Insurtech, l’Italia perde l’ennesima opportunità

LA TRAGEDIA DI UN PAESE CHE PERDE L’ENNESIMA OPPORTUNITÀ.

Tutti i giorni nel mondo (Europa compresa) ci sono round di investimenti pazzeschi nelle startup assicurative che fanno della tecnologia il loro must.

Venture Capital, Business Angel ed investitori istituzionali vari, conoscono benissimo l’opportunità enorme data da questo settore.

Solo da noi gli investimenti ed i finanziamenti nel settore #insurtech si contano sulle dita di una mano e col contagocce.

Altro ulteriore indizio, l’ennesimo, che consegna questo sciagurato paese di nuovo ed ancora sulla via del declino definitivo da qui a breve, passata la sbornia dal recovery fund.

Gli indicatori macroeconomici e di sistema ci consegnano un quadro davvero deprimente dell’economia italiana anche in prospettiva futura.

Atteggiamenti di enorme conservatorismo statalista e corporativo fanno sì che non si intraveda un futuro roseo per l’economia italiana.

Pressione fiscale ai massimi livelli planetari e sprechi dei soldi rapinati al contribuente in ogni dove senza che nessuno si lamenti; anzi sembra vada a tutti bene così.

In effetti per quella che è l’attestazione generale del paese, forse davvero meritiamo l’oblio dalla storia.

Da qui a 10 anni se non si cambia direzione sarà il disastro totale.

Buon ritorno al medioevo a tutti.

Gli intermediari assicurativi alla prova del nove col progresso tecnologico.

Le prime Compagnie assicuratrici che comprenderanno il potenziale gigantesco del dare in mano ai propri intermediari un sistema di e-commerce gratuito e fornirà (o imporrà) alla propria rete, un valido sistema di vendita completo online, (anche) senza la presenza umana, farà bingo.

Ad oggi al massimo le Compagnie danno la possibilità agli Agenti di far pagare la polizza ai propri clienti in remoto, non senza qualche mugugno di gruppi e sindacati, terrorizzati dalla paura atavica ed irrazionale della “disintermediazione” e di ottenere fin troppi strumenti tecnologici considerati da molti il male assoluto, il cavallo di Troia delle compagnie per toglierli di mezzo.

Attestazione da teoria del complotto e caccia alle streghe medievale, come se le Compagnie avessero come obiettivo quello di distruggere le proprie reti e non viceversa di implementarle con sempre maggiori strumenti di vendita innovativi.

Quando i gruppi agenti e sindacati capiranno che è invece la tecnologia potrebbe essere loro amica e utile strumento di difesa dalle “dirette”, sarà troppo tardi.

L’ecommerce di polizze o lo fanno loro, gli intermediari assicurativi quali professionisti del settore, o lo farà qualcun’altro dall’esterno al posto loro, è inevitabile.

Il progresso non chiede permesso alle corporazioni.

Gli intermediari devono svegliarsi e le Compagnie osare di più in barba alle superstizioni degli agenti.

Pasquale Caterisano

REVERSE ENGINEERING FUNNEL DI VENDITA POLIZZE AL TELEFONO

Quello che (quasi) tutti gli assicuratori fanno, nei loro sistemi di vendita tradizionali, è chiamare direttamente a freddo delle persone per proporre loro delle polizze.

Il tasso di conversione in vendita di questa tipologia di azione commerciale è ormai pari quasi allo zero assoluto e le risorse messe in campo sono un vero e proprio spreco di energie.

Potrebbe essere invece interessante ribaltare completamente la situazione facendo sì che siano i potenziali clienti a chiamare l’assicuratore di turno.

Come fare?

Utilizzare il web per promuovere un servizio telefonico di spiegazione professionale di un prodotto assicurativo.

Un vero e proprio funnel di vendita tradizionale, ma con l’utilizzo dell’aiuto del web e ribaltando l’angolo di attacco.

Nel mare magnum delle offerte web l’utente finale ha bisogno di essere tranquillizzato sentendo un essere umano competente al telefono.

Un canale non esclude l’altro anzi insieme si completano diventando un micidiale strumento di marketing diretto.

Entrambi gli strumenti devono essere utilizzati correttamente in sintonia fra essi.

Descrizione chiara del servizio (copywriting e neuromarketing corretto) e chiamata all’azione netta, sono necessari per convertire il prospect in cliente.

Il significato di Growth Hacking

Il growth hacking è quella disciplina che unisce skills innovative in diversi settori, messi a disposizione per la crescita delle aziende.


Più sostanzialmente, le competenze maggiori sono in Digital Marketing avanzato e la capacità di vedere oltre gli schemi tradizionali.

