Il plebiscito fallito

2 Pasquale Caterisano

Grillo pensava ad un plebiscito col sangue agli occhi contro chi si è permesso di fargli notare certe sue contraddizioni, invece ben un terzo degli attivisti iscritti certificati, gli ha votato contro.

In un’organizzazione politica seria, si dovrebbe tenerne conto, specialmente li dove si professa la democrazia dal basso e diretta, invece temo che continuerà a fare come cazzo gli pare e piace e l’involuzione del M5S sarà senza ritorno.

A conti fatti questa espulsione si rivelerà presto un doppio boomerang nei denti di Grillo e Casaleggio, senza contare altresì che ben i due terzi degli elettori delle politiche li hanno già abbandonati a causa delle loro strategie scellerate e per l’inconsistenza dei parlamentari a 5 stelle.

via:  Pasquale Caterisano.

4 pensieri su “Il plebiscito fallito”

  1. A dire il vero Grillo sin dall’inizio ha detto che alcuni si sarebbero persi strada e aveva più che ragione. Anche perché è fisiologico in un movimento appena nato e con un successo imprevedibile. Personalmente la Gambaro non l’avrei espulsa (più che altro per non dare qualcosa su cui parlare ai giornali) ma sono del parere che occorre compattezza su ogni fronte, specialmente se si è sotto pressione come il m5s. Avere delle schegge impazzite è si segno di “democrazie interna”, ma è anche segno che non tutti i partecipanti sono allineati con quanto deciso e ciò può portare fuori controllo la situazione. Credo anche che all’interno di un partito non possa esserci democrazia altrimenti viene meno la figura del leader, vince la maggioranza ma il leader non può essere screditato.
    Parli di inconsistenza dei parlamentari, direi piuttosto che i Di Battista, i Morra, i Di Maio sono tutt’altro che inconsistenti e loro, come altri, stanno mettendo a ferro e fuoco il parlamento ogni giorno, ottenendo alcune vittorie. Certamente la strada è lunga, ma non sarei così sicuro del “boomerang” o della Caporetto 5 stelle, in fin dei conti alle elezioni il m5s era dato al 15%…..

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  2. la disamina politica è un po frettolosa, la differenza tra le politiche e le amministrative sta in una variabile poco valutata: la preferenza. ho sempre sostenuto che il porcellum è l’unico sistema elettorale “libero” ed è l’unico che può farci abbattere la casta. la doppia preferenza addirittura ci fa apparire inconsistenti ma è un errore… il m5s non perde voti se qualcuno, anche a torto, viene cacciato, perde voti se non mantiene alti i toni

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