I nazisti e la scienza di frontiera

Le origini dell’ufologia moderna sono fatte risalire convenzionalmente al 24 giugno del 1947, quando l’americano Kenneth Arnold avvistò per la prima volta una formazione di quelli che sarebbero stati universalmente conosciuti come “dischi volanti”.   Arnold, titolare di brevetto di volo per aeroplani da turismo e membro dell’Associazione Piloti da ricerca e salvataggio dell’Idaho, partì dell’aeroporto di Chehalis nello stato di Washington intorno alle 15 alla ricerca di un aereo da trasporto C-46 Commando dell’esercito, sparito un mese e mezzo prima con 32 persone a bordo senza lasciare traccia.

Giunto nei pressi del Monte Rainier, Kenneth avvistò una formazione di 9 oggetti volanti luminosi di forma discoidale con coda tronca in formazione, che secondo i suoi calcoli avevano un diametro di circa 30 metri e volavano a 3mila metri d’altezza ad una velocità stimata di 1500 km/h circa. Kenneth non potè ovviamente seguire col suo piccolo aereo la formazione di quegli oggetti che volavano a ad una velocità così alta e che sparirono subito dalla sua vista. Quando atterrò all’aeroporto di Yakima, non lontano dall’altro da cui era partito, ad attenderlo c’era la stampa americana pronta a ricevere notizie sull’aeroplano disperso. Arnold invece raccontò la sua esperienza di avvistamento Ufo e fu allora che il termine “Flying Saucers” o “dischi volanti”, come lui li aveva battezzati, divenne sinonimo di tutti gli oggetti volanti di forma circolare, e dunque non convenzionale, avvistati da quel momento in poi.  

Alcune settimane dopo l’avvistamento di Kenneth Arnold il quotidiano “Roswell Daily Record” riportò la notizia di un Ufo precipitato nei pressi di Socorro, nel campo di un agricoltore di nome Mac Brazel e non lontana dalla zona della cittadina di Roswell in New Mexico. Alcuni testimoni raccontarono di aver visto dei corpi recuperati insieme ai rottami del disco fatti poi sparire dai militari dell’esercito americano, con a capo il maggiore Jesse Marcel. La versione ufficiale fu che si trattava di un pallone sonda precipitato nella proprietà dell’agricoltore e che i corpi recuperati non erano altro che manichini. Questa notizia fece subito il giro del mondo, nonostante tutti i tentativi dell’esercito degli Stati Uniti di smentire la notizia.
La notizia sullo schianto di un oggetto volante non identificato a Roswell fu data l’8 luglio 1947 dall’ufficio di informazioni al pubblico della Roswell Army Air Field (RAAF), una base aerea dell’Aeronautica militare statunitense a circa 5 chilometri di distanza dalla città. Nel comunicato si spiegava che i militari della base avevano recuperato da un ranch vicino a Roswell diversi rottami, appartenenti a un “disco volante”. La notizia fu ripresa da un giornale locale, il Roswell Daily Record, e successivamente ebbe copertura nazionale.
L’incidente di Roswell, in realtà, si era verificato diversi giorni prima, tra la fine di giugno e i primi di luglio, in un arco temporale difficile da definire. Lo schianto si verificò intorno al 3 luglio del 1947 a diversi chilometri di distanza da Roswell, una cittadina abitata da meno di 30mila persone, tra allevatori e soldati della base aerea.
Pochi giorni prima, dalle parti di Roswell, erano circolate voci circa l’avvistamento di strani oggetti volanti simili a dischi. Anche per questo motivo il comunicato della RAAF dell’8 luglio sull’incidente di Roswell suscitò molto interesse tra la popolazione, e spinse l’esercito a diffondere il più rapidamente possibile una smentita.
Il 9 luglio 1947 la versione del ritrovamento di un disco volante fu categoricamente smentita dal governo e dall’esercito degli Stati Uniti. I rottami trovati al ranch di Brazel vicino a Roswell erano stati portati a Dallas, in Texas, per essere controllati e analizzati. Gli esperti identificarono l’oggetto come un pallone sonda, utilizzato da una stazione meteorologica del luogo per rilevare la velocità e la direzione dei venti ad alta quota. Il personale della base aerea di Roswell non era a conoscenza della sua esistenza, e probabilmente per questo motivo nacque il fraintendimento. Alcuni giornali pubblicarono le foto dei rottami, a dimostrazione del fatto che si trattava di un pallone sonda. Il caso fu risolto e in poche settimane i media persero interesse per l’incidente di Roswell.