Il growth hacker ha un approccio ai problemi di crescita aziendale con un angolo differente di attacco rispetto agli schemi tradizionali.

Egli pensa diversamente e non si ferma lì dove gli altri dicono “Si è sempre fatto così”.

Il growth hacking è una disciplina che traccia una strada diretta, veloce ed efficace per la crescita, eliminando ciò che non è necessario e partendo da schemi mai visti prima.

Spesso chi ha queste competenze e propone tali schemi, è visto in maniera “naif” dai più tradizionalisti che usano tuttora metriche accademiche generaliste.

La verità è che oggi bisogna pensare diversamente per raggiungere i risultati nella maniera più veloce ed efficace possibile.

Studia a fondo il Digital marketing e libera la testa per avere un approccio innovativo ai problemi.

Questo è il #GrowthHacking

Collaborazione con facile.it

facile partner network

In questo articolo spiego perchè sarebbe bene per moltissimi colleghi assicuratori creare un rapporto di collaborazione con la piattaforma facile.it

Molti di loro nutrono forti dubbi sulla collaborazione con facile.it che è a conti fatti il primo comparatore di polizze auto italiano.

Questo perchè troppi assicuratori sono legati solo a logiche del passato.

Nei colleghi dominano paure, incertezze, dogmi, terrorismo psicologico e bias cognitivi.

Il sentito comune su facile.it è:
  • Non pagano provvigioni ma solo parte della fattura di consulenza al cliente
  • Non ci sono rappel ed incentivi
  • Contattano loro i miei clienti e me li portano via
  • Non c’è supporto, è solo online
  • Le polizze fatte con loro non mi creano portafoglio
  • Eccetera eccetera…

In realtà molte di queste riserve mentali sono davvero delle scuse puerili senza senso per giustificare a se stessi il proprio immobilismo.

Andiamo a smontarle una ad una:

1) Non pagano provvigioni ma solo parte della fattura di consulenza al cliente

Non è vero, in quanto per ogni singola polizza ed in molti casi per singole garanzie o gruppi di garanzie, vengono pagate delle quote fisse che sono difatto delle provvigioni extra che si vanno ad aggiungere a quella della fattura di consulenza al cliente. Queste quote sono ottimi incentivi extra da parte del comparatore  facile.it Partner Network.

2) Non ci sono rappel ed incentivi

Vengono poste in essere gare di produzione istantanee appena ci si iscrive,  sia su base mensile che su altre basi temporali e di produzione (trimestri, anni, al raggiungimento di…).  Le gare ad incentivi di facile.it sono spesso molte di più e più remunerative di quelle di moltissime compagnie sul mercato italiano.

3) Contattano loro i miei clienti e me li portano via

No non lo fanno. Se così fosse non si spiegherebbero i maggiori incentivi e provvigioni negli anni successivi al primo relativi agli indici di retention. Siccome loro sono un broker e non una compagnia, i colleghi più scettici potrebbero sempre adottare semplici misure di protezione dei loro clienti dai contatti all’esterno del rapporto con facile.it

4)  Non c’è supporto

Falsissimo. Nel rapporto con facile.it Parnter Network si ha un supporto costante e continuativo sia dal proprio referente commerciale che dai ragazzi supercompetenti che fungono da account nelle emissioni ed incassi. Tutti partecipano in aiuto agli assicuratori con un sempre maggiore appoggio per far vendere di più i partner del network facile.it

5) Le polizze fatte con loro non mi creano portafoglio

Al contrario, come già detto, la retention è supportata ed incentivata con sempre più maggiori indici commissionali totali. Personalmente sono stato di recente ad una loro convention dove hanno dimostrato incontrovertibilmente che la commissione totale media già fin dal primissimo anno e senza particolari impegni produttivi, può superare tranquillamente il 21% medio di provvigioni. E negli anni successivi aumenta con il naturale aumento produttivo derivante dalla collaborazione con Parnter Network facile.it

6) Eccetera eccetera… appunto sono solo dicerie e paure ataviche inculcateci dal fatto che fino ad oggi gli assicuratori hanno goduto di rendite di posizione oggi difficilmente replicabili in un mondo che cambia e va verso la digitalizzazione totale (vedi banche).

Oggi le Compagnie non garantiscono piu queste rendite anche a causa dell’abolizione del tacito rinnovo e dell’obbligo di disdetta quindi la volatilità dei portafogli RC auto è aumentata a dismisura fino ad arrivare in molti casi al 35/40% del totale.

Senza contare che con un pool così ampio di compagnie a disposizione con facile.it è un poco  più difficile che la volatilità del proprio portafoglio possa aumentare così tanto, appunto perchè gli sbilanciamenti tariffari li possiamo ricollocare immediatamente all’interno delle compagnie di piattaforma nel caso di sperequazione tariffaria di una singola compagnia.

