Assicurazioni, le opportunità di internet e del mondo che cambia

In pochissimi oggi vedono nella libertà di collaborazione una vera opportunità.

La legge 221/12 non ha dato finora quell’impulso che ci si attendeva e la colpa è solo ed esclusivamente degli agenti e dei professionisti del settore.

Scontiamo tutti o quasi la “cultura” del monomandato e della paura delle ritorsioni della mandante, scontiamo umani timori ed atteggiamenti poco inclini al progresso, direi quasi medievali, figli in Italia di conservatorismo ed attestazioni errate, inculcateci dal pensiero unico o quasi, che dal dopoguerra fino ai giorni nostri ha condizionato inclinazioni e natura del popolo italico.

Non distante da questo atteggiamento è l’assicuratore, seduto da decenni sulla sicurezza di un mondo in cambiamento stile bradipo, dove tutto è fermo e calmo come un caldo ed avvolgente bagno. Ebbene, quel mondo è finito ed i più non sembrano essersi accorti di ciò.

Il mondo non è più quello di 10 anni fa e nemmeno quello di 5 anni fa, ed udite udite nemmeno quello di due anni fa. Stavolta il mondo sta cambiando davvero, complice internet (ed in Italia la crisi che perdura a causa dell’italica cialtroneria) che costringe tutti a muovere il cu*o sul serio stavolta! chi non se n’è ancora accorto dovrebbe prendere esempio da moltissimi colleghi (4.000 all’anno negli ultimi anni) che stanno chiudendo baracca e burattini, loro sono stati travolti dallo tsunami mentre erano tronfi e tranquilli nel loro brodo caldo ed avvolgente, sicuri delle loro certezze del “s’è sempre fatto così” .

Quel tempo è finito, burocrazia, crisi, nuovi scenari mettono in crisi situazioni consolidate da decenni e fanno sorridere tentativi come quali ai quali abbiamo assistito poche settimane fa da parte di una sigla sindacale, di voler “fermare il vento con le mani”, facendo una petizione all’Ivass sulla “natura dei comparatori” ^_^ in un mondo globale viene appunto da sorridere se non da ridere a crepapelle. Al solito noi italiani andiamo a vedere il pelo nell’uovo per difendere caste, castine e corporazioncine, invece di rimboccarci le maniche e fare le cose seriamente. Questo accade ovunque, in ogni strato sociale, dalla politica al mondo del lavoro. scontiamo un provincialismo che non ha pari nel mondo civile occidentale se non con pochissimi messi come noi, i cosidetti “PIGS”.

Ebbene, fatte queste premesse incontrovertibili, mi rode e da molto fastidio vedere come si sprechino risorse ed energie per queste cosidette “petizioni” o azioni simili e il non veder cogliere opportunità come quella data dalla legge 221/12 cosidetta della liberalizzazione delle collaborazioni, oppure nello snobbare completamente la grande opportunità data gratuitamente (per ora) a tutti i colleghi assicuratori dal portale Insurance Arena, che se ben sfruttato potrebbe portare soluzioni a tutti, in un circuito di piazzamento di rischi enorme con benefici ed opportunità di guadagno per chiunque non voglia vedere sprecato il proprio lavoro ed umuliata la propria professionalità.

Le relazioni sociali sono il pane quotidiano del nostro lavoro e fa specie come solo in pochi capiscano che in un mondo globalizzato, dove un ragazzino di 24 anni ha connesso un miliardo e mezzo di persone nel mondo fra di loro, alcuni ci vedano pericoli invece che risorse, tutto ciò è triste e fa pensare quanto davvero il nostro settore sia pregno di quelli che in molti definiscono (e si autodefiniscono) dei professionisti.

La soluzione è non fare petizioni per fermare il progresso, la soluzione è cavalcarlo!

Pasquale Caterisano.

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