Oltre 30 anni dopo, l’ufologo Stanton T. Friedman tornò a occuparsi dell’incidente di Roswell, intervistando alcuni testimoni dell’epoca. Ottenne un’intervista con Jesse Marcel, il maggiore dell’esercito nel 1947 che aveva mostrato alla stampa i rottami rinvenuti nel ranch. Marcel confidò a Friedman che la versione del pallone sonda era un falso, creata appositamente dall’esercito e dal governo per nascondere la verità su ciò che era realmente precipitato a Roswell.
Insieme con altri autori, nel 1980 Friedman pubblicò l’intervista e documenti nel libro “The Roswell Incident”, in cui si ipotizzava che i rottami trovati nel ranch di Rowsell fossero di un’astronave esplosa in volo. Il libro sosteneva anche che in un’altra località fossero stati ritrovati i corpi di alcuni alieni, che facevano parte dell’equipaggio del disco volante. Le ipotesi di Friedman fecero molto discutere e contribuirono a riportare di attualità l’incidente di Rowsell. Furono pubblicati diversi altri libri negli anni seguenti, con l’aggiunta di nuovi particolari sul presunto incidente di un’astronave aliena.
La versione ufficiale dell’esercito statunitense, piuttosto solida e ben documentata, è da anni osteggiata da buona parte degli ufologi che si sono occupati dell’incidente di Roswell, e che hanno rilevato – spesso pretestuosamente – alcune incongruenze nelle conclusioni delle due inchieste e dei relativi rapporti. Alcuni ufologi sostengono che l’UFO avrebbe perso parti mentre era in volo sul ranch e si sarebbe schiantato poi a diversi chilometri di distanza. I sostenitori di questa tesi dicono che sul luogo dell’incidente furono ritrovati alcuni corpi alieni e che sarebbero stati poi trasportati presso l’Area 51, nel Nevada.
Nella prima metà degli anni Novanta circolò anche un filmato che mostrava la presunta autopsia di un alieno ritrovato a Roswell. Fu messo in circolazione da un produttore britannico, Ray Santilli, e fu trasmesso da diverse televisioni in giro per il mondo (in Italia dalla RAI nel 1994). Un’attenta analisi dimostrò che il filmato era un falso, realizzato anche alquanto rozzamente e con diversi anacronismi rispetto al 1947. Lo stesso Santilli qualche anno dopo confermò che il suo filmato era fasullo.
A distanza di più di 60 anni Roswell rappresenta ancora oggi un interrogativo senza risposta. Proviamo allora a osservare i nostri tasselli del mosaico da una altra angolazione. Lasciamo il New Mexico e andiamo in Germania.
Dieci anni prima che una nave aliena precipitasse nella proprietà del rancher Mack Brazel, vicino a Roswell un disco volante ha perso il controllo ed è caduto nella campagna della Germania nazista. Questa incredibile storia, coperta dagli Stati Uniti e dall’URSS da oltre settanta anni, si suppone sia la vera motivazione per l’intensa ricerca effettuata dai nazisti sugli aerei senza ali e a forma di disco; l’ossessione di Hitler e Himmler per gli UFO e il mistero ha portato a straordinari esperimenti effettuati dalle SS conclusi con la costruzione di veri e propri dischi volanti e della famosa “Campana”: un bizzarro motore multidimensionale che neutralizzerebbe la forza di gravità, provocando una spaccatura nel continuum spazio-temporale stesso e creando sorprendenti effetti.
Dobbiamo ricordare, come più volte affermato da Pierluigi Tombetti di come l’apparato bellico tedesco risentì particolarmente delle idee ariosofiche che si manifestarono scientificamente attraverso la cosiddetta   fisica ariana, il concetto secondo cui la razza influenzava la validità e le qualità di un ricercatore; teorie senza alcun fondamento come la Terra cava e soprattutto la Welteislehre vennero addirittura insegnate all’università mentre le idee di Nikola Tesla furono salutate come una conferma dell’esistenza e dello sfruttamento dell’energia cosmica Vril.
