Archivi categoria: anticlericale

Renzi e il risultato referendario

 

Le consultazioni elettorali referendarie sono da sempre, per i proponenti, difficoltose strade in salita. La necessità di superare la soglia del 50% degli aventi diritto al voto si è sempre rivelata un macigno difficilmente sormontabile. Anche quando le competizioni elettorali sono accese la partecipazione al voto non è mai altissima.

Il referendum che si è consumato domenica era partito sommessamente e quasi nell’indifferenza dell’opinione pubblica. Si trattava di un aspetto molto controverso e di una questione giuridicamente intricata. Difficile schierarsi per il si o per il no.

Ad alzare il tono è stato proprio il Presidente del Consiglio con il suo reiterato invito a disertare le urne e a trasformare l’appuntamento referendario in una occasione per la sua legittimazione.

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“Siam pronti alla vita” lo stupro dell’inno nazionale e la retorica cattolica ‪#‎TeoCon‬ dell’Expo di CL e Opus Dei.

 

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Un affronto ed uno stupro per la nazione tutta l’aver fatto cambiare le parole al l’inno di Mameli alla cerimonia di apertura di Expo 2015.

Di certo un messaggio simbolico di vittoria per Comunione e Liberazione e Opus Dei che regnano in Lombardia con i loro gruppi affaristici infiltrati in politica e criminalità.

Matteo Renzi sta davvero esagerando, è il peggio fra i peggiori, da Berlusconi a D’Alema, da Monti a Letta. È arrivato davvero il momento per la società civile di rimboccarsi le maniche e ribellarsi a questa dittatura a senso unico; questo affronto è la goccia che ha fatto traboccare il vaso; c’è un punto di non ritorno per tutto, e per Renzi è ormai arrivato da tempo.

Tutti gli uomini liberi e laici devono senza indugio e senza vergogna dichiarare guerra al renzismo.

La retorica dei cattolici sulla vita considera essi stessi quali unici depositari e massimi esperti del concetto di esistenza. Quando invece questi ultimi sono i peggiori ipocriti in tal senso, affidando al dogma del loro dio, l’arbitrio assoluto su nascita e morte.

Una vergogna questa concessione passiva all’ignoranza del dogma religioso in tempi di modernità, scienza, tecnologia e conoscenze in qualsiasi campo dello scibile umano.

Pasquale Caterisano

Centri di accoglienza, per la Misericordie Srl un impero a Isola Capo Rizzuto

La Misericordie Srl è l’impresa sociale che gestisce il Cara di Crotone. E possiede quote dell’areoporto Sant’Anna e della polisportiva di Isola Capo Rizzuto. Ora, grazie a un appalto, entrano anche nel centro di accoglienza di LampedusaDI RAFFAELLA COSENTINO

Da Isola Capo Rizzuto, che a dispetto del nome si trova sulla terraferma in provincia di Crotone, a una vera, importante, isola: Lampedusa. E’ il grande balzo fatto dalle Misericordie, che hanno conquistato la gestione del centro di primo soccorso e accoglienza di Contrada Imbriacola. Se ne è parlato ieri sera nella trasmissione “Servizio Pubblico” condotta da Michele Santoro su La7, durante la puntata dedicata alla Libia e alla fuga dei profughi.

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Ex traduttore delle edizioni paoline: “la bibbia non è un libro sacro, ma parla di alieni”

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Centri di accoglienza: business sulla pelle dei rifugiati

Un dossier segreto commissionato dal Viminale svela il meccanismo attraverso il quale i soldi del pocket money, destinati agli ospiti dei centri d’accoglienza, non vengono distribuiti e spariscono nel nulla. La mancata erogazione dei 2,50 euro quotidiani cui ha diritto ogni migrante, nel solo Cara calabrese di Isola Capo Rizzuto, vale 3.750 euro al giorno che, moltiplicati per i 21 mesi di permanenza media dei richiedenti asilo, arrivano a superare i due milioni.

Illeciti e irregolarità nell’erogazione del “pocket money”, la paga giornaliera ai richiedenti asilo, nell’impiego di mediatori culturali, interpreti e psicologi. E poi mancato rispetto delle procedure legali da parte di molte questure, come nel caso di quelle di Roma, Caltanissetta e Crotone che non rilasciano il permesso di soggiorno per richiesta d’asilo allo scadere dei 35 giorni di permanenza nel centro. E ancora, un quadro impietoso e desolante degli alloggi in cui i migranti, in particolare i richiedenti asilo, sono costretti a vivere, da Gorizia a Trapani. È quanto emerge da un rapporto riservato rimasto nei cassetti, o meglio, nei computer perché si tratta di file Excel, del ministero dell’Interno, mai reso pubblico, di cui Repubblica.it è entrata in possesso.  
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