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Il paese senza legge e senza tasse

Non è il sogno dei libertari estremisti, anzi, purtroppo si tratta di tutt’altro,  anche se a modo suo Isola Capo Rizzuto (Crotone, Calabria) rappresenta un (cattivo) esempio anarco libertario portato alle estreme conseguenze, o forse ancor meglio, gli si potrebbe avvicinare come idea, il far west dei cow boys e pistoleros.

«Basta scempi». E lo Stato sbarcò nel paese senza legge e senza tasse Isola Capo Rizzuto: annullati gli «assegni di povertà». Qui anche le tombe sono abusive

ISOLA CAPO RIZZUTO (Crotone) – Anche le tombe sono abusive, quaggiù a Isola Capo Rizzuto. E chissenefrega delle leggi sanitarie e dei regolamenti di polizia mortuaria e di tutte le maledette carte. Ce l’ hai una famiglia? Ci tieni al rispetto del paese? Ce l’ hai due muratori in gamba? Ti tiri su la tua cappella. Fine. E vediamo chi ha il coraggio di buttarla giù, in mezzo a tutte quelle decine di cappelle mortuarie costruite su terreno demaniale fuori dalla cinta del vecchio cimitero. I vigili? Ciao: gli ultimi tre assunti, con la fame di lavoro che c’ è in Calabria, hanno dato le dimissioni dopo aver visto l’ auto di uno di loro in cenere. I carabinieri? Barricati nella caserma, che l’ altra notte è servita per il tiro al bersaglio di qualche buontempone mentre i cantieri abusivi lavoravano alacremente. Nascono in una notte, quaggiù, le ville abusive. E se il Presidente Operaio si prendesse la briga di venir giù a vedere come va, in queste notti d’ attesa del condono, lungo la strada che da Crotone porta a Isola, potrebbe vederne tanti di operai al lavoro che gettano in poche ore le fondamenta o tirano su un tetto o imbastiscono un solaio erigendo palizzate fitte fitte di tubi Innocenti.  Continua a leggere Il paese senza legge e senza tasse

L’incubo di MasterChef mi perseguita

Come già scritto nei giorni scorsi, in queste settimane il mio articolo su questo blog inerente alla mia partecipazione a MasterChef, è preso d’assalto dai neo iscritti alle selezioni.

Sono orgoglioso di questo fatto, già lo scorso anno successe la stessa cosa ed uno dei miei lettori, grazie anche ai consigli del post, entrò nei top 20 del programma.

Quest’anno siamo sulla stessa scia, ben due amici/lettori hanno chiesto consigli specifici dopo aver letto le mie info ed ora sono stati entrambi chiamati alle selezioni dal vivo col piatto pronto.

Sono contento, mal che mi vada, mi reinvento come consulente formatore per le selezioni di MasterChef Italia.

^_^

Differenze qualitative fra formati di Nutella

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Questo blog è abbastanza famoso per una serie di articoli, fra i quali uno in particolare descrive come fare la nutella fatta in casa, tale per cui mi corre quasi l’obbligo di scrivere un post su questa cosa che ho notato già da circa tre anni a questa parte: alcuni formati di nutella e specificatamente quello da un chilo con le etichette plastificate,  che normalmente costa addirittura meno del formato da 800 grammi, ho notato che viene fatto in Spagna e poi importato in Italia.

Già questo avrebbe dell’assurdo, ma la  cosa che ho notato di più è che questa nutella ispanica ha un gusto diverso da  quella prodotta in Italia, un gusto un po’ più di imitazione di nutella, un gusto molto più di cioccolato e non di crema gianduia tipica piemontese, oltre che di consistenza un pò più pastosa e granulosa.

Probabilmente vi è un uso inferiore delle pregiate nocciole del Piemonte oppure qualcos’altro, ma di certo non è lo stesso gusto della nutella fatta in Italia e questo in parte potrebbe essere già giustificato dal fatto che il formato da un chilo costi addirittura meno del formato da 800 grammi fatto in Italia e con l’etichetta in carta.

Il mio consiglio dunque è diffidate dai formati giganti con l’etichetta in plastica e comunque guardate la provenienza del prodotto prima di comprarlo non facendovi allettare dal costo inferiore.

Nutella è l’ennesima eccellenza italiana famosa in tutto il mondo; il fatto che qualcun altro la produca anche su licenza della stessa Ferrero, evidentemente non dà garanzia di medesima qualità.

Varia umanità da spiaggia

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Vi sono diversi modelli dei cosidetti “tipi da spiaggia”.

Al primo posto c’è la solita famiglia con bambini piccoli normalmente molto maleducati che terrorizzano tutti gli altri.