Il caso più eclatante è quello rappresentato da l’austriaco Viktor Schauberger (1885 – 1958) che creò un motore ad aspirazione basandosi su una teoria che nasceva dall’ osservazione del comportamento dell’acqua nel fiume presso la sua abitazione. Studiando le possibilità del moto colloidale dell’acqua, nel 1941 applicò un motore d’avviamento d’aereo su una macchina basata su questa concezione; il motore elettrico serviva per far girare le pale di una turbina all’interno di un cilindro di un metro e mezzo di diametro al cui centro era fissato un cono vuoto con base aperta. Il cilindro fu riempito con acqua vivente, o caricata di energia vitale, e la turbina venne messa in moto raggiungendo velocità straordinarie nelle pareti interne del cilindro ed esternamente al cono. Il risultato fu un tornado in miniatura che fu incanalato in una turbina più piccola collegata ad un rotore sulla sommità del cono. L’apparato di levitazione ad acqua funzionava e solo con una turbina che sfruttava semplicemente acqua e aria.
Le idee di Schauberger vennero riprese da un gruppo di scienziati, tra cui Rudolf Schriever, che era capitano della Luftwaffe e pilota – collaudatore oltre che progettista di aerei sperimentali. La rivista Der Spiegel nel numero del 30 marzo 1950 3 riportò un intervista rilasciata da Schriever il quale affermò che nei pressi di Praga nei primi anni ’40 vi era una fabbrica della BMW che produsse alcuni dei velivoli noti come flying saucers o dischi volanti. In questo impianto lavoravano scienziati come Klaus Habermohl, l’ingegnere italiano Giuseppe Belluzzo e Walther Miete (il quale aveva fatto parte del progetto V-2 ma che poi si era occupato di progetti a disco) che seguirono gli studi di Schriever su un prototipo di disco volante.
Secondo alcune voci non confermate, la misteriosa società Vril avrebbe costruito nel 1934 un prototipo legato alla forza cosmica con un principio naturale di levitazione secondo le idee di Schauberger, che lo stesso anno discusse le sue teorie con Hitler.
Il velivolo sarebbe stato denominato Vril 1, anche se alcuni autori ipotizzano che si trattasse invece di un altro nome del prototipo che svilupparono Miethe e Schriever a Breslavia; il Vril 1 sarebbe infatti il famoso Haunebu che sfruttava un motore a nuova concezione sviluppato sul progetto Schauberger ma dai tecnici della società Vril.
Quanto detto non è solo una teoria. Diverse fonti accreditate dimostrerebbero l’esistenza di questi progetti e confermerebbero la presenza e il ritrovamento di veri e propri prototipi di “flying saucers”.
George Klein dichiarò di aver visto con i propri occhi un velivolo durante il test che raggiunse un’altezza di 30.000 piedi in tre minuti e che poteva viaggiare a centinaia di miglia all’ora. Un agente CIA, Virgil Armstrong 7affermò:” scoprimmo che Hitler non solo aveva un’arma segreta che oggi chiameremmo UFO o veicolo spaziale” e aggiunge le stesse caratteristiche menzionate sopra.
Ma soprattutto una delle affermazioni più interessanti è quella rilasciata dal colonnello Philip J. Corso, a capo della US Army ‘s Foreign Technology Division e membro del National Security Council del Presidente Eisenhower il quale confermò una connessione tra gli avvistamenti UFO e le tecnologie segrete dei nazisti con le seguenti parole:

“Nel mio team c’erano scienziati tedeschi. Ebbi modo di parlare spesso di questo con Oberth e von Braun Io facevo parte del Project Paperclip con il generale Trudeau. C’erano dei crash dovunque ed I tedeschi avevano raccolto anch’essi del materiale. Loro ci stavano lavorando. Non riuscivano a risolvere i problemi dell’apparato propulsivo e fecero migliaia di esperimenti con i dischi volanti. Ne avevano uno che saliva a 12.000 piedi. Ma dove tutti , noi e loro, hanno fallito, è stato il sistema di guida. La forma così inusuale del disco ricordava le ali Horten che i nostri piloti avevano visto alla fine della guerra; questo ci fece sospettare che i tedeschi si erano imbattuti in qualcosa che noi non conoscevamo ancora.”

Da sinistra: O’Connors, Corso, Trudeau e Fediay
L’Operazione Paperclip ebbe inizio nel novembre 1945 e consistette nell’importazione di ex-nazisti, circa 2.000 fra scienziati tedeschi e loro familiari, tra il 1945 ed i primi anni settanta. L’obiettivo era sottrarre all’URSS durante la guerra fredda l’acquisizione dei progressi scientifici compiuti dalla Germania nazista.
