Il paese senza legge e senza tasse

Non è il sogno dei libertari estremisti, anzi, purtroppo si tratta di tutt’altro,  anche se a modo suo Isola Capo Rizzuto (Crotone, Calabria) rappresenta un (cattivo) esempio anarco libertario portato alle estreme conseguenze, o forse ancor meglio, gli si potrebbe avvicinare come idea, il far west dei cow boys e pistoleros.

«Basta scempi». E lo Stato sbarcò nel paese senza legge e senza tasse Isola Capo Rizzuto: annullati gli «assegni di povertà». Qui anche le tombe sono abusive

ISOLA CAPO RIZZUTO (Crotone) – Anche le tombe sono abusive, quaggiù a Isola Capo Rizzuto. E chissenefrega delle leggi sanitarie e dei regolamenti di polizia mortuaria e di tutte le maledette carte. Ce l’ hai una famiglia? Ci tieni al rispetto del paese? Ce l’ hai due muratori in gamba? Ti tiri su la tua cappella. Fine. E vediamo chi ha il coraggio di buttarla giù, in mezzo a tutte quelle decine di cappelle mortuarie costruite su terreno demaniale fuori dalla cinta del vecchio cimitero. I vigili? Ciao: gli ultimi tre assunti, con la fame di lavoro che c’ è in Calabria, hanno dato le dimissioni dopo aver visto l’ auto di uno di loro in cenere. I carabinieri? Barricati nella caserma, che l’ altra notte è servita per il tiro al bersaglio di qualche buontempone mentre i cantieri abusivi lavoravano alacremente. Nascono in una notte, quaggiù, le ville abusive. E se il Presidente Operaio si prendesse la briga di venir giù a vedere come va, in queste notti d’ attesa del condono, lungo la strada che da Crotone porta a Isola, potrebbe vederne tanti di operai al lavoro che gettano in poche ore le fondamenta o tirano su un tetto o imbastiscono un solaio erigendo palizzate fitte fitte di tubi Innocenti. 