C’è la coppia scoppiata che va al mare per non pensare al loro rapporto ormai finito.
Ci sono quelli che pensano: “ma che ci faccio io qua?”  vestiti di tutto punto, stanno sempre sotto l’ombrellone.
Ci sono quelli che passeggiano tutto il tempo e quelli che stanno sempre in acqua.
Ci sono quelle che pensano di essere fighe e guardano tutti gli altri in maniera schifata. Altra variazione sul tema,  la pseudo figa che fa a gara di abbronzatura col resto del mondo.
Quelli super attrezzati per resistere più tempo possibile in spiaggia ed avere tutto a portata di mano.
Gli eterei di bianco vestiti e con maxi cappelli e quelli con scarpe da tennis e calzettoni bianchi di spugna.

Non me ne vengono in mente altri.

Continuate voi nei commenti.

Scambio casa: istruzioni per l’uso – Il Fatto Quotidiano

Che la si consideri come la peggiore delle cose che poteva capitare, sia che, più idealmente, si riesca a vederla come una opportunità per far uscire fuori il potenziale inespresso di persone e di situazioni, la crisi economica è ormai una costante della nostra vita.

Influenza le scelte d’acquisto, orienta i consumi, ci spinge a vivere al risparmio, soprattutto su quello che consideriamo non strettamente necessario.

Il bene considerato primario, la casa (secondo l’ultima rilevazione Istat in Italia 7 famiglie su 10 vivono in case di proprietà), da sogno della vita e investimento sicuro – il famoso ‘mattone’- sembra essersi trasformato improvvisamente in una pesante zavorra, legata com’è a doppio filo con tutti i nuovi balzelli da pagare (vedere alle voci: Imu, bollette, tasse sui rifiuti).

Parlare di viaggi in questo scenario potrebbe forse apparire fuori luogo, lontano dalle possibilità che ciascuno di noi, anche quelli che qualche viaggio in più potevano permetterselo fino a solo pochi anni fa, si trova ad avere.

Eppure il viaggio è una delle poche cose che possiamo comprare e ci arricchisce davvero. E infatti i viaggi restano al primo posto tra le esperienze irrinunciabili di noi italiani, anche in tempo di crisi. E, non so dirti se spinti dall’ingegno o finalmente aperti a vedere cosa succede oltre le Alpi, anche noi italiani stiamo scoprendo nuove possibilità per trarre il massimo dalle risorse che abbiamo a disposizione, casa compresa.

Anche da noi è infatti (finalmente) esploso lo scambio casa, un modo economico, sociale e partecipativo di viaggiare, nato nei lontani anni ’50 in Europa, per iniziativa di un gruppo di insegnanti alla ricerca del modo per fare delle lunghe vacanze a budget ridotto, sfruttando la propria rete di amici in diversi Paesi.

A quell’epoca gli scambi casa avvenivano forse sul filo di lunghe telefonate, scambi di lettere, invio di fotografie di cui si doveva attendere la stampa per giorni, ma funzionavano e hanno portato oggi alla nascita di portali online per lo scambio casa tra viaggiatori o semplici vacanzieri.

Tu mi dai la tua casa a Parigi e vieni nella mia a Roma, con uno scambio reciproco gratuito. Nel budget di viaggio, il costo per l’alloggio è azzerato e si può risparmiare anche sul mangiare.

Non solo. La maggior parte dei servizi online di home exchange, o scambio casa, offrono anche altre possibilità: scambi di qualsiasi spazio (dai camper ai bungalow, dalle stanze nei castelli alla villa a Bali), scambi non simultanei, possibilità di affittare per brevi periodi dimore da sogno. E naturalmente di affittare anche per brevi periodi a nostra volta.

Certo, il nostro non è un vero cambiamento culturale, ma più una scelta dettata dalle contingenze che lasciano poche alternative, e per questo mi sembra quasi di percepire il tuo scetticismo e la tua paura di ritrovarti in una casa da incubo e di aver lasciato la tua a un’orda di barbari.

Rifletti un attimo: nel mondo, da decine di anni, le persone viaggiano risparmiando e ottimizzando le proprie risorse e lo scambio casa è un fenomeno in crescita, sempre più curato e garantito nei minimi dettagli dai portali internazionali che si occupano proprio di questo.

Per chi vuole lanciarsi in questa nuova esperienza e approfondire l’argomento, consiglio “Scambio casa. Istruzioni per l’uso”, una guida allo scambio casa scritta da una coppia italiana, Vanessa Strizzi e Andrea Villarin, edita nel 2011 da Quodlibet.

di Marta Coccoluto

via: Scambio casa: istruzioni per l’uso – Il Fatto Quotidiano.