Comunicato antipolitico numero 1: “Il sogno rubato”

Le promesse mancate del comunicato politico numero quarantacinque

24 marzo 2014 – di Carlo Gubitosa

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Il sogno che e’ stato rubato a quei cittadini dotati di spirito libero e senso critico che salivano sui palchi con Grillo per poi essere chiamati “dissidenti” e “traditori” proprio da quelli che hanno tradito lo spirito originario del movimento sta nel comunicato politico n. 45, del quale riporto alcuni passaggi:

Ogni iscritto al M5S incensurato, non iscritto ad alcun partito, che non ricopra al momento delle elezioni cariche elettive (ad esempio consigliere comunale o regionale) o non abbia esercitato due mandati, anche se interrotti, potrà candidarsi.

[FALSO. Le candidature per il Parlamento sono state riservate ai trombati delle amministrative. Per la presidenza della Repubblica,pero’, il bileader ha deciso che si poteva proporre qualunque cittadino italiano, perfino se ha esercitato piu’ di due mandati politici]

Ogni eletto risponderà al Programma del M5S e alla propria coscienza, non a organi direttivi di qualunque tipo e non potrà entrare in un gruppo parlamentare formato da altri partiti.

[FALSO. Di fatto gli eletti devono dare conto del loro operato ai loro colleghi che si riservano di censurarli, al bileader che guida il partito e sconfessa l’iniziativa di chi propone cose giuste che pero’ fanno “prendere percentuali da prefisso telefonico“, e perfino a fantomatici meetup che spuntano a convenienza se si vuole delegittimare qualcuno con poche decine di persone a cui viene dato il potere di annullare il voto di migliaia di cittadini].
Ogni eletto percepirà un massimo di 3.000 euro di stipendio, il resto dovrà versarlo al Tesoro, e rinunciare a ogni benefit parlamentare, iniziando dal vitalizio pensionistico. 
[FALSO. I soldi non sono stati restituiti al Tesoro, men che meno ai cittadini, ma sono stati versati al ministero dello Sviluppo Economico. La differenza non e’ da poco, visto che sono stati destinati ad un fondo di quel ministero, il “Fondo Centrale di Garanzia per le PMI“, dove nel COMITATO DI GESTIONE ci sono 21 componenti che rappresentano non solo vari ministeri (ma i ministeri non erano guidati dai cattivissimi partiti della casta?), ma anche varie lobbies, come l’Abi, Associazione Bancaria Italiana (ma le banche non erano i centri di potere malvagio che ci sfruttavano attraverso l’euro?), come Confindustria (ma lo “psiconano” non era il datore di lavoro dei confindustriali attraverso i soldi delle nostre tasse?). Il soggetto GESTORE, invece, e’ un bel concentrato di istituti bancari, tra cui spicca MPS Capital Services Banca per le Imprese S.p.A., una tra le tante scatole cinesi generate dal Monte dei Paschi di Siena, che un tempo era “una distorsione dove un partito è diventato una banca e una banca è diventato un partito“.
Mi e’ sfuggito quando si e’ deciso che i soldi “restituiti ai cittadini” sarebbero stati gestiti da Confindustria e MPS, e non so nemmeno quand’e’ che “la rete” o chi per essa ha deciso che quei soldi dovessero andare in un salvadanaio per tutelare le banche da eventuali insolvenze, e non alla ricerca scientifica, all’universita’, alla sanita’ o alla scuola pubblica. Quel Montepaschi che ha preso 4 miliardi di euro a fondo perduto in cambio di carta straccia chiamata “Monti Bond”, adesso per decisioni prese non si sa bene come e dove, gestira’ anche i soldi che qualcuno pensa siano restituiti alla cittadinanza, ma che in realta’ vengono usati per garantire le banche che pretendono di cadere sempre in piedi.
Se una azienda fallira’, con o senza colpa dei suoi amministratori, a rimetterci saranno lei e i cittadini, ma non le banche. È come dire: “cara banca stai tranquilla, se presti quei soldi, comunque a chi vuoi tu e alle condizioni che vuoi tu, ma l’azienda fallisce, tu comunque non rischi nulla perché cadi su un materasso imbottito di soldi dei cittadini, e riempito grazie a solerti parlamentari”.
Anche se fosse un solo centesimo di euro devi spiegarmi perchè lo dai in gestione a quelli che nei tuoi discorsi politici dipingi come il male assoluto, ovvero banche e partiti della casta. Devi spiegarmi anche perché nella tua retorica compaiono spesso i cittadini che muoiono di fame e poi usi tutti i tuoi soldi a tutti a tutela del rapporto tra banche e aziende. In breve, come sono tenuti a fare tutti gli altri partiti, anche tu devi dare conto della concordanza tra ciò che dici è ciò che fai.]
Se queste promesse mancate possono generare rabbia e fastidio in chi aveva scommesso su un modo nuovo di fare politica, c’e’ un’altra promessa tradita che e’ il cuore del sogno rubato, strappato dal petto dei cittadini per bene che hanno fatto da motorino di avviamento di questo partito, che non sarebbe nato senza Grillo, ma non sarebbe nato neppure senza cittadini:
La libertà di ogni candidato di potersi esprimere liberamente in Parlamento senza chiedere il permesso a nessun capo bastone sarà la sua vera forza. Il M5S vuole che i cittadini si facciano Stato, non che si sostituiscano ai partiti con un altro partito. I partiti sono morti,organizzazioni del passato, i movimenti sono vivi. Oggi i parlamentari sono soltanto dei peones che schiacciano un pulsante se il capo, che li ha nominati, lo chiede. Non sono nulla, solo pulsante e distintivo. Il M5S vuole far entrare degli uomini e delle donne alla Camera e al Senato che rispondano solo alla Nazione e al proprio mandato. Potranno essere operai, precari, disoccupati, casalinghe, commercianti, piccoli industriali, insegnanti, camionisti, impiegati. Gente comune incensurata e senza scopo di lucro. Ognuno conta uno e il Parlamento ci aspetta.