Inoltre la piattaforma di comparazione facile.it, proprio per come è strutturata, è un eccezionale strumento di difesa dagli attacchi della concorrenza. Ad avere una collaborazione con facile.it Parnter Network si possono dormire difatto sonni più tranquilli.

La verità e che ancora troppi colleghi sono tuttora schiavi dei “ricatti” delle compagnie su assunzioni e flessibilità tariffaria (“ti do la flessibilità auto se mi fai “tot” di tcm”) in combutta con gruppi agenti e sindacati.

Ecco quindi spiegato semplice perchè questa piattaforma di comparazione  Facile.it Parnter Network è meglio e più conveniente in assoluto di qualsiasi singola compagnia per la RC auto ed ecco perchè tutti i colleghi dovrebbero iniziare a vedere le cose in maniera differente da come hanno fatto finora (cappello in mano a chiedere l’elemosina della flessibilità al proprio ispettore).

Ed ecco anche perchè a conti fatti il digitale a questo punto, da concorrente spietato, diventa partner e collaboratore e non solo per difendere il proprio portafoglio, ma anche per aumentarlo (per chi ne è capace).

Pasquale Caterisano
www.funnelrcauto.it

La Luce della Scienza e del Progresso debelleranno la religione, Male Assoluto del mondo

Sol Invictus

PASQUALE CATERISANO BLOG

Sol Invictus

Come tutti gli anni, in occasione delle ricorrenze di fine dicembre, è bene fare un ripasso sui veri significati dei festeggiamenti che andiamo a celebrare, tutti riconducibili alla celebrazione della rinascita del sole in occasione del solstizio d’inverno e non già sulla presunta nascita di un bambino che avrebbe dovuto salvare il mondo.

Ecco un breve elenco degli dei pagani simboleggianti la festa del sole che sconfigge le tenebre, intorno alla data del solstizio d’inverno.

Il dio Tammuz unico figlio della dea Ishtar nell’antica Babilonia;

il dio Oro nell’antico Egitto;

il dio Mithra, noto con l’appellativo di salvatore nell’antica Persia;

il dio Quetzalcoalt, nell’antico Messico.

il dio Bacab, che si credeva messo al mondo da una vergine di nome Chiribirias, nello Yucatan;

il dio Huitzilopochtli, nell’antico regno azteco;

il dio Freyr, in Scandinavia;

il dio Bacco, nellantica Grecia;

il dio Adone, nell’antica

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DALLA FESTA DELLA RINASCITA DEL SOLE AL NATALE CRISTIANO

PASQUALE CATERISANO BLOG

Il Cristianesimo è riuscito a trasferire a sé tali pratiche religiose, modificando la “nascita del sole” con la “nascita di Cristo”, e la “luce solare” con la “luce divina del Figlio di Dio”. Il sincretismo si compì lentamente, finché la notte tra il 24 e il 25 dicembre, cioè la “nox postsolstiziale” che coincideva con l’occasione in cui ormai da secoli si festeggiava una luminosa genesi astrale, divenne anche la notte della nascita di Cristo. Insomma tra il IV° e il V° secolo la Chiesa romana, preoccupata dalla straordinaria diffusione dei culti solari e soprattutto dal mithraismo, che con la sua morale e spiritualità, non dissimile dal cristianesimo, poteva frenare se non arrestare la diffusione del vangelo, pensò di celebrare nello stesso giorno del Natale del Sole (Sole Invictus) il Natale del Cristo, come vero Sole.

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Se va bene ok, e se va male?

UnipolSai Como

La stragrande maggioranza degli italiani dai 35 ai 50 con figli, non ha una polizza sulla vita.

polizza vita a como, proteggi i tuoi cari, infortuni malattiaEppure sono nel pieno della loro attività lavorativa, di crescita dei figli (istruzione, attività, vacanze) e degli acquisti fondamentali (casa, auto ecc.) per una famiglia.

E se all’improvviso succedesse qualcosa di tragico che non gli permetterebbe più di effettuare queste attività quotidiane?

Tutti ci pensano almeno una volta per pochi secondi, ma poi scacciano subito via questi “brutti pensieri”, perchè rovinarsi la giornata? meglio pensare alla pianificazione del nuovo acquisto (a rate) per natale: l’i-phone 14 oppure il 95 pollici 3D a schermo curvo.

Tanto le cose brutte succedono sempre agli altri, oppure nei film in tv o al cinema. Ognuno è dotato del proprio personalissimo “piano provvidenziale” (la santa provvidenza di superstiziosa cultura popolare, con annessa toccatina alle parti basse), al posto di quello “previdenziale” ovvero di una pianificazione che preveda una…

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