E potrebbe vederne altri «rifinire» le schifezze abusive edificate in questi anni un po’ lungo tutta la costa, devastata da una speculazione sgangherata e trucida. Come a Le Castella, dove d’ estate vivono sette o ottomila persone ma esistono solo quattro vie negli elenchi della toponomastica. Oppure a Le Cannella, dove ognuno si è ricavato i propri spazi su misura della propria prepotenza e c’ è chi ha occupato un pezzo di strada per farci la balconata a mare e chi ha chiuso un viottolo per metterci il gazebo e di vie o di piazze o di vicoli che abbiano un nome non ce n’ è manco uno. Col risultato che tutte le ingiunzioni o le bollette o gli atti giudiziari tornano indietro perché «mancando l’ indirizzo, dottore, a chi li consegniamo, ah?». Direte: regolare niente? Ma certo che qualcosa è stato costruito regolarmente. Ad esempio i casermoni dell’ Iacp che stanno quasi nel centro di Isola. Peccato che, dopo averli costruiti e completati in tutte le rifiniture, si sono dimenticati di far le graduatorie e di assegnare gli appartamenti. Risultato: i soliti furbi sono andati a smontarsi le porte e le finestre e i lavandini e tutto il resto per installarseli nei villini abusivi. Perché mai uno dovrebbe andare a comprare le cose se sono lì, a disposizione di tutti? Eppure, vi sembrerà impossibile, la tracotanza dell’ abusivismo è solo uno dei problemi di queste scassatissime rovine di Magna Grecia che videro brillare gli astri di Pitagora e del medico Alcmeone e del filosofo Filolao che anticipò di due millenni Copernico intuendo che la terra non era il centro dell’ universo perché ruotava intorno a un fuoco centrale. Avevano una gran voglia di riscatto, queste povere contrade, qualche decina di anni fa. Ai tempi delle rivolte contadine, del pianto per i morti di Melissa, dell’ occupazione delle terre del Marchesato di Crotone. Ma decenni d’ amministrazione catastrofica, di sciatteria e protervie della ‘ ndrangheta hanno spento quel fuoco lasciando solo le macerie di un’ egemonia comunista che ha divorato se stessa nel nulla. L’ ultima giunta rossa è stata spazzata via con marchio d’ infamia: inquinamento mafioso. Nero su bianco nella Gazzetta Ufficiale: «A parte i rapporti di parentela e di affinità da parte di cinque componenti la giunta municipale con soggetti vicini alla criminalità organizzata, emerge come alcuni dipendenti risultino affiliati alla principale cosca locale, mentre altri, tra cui figura anche il responsabile di un settore strategico del Comune, abbiano rapporti di parentela e affinità con esponenti mafiosi o appartenenti a famiglie malavitose». Quando è arrivato qualche mese fa nel ruolo di commissario Antonio Ruggiero, un funzionario di lungo corso che ha visto di tutto, dalle bombe in Alto Adige allo sbarco di clandestini a Brindisi dove faceva il questore, ha trovato l’ inimmaginabile: un tasso di omicidi (7 in 18 mesi) 31 volte più alto di quello italiano, un territorio dominato dalla cosca degli Arena, una popolazione intimorita e rassegnata, una classe politica dai rapporti ambigui piena di fratelli e padri e cognati e cugini e compari inquisiti o condannati o morti ammazzati e insomma una pubblica amministrazione dedita a tutto meno che ad amministrare correttamente il bene pubblico. Poche cifre dicono tutto: dichiarato il dissesto nel 1990 con 15 miliardi (di allora) di debiti, il Comune è oggi in bancarotta: venti miliardi di vecchie lire di buco. Un crac da spavento senza che mai i revisori si siano accorti che tutti i bilanci erano virtuali e basati, testuale, su «cifre da sogno». Le case abusive tirate su negli ultimi trent’ anni sono l’ 80% del totale e alla faccia dell’ area marina protetta (e del comandante dei vigili urbani, per pura coincidenza fratello del responsabile dell’ urbanistica) non ne è stata abbattuta una neppure tra le 800 colpite da ordinanza di demolizione. L’ Ici è pagata per meno del 60%. Il 30% dei dipendenti comunali risulta avere precedenti penali o come minimo è stato coinvolto in qualche inchiesta. Quanto alle altre entrate, il 93% della popolazione non paga la tassa sui rifiuti, il 97% non paga l’ acqua, il 100% non ha mai pagato le imposte sulle insegne o sull’ occupazione di suolo pubblico perché il municipio non aveva mai trovato il tempo di fissare i regolamenti. Non bastasse, appena il Comune ha cercato di far pagare per l’ acqua un minimo forfait, molti sono andati dal giudice di pace che ha dato ragione a loro e torto al Comune: colpa sua se non ha mai messo i contatori. In questo contesto, così scellerato da portare allo spreco di quella che potrebbe essere la grande ricchezza del paese, cioè il turismo, il governo dell’ Ulivo ha fatto piovere cinque anni fa un acquazzone di denaro assistenziale grazie alla sperimentazione del reddito minimo di inserimento. Una legge forse bella e ingenua e generosa, ma che a Isola Capo Rizzuto si è rivelata devastante e criminogena. Basti dire che, su 4500 famiglie, gli «assegni di povertà» da 400 a 600 euro assegnati sono stati 1800: quasi uno ogni due nuclei familiari. Un’ enormità. Tanto è vero che, appena la commissione inviata dal governo ci ha messo il naso, sono saltati fuori fratelli e sorelle e cugini di assessori e consiglieri e impiegati comunali, mogli di proprietari di campeggi, artigiani senza partita Iva ma dai laboratori bene avviati… I furboni finiti sotto inchiesta per truffa sono ottocento: 800 su 1.800. E insieme con loro sono finiti nel mirino gli amministratori e i funzionari comunali: a parte la distribuzione indecente delle prebende a parenti e amici, sono infatti spariti nel nulla 4.398.169 euro. Oltre otto miliardi delle vecchie lire. Forse se li è fregati qualcuno, forse sono stati spesi per tappare questa o quella voragine nei conti. Certo è che per mettere ordine Antonio Ruggiero ha annullato tutti gli «assegni di povertà» dato che non c’ era più un euro, ha spostato tutti i capi-ufficio compresi quelli «raccomandati» da chi comanda in paese, ha ridotto l’ organico da 109 a 54 impiegati. Un lavoro duro. Rischioso. Condotto in solitudine. Con la sola certezza di avere dalla sua parte migliaia di persone perbene che a Isola aspettavano da anni una svolta e che ora cominciano a sperare nel ripristino della presenza dello Stato. Per un rilancio finanziario, turistico, morale. Che la faccia finita con l’ «omertà da sopravvivenza». Sapete quanto ha ricavato il Comune dagli 850 ettari di terreno seminativo occupato da 611 inquilini abusivi e morosi? La miseria di 4.500 euro: cinque euro e 29 centesimi per ettaro. Mentre i vigili non avevano neanche i soldi per il bollo delle macchine… Gian Antonio Stella Il parco Una morsa di cemento illegale stringe la riserva di Capo Rizzuto, un parco che si estende su 13.500 ettari. Si tratta di 8 promontori. Il primo è quello di Capo Colonna. Sull’ ultimo, punta Le Castella, d’ estate vivono 7-8 mila persone, ma negli elenchi della toponomastica esistono solo 4 vie Il cemento A Isola Capo Rizzuto le costruzioni abusive realizzate dal 1973 a oggi sono l’ 80% del totale. Il dato forse più eclatante è che in questa selva di pilastri e solai fuorilegge solo 800 case abusive sono state colpite da ordinanza di demolizione e di queste neppure una è ancora stata abbattuta.

Gian Antonio Stella

Fonte: Corriere della Sera C’ è un paese senza legge e senza tasse.

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