Il Presidente Truman autorizzò l’operazione a patto che gli scienziati non fossero stati membri del partito nazista e più che nominalmente partecipi nelle sue attività, o sostenitori attivi del militarismo nazista.
In molti casi però il servizio creato appositamente per gestire l’operazione il (Joint Intelligence Objectives Agency, JIOA) branca del JIC Joint Intelligence Committee ritoccò i curricula degli scienziati per permetterne il reclutamento nonostante i crimini dei quali si erano macchiati durante gli anni del regime hitleriano. Le nuove identità degli scienziati venivano allegate ai fascicoli con delle graffette, da cui il nome dell’operazione.
Operazione Paperclip: gli scienziati posano insieme
Stalin, alla fine della seconda guera mondiale si infuriò nell’apprendere che il suo esercito non aveva catturato neppure uno dei maggiori scienziati tedeschi esperti in missili. “E’ assolutamente intollerabile”, si lamentò con uno dei suoi generali: “abbiamo sconfitto le armate tedesche, abbiamo occupato Berlino e Peenemunde; ma gli americani si sono presi gli ingegneri nucleari”. In mezzo al caos provocato dal crollo del Terzo Reich, infatti, il servizio segreto americano, sceso in gara con gli inglesi, i francesi e i russi per i cosidetti “risarcimenti intellettuali”, riuscì ad accaparrarsi ben seicentoquarantadue scienziati tedeschi. Il Programma che ne scaturì, con il nome in codice di Operazione Paperclip, terminò solo quando Wernher von Braun e i suoi collaboratori mandarono in orbita il primo satellite americano. O almeno così siamo soliti credere.
Corso affermò infatti che le sue conversazioni con von Braun e Willy Ley ad Alamogordo nei giorni successivi al crash di Roswell erano inerenti a una storia nascosta e molto più profonda dietro alla faccenda dei flying saucers.
Sicuramente la maggior parte di noi ricorderà il film Sette anni in Tibet, in cui un ottimo Brad Pitt nei panni dello scalatore Heinrich Harrer trascorreva un periodo di tempo alla corte del Dalai Lama, il capo spirituale della religione Buddista. In pochi però sapranno che la vera storia di Heinrich Harrer nasconde particolari di una delle pagine più misteriose della storia dell’umanità.
L’Ahnenerbe occupa un posto di primo piano nell’insieme delle aberrazioni più misteriose della storia del regime nazista. Questo gruppo operativo fu costituito ufficialmente il 1 gennaio 1935 ad opera di Heinrich Himmler, uno dei gerarchi nazisti più potenti, con il nome di “Deutsche Ahnenerbe – Società di studio sulla storia antica dello spirito”, ma presto divenne nota con il nome di “Eredità Ancestrale”.
Nel periodo di massimo splendore, l’Ahnenerbe contava 43 dipartimenti più o meno importanti e dedicati ad una grande varietà di studi, quali antropologia, botanica, astronomia, erboristeria, geografia, geofisica, danze popolari, canzoni tradizionali, archeologia, sociologia, magia e occultismo. Quest’ultimo campo di studi è quello a cui l’Ahnenerbe deve la maggior parte della sua fama: capitanato da Friederich Hielscher, si occupò di ricerche negli angoli più sperduti del globo, quali Tibet, deserto del Gobi, Amazzonia, Africa, nonché della caccia ad oggetti di elevato valore mistico, quali il Sacro Graal, la lancia di Longino e il tesoro dei Templari, e luoghi misteriosi quali la Terra Cava e Shamballa, la capitale di Agharti. L’importanza dell’associazione era talmente alta che annoverava nelle sue file persino degli scienziati di origine ebrea. Godette di autonomia più completa sino al 1944, quando passò direttamente sotto il controllo delle SS.
Gli obiettivi dell’Ahnenerbe erano molteplici:
• Investigare la sfera di influenza territoriale e spirituale della Germania.
• Riscattare e ricostruire le tradizioni tedesche.
• Diffondere la cultura tradizionale germanica nella popolazione.
L’Ahnenerbe si occupava anche della ricerca dei cosiddetti “Oggetti del potere”, che secondo la credenza popolare permettono al loro padrone di dominare la Terra ed il cui possesso tanto ossessionava Adolf Hitler. Le investigazioni dei membri della società univano in una sorta di simbiosi metodi di ricerca scientifica ed ideologie di partito.
