Blog di Beppe Grillo – Il fallimento delle imprese minuto per minuto – Il mio commento

In Italia, una piccola impresa, paga fra tasse dirette ed indirette, gabelle e balzelli vari, circa il 70% dell’utile lordo, senza avere però i servizi di uno stato moderno ed efficiente.

Stessa cosa, se non peggio, i dipendenti della stessa impresa.

In altri stati le cose vanno, come accennato da Beppe sul post, decisamente meglio. Non vedo i motivi per i quali un’impresa dovrebbe rimanere in Italia a queste condizioni o un giovane od un piccolo imprenditore dovrebbero attestarsi ad accettare queste condizioni vessatorie e ricattatorie.

Da mettersi in testa tutti, è però una cosa: chi dà e crea crescita e lavoro sono le imprese e non lo stato con le assunzioni nei suoi apparati, quella è invece spesa pubblica fuori controllo; quindi basta con queste attestazioni ideologiche anni 60 contro imprese ed imprenditori per partito preso.

Imprese ed imprenditori sono per la maggior parte in Italia, piccoli e medi imprenditori, che sono essi stessi nella stessa barca dei loro dipendenti.

Non facciamoci fregare ancora una volta con la divisione voluta dai politici, fra dipendenti ed autonomi come se fossimo su due pianeti diversi, perchè difatto siamo tutti sulla stessa barca che sta andando alla deriva a causa dell’abuso che la politica ha fatto nei confronti dei suoi stessi cittadini, siano essi lavoratori in proprio od in busta paga.

Svegliamoci una volta per tutte ed insieme sconfiggiamoli. Riprendiamo in mano il nostro destino.

Uniti lo si può fare, mettendo una croce sul simbolo del Movimento 5 Stelle domenica 7 aprile 2013.

Pasquale_ Caterisano 16.10.12 16:37|

Via: Blog di Beppe Grillo – Il fallimento delle imprese minuto per minuto.

2 pensieri su “Blog di Beppe Grillo – Il fallimento delle imprese minuto per minuto – Il mio commento”

  1. Una soluzione c’è, risolutiva anche per altri problemi correlati:

    basterebbe far dire a Grillo, che ha facile accesso alle comunicazioni, che al lamento è necessario far seguire delle soluzioni che stiano in piedi da sole, come la trasposizione dell’imposizione dal reddito e rendite di varie origini, di incerto e costoso rilevamento, alle forme concrete della ricchezza reale, mobile, immobile, civile, commerciale, industriale, saltando direttamente al risultato dell’umana operosità, (compresa anche quella del malaffare), censita nel territorio, al solo scopo di assicurare il suo pacifico godimento .

    Insomma, basta assimilare lo Stato ad un semplice Condominio, con l’onere aggiuntivo della solidarietà ed il controcanto, per i benestanti, della libera circolazione dei capitali e nessun onere per quanto posseggano all’estero.

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