorso – come, va detto, succedeva anche ai tempi dei governi di centrosinistra – una valanga di denaro è servita anche a far sopravvivere il Palazzo: centinaia di milioni di euro sono partiti per il funzionamento dellufficio del presidente Berlusconi e del sottosegretario Gianni Letta, dellufficio stampa retto da Paolo Bonaiuti e dei vari “servizi” controllati dal segretariato generale, senza dimenticare le strutture di diretta collaborazione e i dipartimenti guidati da sottosegretari e ministri senza portafoglio. Alla fiera degli sprechi hanno partecipato tutti.

Andiamo con ordine. Per il solo “funzionamento” di Palazzo Chigi nel 2010 lo Stato ha impegnato quasi mezzo miliardo di euro, che se ne vanno in stipendi ai dipendenti, indennità, missioni, affitti e comitati di ogni forma e specie. Eppure, nel maggio di un anno fa, in piena crisi economica, il Cavaliere aveva promesso solennemente di ridurre la spesa pubblica. “La spesa è ingente, capillare e non più sostenibile, soggetta a pessime gestioni e malversazioni”. La colpa? “I governi consociativi” della Prima Repubblica e “il governo della sinistra” che avrebbe fatto esplodere i costi. Che fare, dunque? La ricetta migliore, spiegava l’ex capo del governo, è semplice: “Limare gli sprechi degli enti, dell’amministrazione pubblica e della politica”.

Se l’ex presidente del Consiglio predicava bene, la sua presidenza del Consiglio ha razzolato male. Per fare un confronto tra le spese di Berlusconi e quelle dell’ultimo governo di centrosinistra basta prendere il bilancio del 2007, l’ultimo gestito da Prodi e il suo staff. Per il segretariato generale (l’ufficio comandato da Manlio Strano che gestisce le funzioni istituzionali, le spese di rappresentanza, i voli blu, la biblioteca di Palazzo Chigi e il servizio per “il raccordo organizzativo tra le varie strutture della Presidenza”) nel 2010 la spesa corrente è arrivata a 631 milioni di euro, di cui 363 milioni inghiottiti dai costi fissi per stipendi e uffici vari. Sono cifre degne di una reggia imperiale, che non conoscono freni: così l’anno scorso per il funzionamento del segretariato il Cavaliere ha speso 80 milioni in più rispetto al 2007.

L’ufficio stampa di Palazzo Chigi, che già con Prodi costava mezzo milione l’anno, con il Cavaliere è schizzato a quota 645mila: i comunicati di Paolo Bonaiuti e dei vari collaboratori per diffondere il credo di “Silvio” e le opere del primo ministro ci sono costati in pratica 1.700 euro al giorno. Altri 81 mila euro sono finiti nell’acquisto di giornali, 77 mila per le pubblicazioni on line della Biblioteca Chigiana.

via Gli sprechi di Palazzo Silvio – l’Espresso.

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