“Siamo in guerra” il mantra benaltrista che tutto giustifica

“Siamo in guerra”, il mantra benaltrista grillino, che fa passare tutto in secondo piano; ovvero, un’affermazione buona per mettere da parte, nel MoVimento 5 stelle,  tutte le pastette alle primarie, le castine, i gruppetti organizzati, le guerriglie, i parenti candidati, le infiltrazioni e le porcate varie ovunque in Italia. Tutti fermi e zitti, muti e omertosi: ci sono le elezioni.

Gente che ha allegramente gettato alle ortiche tutti i princìpi in cui diceva di credere e per cui combatteva (a parole). “Ora ci sono le elezioni e queste cose devono essere taciute” per un fine più importante, i voti, i seggi, le poltrone.

“Siamo in guerra” è la giustificazione buona a coprire l’olezzo di partitocrazia da prima e seconda repubblica. Sempre in prima linea ad additare tutti in quella che una volta veniva chiamata la “questione morale”, tolleranti con le proprie giustificazioni atte a conquistare l’agognata poltrona che ti cambia la vita.

La morale a 5 stelle, quella morale che fai agli altri, ma che giustifichi a te stesso in quanto grillino e pertanto più puro per nascita.

Evidentemente le scorciatoie fanno comodo ed ancor più ai candidati “papabili” al parlamento e nelle regioni, gente che di fronte alla poltrona non ha esitato a gettare alle ortiche tutto ciò nel quale millantava di credere; i voti non puzzano e fanno comodo anche quelli degli infiltrati altro che etica e spirito di democrazia.

La gente lo ha capito che il M5S in fin dei conti non è molto dissimile dagli altri ed i sondaggi in tal senso parlano chiaro.

Troppi intrallazzi ovunque avallati implicitamente dai capetti locali per via di un presunto maggior interesse superiore… e quale sarebbe?, se si getta alle ortiche proprio quella etica sulla quale i grillini avevano basato il rapporto di fiducia con i cittadini.

Il M5S pare abbia già intrapreso la sua parabola discendente.

Per comprendere un qualcosa che viene vista come un’anomalia, si dovrebbe avere la capacità di analisi e ciò non è così semplice, ne da tutti. Mettersi nei panni degli altri per tentare di capire un problema è cosa ben difficile e lo è evidentemente anche per Beppe Grillo e Roberto Casaleggio, visto che hanno lasciato correre su situazioni del genere in tutto il paese.

Una volta le questioni inerenti ai princìpi ed all’etica, si citavano come “questione morale”, poi il berlusconismo l’ha fatta passare in cavalleria abituandoci a cose ben peggiori. Ora queste vere e proprie schifezze sono considerate “passabili” anche nel MoVimento 5 Stelle. Proprio vero che ci si abitua a tutto.

All’orizzonte, l’inizio della parabola discendente per un movimento di massa che aveva le caratteristiche per poter rappresentare davvero il cambiamento e la speranza per il paese. Peccato, un’occasione sprecata a causa delle piccolezze dell’animo umano.

Fui purtroppo facile profeta due anni fa.

Pasquale Caterisano

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