L’ordine simbolico ed esoterico delle SS, voluto con precisione iniziatica dallo stesso Himmler, ebbe una sorta di Santuario nel Castello di Wewelsburg in Westfalia. La curatrice degli Archivi del Castello di Wewelsburg, Kirsten John-Stucke, ha di recente dichiarato che: “Himmler era molto affascinato dalla leggenda di Atlantide, tanto da mandare una spedizione sia in Perù che in Islanda per cercare tracce della civiltà dei sopravvissuti dell’Isola inabissata: forse la mitica Thule.”
Nel luglio del 1943, in concomitanza con l’inizio dei bombardamenti degli Alleati sopra la Germania, tutti gli oggetti ed i documenti dell’Ahnenerbe furono trasferiti in una paese della Franconia chiamato Waischenfelf, dove giacquero sino al momento della loro distruzione, avvenuta prima della disfatta finale. I gerarchi dell’associazione vennero giustiziati in base alle decisioni del processo di Norimberga, portando con sé per l’eternità tutti i segreti e le scoperte a cui questa associazione venne a capo. A meno che non siano stati trasferiti anch’essi con il Progetto Paperclip al di là dell’Oceano!
Nel febbraio del 1946 gli Alleati interrogarono nuovamente il dr. Ernst Schäfer, naturalista, così com’era avvenuto l’anno precedente, sui suoi stretti rapporti con Heinrich Himmler, le SS e l’Ahnenerbe.
Certamente Schäfer (1910-1992) era ben conosciuto per aver fatto parte dell’Organizzazione SS per l’Eredità Ancestrale ed anche dell’Istituto Sven Hedin ivi collegato, ma anche e soprattutto per avere organizzato la famosa spedizione dell’ Ahnenerbe SS in Tibet del 1938-1939. Himmler stesso era rimasto molto colpito dalle già promettenti doti del giovane SS Schäfer, il quale aveva già effettuato ben due spedizioni in Tibet (nel 1931-32 e nel 1934-36) sotto la guida dell’esploratore americano Brooke Dolan per conto dell’Accademia delle Scienze Naturali di Filadelfia.
La Teoria dell’Universo di Ghiaccio di Hörbiger, disse Himmler a Schäfer, era sicuramente esatta, l’unica che spiegasse in modo sufficientemente scientifico i corsi ed i ricorsi storico/catastrofici sul pianeta Terra, compreso l’ultimo diluvio universale.
In più Himmler era personalmente convinto che la razza “ariana” non si era evoluta come le altre razze inferiori secondo le teorie di Darwin, ma derivava da un popolo semi-divino (i Tuatha De Danaan) disceso dal cielo e che si era stabilito in Atlantide. Prima della distruzione finale, gli Atlantidi ariani erano migrati in varie parti del Mondo e senz’altro avevano creato ancora un grande Impero nell’Asia Centrale (area Tibet – Deserto del Gobi).
La svastica, simbolo ancestrale ariano per eccellenza, era ancora profondamente presente in quelle regioni remote, nelle due forme sinistrorsa e destrorsa pertanto, Himmler concluse, era necessario che Schäfer potesse organizzare un’altra spedizione in Tibet, questa volta completamente tedesca e sotto gli auspici dell’Organizzazione Ahnenerbe, per ripercorrere spiritualmente il tragitto migratorio verso l’Asia effettuato dagli ariani primigeni, in fuga dall’Atlantide sconvolta dal diluvio, ed esplorare ancora il Tibet.
Tra le scoperte che i tedeschi fecero si presume ci fossero stati dei testi sanscriti molto complessi, i quali non solo parlavano di Vimana, ma addirittura ne elencavano i progetti ingegneristici uno per uno mostrando dettagli tecnici illustrati ad arte, e spiegazioni dettagliatissime. Alcuni di questi progetti furono recuperati e tradotti dagli scienziati fedelissimi del reich, i quali in due distinti gruppi di studio, si diedero da fare per riprodurli; un gruppo studiò i manoscritti e cercò di creare dischi, trottole volanti ed altro, seguendo questi progetti ed applicandovi tecnologie del momento (come le turbine a jetto della bmw, i motori porsche, ecc.).
Si realizzarono così dei dischi volanti ibridi tecnologicamente, con motori a reazione, e velivoli a decollo verticale tramite eliche, ovvero elicotteri discoidali super maneggevoli. Il secondo gruppo si occupò di retro ingegneria aliena, cercando di decifrare le tecnologie rinvenute in due incidenti distinti: quello italiano (di cui esistono i file fascisti che lo studiarono, e che il governo Mussolini ed il suo staff di scienziati ed agenti segreti cedettero ad i tedeschi), e quello rinvenuto dai tedeschi stessi in territorio germanico.