[FALSO. FALSISSIMO. Oggi in Parlamento c’e’ un partito dove le inziative si prendono se i vertici danno il permesso, e se provi ad abolire il reato di clandestinita’ vieni lapidato sul blog che e’ la sede ufficiale di quel partito con affermazioni intrise di xenofobia e cialtroneria.
Oggi in Parlamento c’e’ un partito dove un gruppo di peones perfettamente integrati in una struttura padronale e verticistica (che non ha previsto al suo interno strumenti per il rinnovamento della dirigenza) mette in minoranza ed emargina le teste pensanti che vorrebbero rispondere solo alla propria coscienza rendendo conto alla nazione (e non a due cittadini piu’ cittadini degli altri) delle proprie azioni e del rispetto del proprio mandato elettorale.
Oggi in Parlamento c’e’ gente che non puo’ esercitare la libera iniziativa dei rappresentanti del popolo prevista dall’articolo 67 della Costituzione, ma e’ costretta a dare conto del proprio operato ad altri soggetti, a cominciare dai propri colleghi che criminalizzano la biodiversita’ del pensiero, lo spirito critico e lo spirito di iniziativa individuale, con la scusa che tutti devono andare nella stessa direzione, purche’ sia la direzione che dicono loro, che ovviamente e’ l’unica giusta e possibile.
“Ognuno conta uno” e’ ormai un sogno infranto dal potere di una dirigenza inadeguata che non sa gestire la complessita’, le organizzazioni di grandi dimensioni, i processi comunicativi e relazionali, e per la sua ignoranza si rifugia nel decisionismo. Questo sogno di partecipazione e’ stato tradito proprio come il sogno comunista di giustizia proletaria e’ stato infranto dal potere autoritario dei soviet, il sogno del libero mercato e’ stato infranto dai berluschini e dai Berlusconi che il mercato lo vogliono distorto a loro beneficio con leggi ad personam e finanziamenti “ad aziendam”, e il sogno ecologista e pacifista della mia generazione e’ stato infranto dai “verdi” che hanno bombardato la Serbia quando governavano assieme ai “rossi”].
Di fronte a tutto questo, l’unico appiglio per resistere in mezzo alla tempesta e’ una resistenza civile nonviolenta che sappia usare la memoria delle cose, la verita’ dei fatti e il coraggio delle idee. Io ricordo, io so, io non ho paura.
Di seguito, il testo integrale del comunicato politico numero quarantacinque:
Io non credo che si andrà alle elezioni prima del 2013. L’Italia non se le può permettere senza dichiarare default. Nonostante ci sia del tempo ancora davanti, preferisco chiarire concetti già espressi in altre occasioni.
Alle elezioni politiche nazionali, quando esse siano, Il MoVimento 5 Stelle si presenterà. Le votazioni per decidere i nomi dei candidati avverranno sul portale del M5S. Chiunque disponga della cittadinanza italiana e sia iscritto regolarmente al M5S (avendo quindi inviato tutti i documenti necessari) potrà votare on line il proprio candidato. Ogni iscritto al M5S incensurato, non iscritto ad alcun partito, che non ricopra al momento delle elezioni cariche elettive (ad esempio consigliere comunale o regionale) o non abbia esercitato due mandati, anche se interrotti, potrà candidarsi.
Ogni iscritto potrà votare un solo candidato. Di ogni candidato sarà pubblicato il curriculum, gli obiettivi e sarà associato un forum di discussione. Ogni eletto risponderà al Programma del M5S e alla propria coscienza, non a organi direttivi di qualunque tipo e non potrà entrare in un gruppo parlamentare formato da altri partiti. Ogni eletto percepirà un massimo di 3.000 euro di stipendio, il resto dovrà versarlo al Tesoro, e rinunciare a ogni benefit parlamentare, iniziando dal vitalizio pensionistico. Dovrà firmare l’accettazione a queste condizioni nero su bianco, prima delle elezioni. I possibili eletti del M5S formeranno un Non-gruppo-parlamentare in cui ognuno conterà uno. Ci sarà un Non-portavoce, perché gli eletti si alterneranno nel ruolo. Ogni eletto si impegnerà a interagire quotidianamente attraverso la Rete per informare i cittadini e interagire con gli iscritti al M5S. La libertà di ogni candidato di potersi esprimere liberamente in Parlamento senza chiedere il permesso a nessun capo bastone sarà la sua vera forza. Il M5S vuole che i cittadini si facciano Stato, non che si sostituiscano ai partiti con un altro partito. I partiti sono morti,organizzazioni del passato, i movimenti sono vivi. Oggi i parlamentari sono soltanto dei peones che schiacciano un pulsante se il capo, che li ha nominati, lo chiede. Non sono nulla, solo pulsante e distintivo. Il M5S vuole far entrare degli uomini e delle donne alla Camera e al Senato che rispondano solo alla Nazione e al proprio mandato. Potranno essere operai, precari, disoccupati, casalinghe, commercianti, piccoli industriali, insegnanti, camionisti, impiegati. Gente comune incensurata e senza scopo di lucro. Ognuno conta uno e il Parlamento ci aspetta. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

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