Amministrative giugno 2016: non ha vinto nessuno

Hanno perso tutti, non ha vinto nessuno, anzi si, ha vinto l’astensionismo in crescita costante da almeno un quinquennio.
Nessuna proposta politica è davvero credibile, ne quella della destra, becera e sputtanata, ne quella dei farlocconi renziani raccontaballe e spendingdeppiù, ne tantomeno quella dei poveracci sfigati ed incapaci a 5 stelle. Ora tutti dicono che hanno vinto, ma tutti sanno che non è così.
E’ arrivato il momento di mettere mano davvero a questo paese moribondo ed oberato dalle tasse in continuo aumento per la voracità dell’apparato statale ladro e sprecone.
Ricordiamolo la pressione fiscale è al 44% per i privati e arriva fino al 77% per le PMI, roba da paese social-comunista dei peggiori, anzi forse nella storia non c’è mai stato uno stato così avido che ha taglieggiato così tanto i propri cittadini, ma fintanto che gli italiani continueranno con questo andazzo, lo stato sprecone e ladro continuerà a distribuire le prebende agli amici delle caste e delle corporazioni, esattamente come sta continuando a fare il bomba fiorentino fattosi passare furbescamente per rottamatore, quando invece si è dimostrato un classico democristiano da spesa pubblica in regalie pro domo elettorale propria.

A questo paese serve urgentemente una cura da cavallo di ordine liberale vero, che tagli spesa a spreco e tasse, necessaria per dare ossigeno alle imprese e far ripartire l’economia reale, che per inciso, non si crea per decreto, ne con gli investimenti statali a debito tipo il “Jobs act” (6 miliardi spesi, 35 mila posti di lavoro effettivi creati, ennesimo fallimento renziano).
Fortunatamente ad ottobre avremo un’opportunità reale di togliercelo dalle scatole col referendum sulla sua disgraziata riforma costituzionale da lui messa in campo per rimanere attaccato alla poltrona il più possibile e per autoerogarsi il massimo del potere stile repubblica delle banane. Come se la priorità, guardando il grafico qui sopra, fosse quella di una riforma del genere e non già di una vera riforma in senso liberale dell’economia.
E’ arrivato dunque il momento che le forze liberaldemocratiche del paese prendano sul serio in mano il pallino della questione, perchè si è ormai davvero al limite.
Renzi, nel quale in molti avevano riposto fiducia, ha miseramente fallito come un Berlusconi qualsiasi. E’ necessario ridare speranza al paese con un progetto libdem come ad esempio fu quello di “Fermare il Declino” di tre anni fa e che comprenda tutti coloro i quali si riconoscono in quest’area e non solo. Da quelli che sono i sondaggi e le proiezioni, dicono da sempre che il centro moderato e liberal democratico ha un potenziale enorme e mai espresso nel nostro paese.
La novità che salverà il Paese e darà smalto e lustro allo stesso, deve per forza arrivare da quest’area politica ed è necessario farlo da subito.
Pasquale Caterisano

Fonte: PASQUALE CATERISANO  ·  LUNEDÌ 6 GIUGNO 2016

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