Sembra che i tedeschi avessero fatto miriadi di scoperte grazie anche agli studi condotti in ambito esoterico-occulto, alcune delle quali oggi di consumo comune; per esempio molte componenti elettroniche, gli inneschi per le bombe ad alto potenziale come le armi nucleari, i motori a reazione oggi usati da tutto il mondo, le turbo eliche presenti in tutti gli elicotteri di concezione moderna, la tecnologia stealth degli aerei militari, il supercannone, i missili intercontinentali, usati anche come vettori spaziali, ed un incredibile elenco di oggetti e progetti, anche semplicemente di uso comune dei civili. Tecnologie che, come usava dire Hitler, appena sarebbero entrate in azione avrebbero totalmente cambiato le sorti della guerra, ovviamente a favore dell’asse.
Lo stesso nome dato ai velivoli, Ha(u)nebu, che ricorre anche per gli Aerei Rotondi sperimentali dei Nazisti, costruiti alla fine del secondo conflitto mondiale che sembravano sfruttare come sistema di propulsione una ipotetica forza anti-gravitazionale che sfruttava l’Energia Vril ha a che fare con Atlantide.
Questa forza o energia era alla base delle dottrine Iniziatiche e Misteriche degli albori del Nazismo, sorte alla fine del primo Conflitto Mondiale nella Società Thule e nella segreta Società Vril.
Gli studiosi di questi aspetti tecnologici degli “Aerei ad Ala Rotonda” dei Nazisti sono molto in imbarazzo nello spiegare perché venne dato loro il nome “Haunebu”. Alcuni pensano che possa essere correlato al termine tedesco “Nebel” = “Nuvola” o “Fumo”, altri si buttano in un fantomatiche “Divinità Teutoniche”, ma in realtà non hanno la più pallida idea del perché fu dato a questi aerei sperimentali questo nome!
In realtà ora sappiamo che “Haunebu” era in origine il nome che gli Antichi Egizi davano agli Atlantidei e alla loro Isola nel mezzo dell’Oceano Atlantico (Shin Wr). I loro progenitori erano strettamente connessi al Cielo, alla Divinità e alla Costellazione del Toro. Il loro mezzo di trasporto, presumibilmente celeste, corrispondeva alla “barca Hanebu”, e da qui agli Aerei ad Ala Rotonda = “Haunebu” dei nazisti, la coincidenza è perfetta.
Ecco che i tasselli del Mosaico si incastrano perfettamente l’uno con l’altro: il segreto indicibile che si nasconde dietro il caso di Roswell e che non può assolutamente essere rilevato è che il governo americano aveva proseguito, in accordo con diversi criminali di guerra nazisti salvati dagli Alleati alla fine della guerra con l’Operazione Paperclip, quegli esperimenti di retroingegnerizzazione della tecnologia atlantidea iniziati proprio in Germania sotto il regime di Hitler.
Più facile, o quantomeno maggiormente preferibile per l’esercito USA, seppur paradossalmente, far credere all’opinione pubblica, anche attraverso sapienti manovre di depistaggio, cover-up e debunking, si trattasse ora di alieni, ora di palloni sonda, ora di UFO provenienti dalle profondità dello spazio, piuttosto di rischiare che Roswell facesse emergere l’idea che i nazisti avessero scoperto l’esistenza di Atlantide, e di conseguenza delle origini dell’Uomo, e che stessero retroingegnerizzando quelle tecnologie che caratterizzavano il tempo dell’età dell’Oro. Quelle stesse tecnologie che costarono la vita a Nikola Tesla e chissà a quanti altri uomini desiderosi di scoprire la Verità a vantaggio dell’intero genere umano.
Quanti degli avvistamenti UFO a cui assistiamo o che vengono registrati nelle notizie di cronaca sono frutto di velivoli “terrestri” top-secret sviluppati su tecnologia antidiluviana retroingegnerizzata dai nazisti? Chi li pilota e perché? Cosa scoprirono i nazisti sul misterioso passato dell’uomo e di un tempo antidiluviano durante le missioni dell’ Ahnenerbe? Cosa sapevano di così tanto segreto da venire occultato in modo così radicale?
Molti altri tasselli attendono di essere posizionati al posto giusto.

via: Il Segreto di Roswell si nasconde a Berlinouniverso7p.it.

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