PROTESTA POLITICA INTELLIGENTE: RENDI UTILE IL TUO VOTO, METTI UNA “X” SULL’EDERA REPUBBLICANA

Nessuno dei partiti odierni rappresenta più alcun italiano (tranne forse qualche patetico nostalgico ideologico)


Più del 50% degli italiani non va più a votare e questo è un male come protesta e ti spiego velocemente il perché:


–  se non vai a votare abbassi il numero degli elettori e in automatico aumenti la percentuale dei voti dei partiti.

–  quindi se vuoi fare un vero e proprio atto di protesta, ti conviene andare comunque a votare e se non ti senti rappresentato, devi annullare in qualche modo la scheda.


– così facendo protesti in maniera utile ed intelligente perchè non abbassi il “quorum” degli elettori.

 

 

Come annullare la scheda e rendere la vita difficile a tutti i partiti :


– c’è un modo migliore di altri per annullare la scheda ed allo stesso modo contare quelli che aderiranno a questa tipologia di protesta ed è quella di mettere una “X” (oppure una croce chiamala come vuoi), sul simbolo dell’edera che rappresenta il vecchio partito repubblicano italiano e ti spiego il perchè si deve scegliere questo simbolo:

– perchè sicuramente il pri non arriverà allo sbarramento minimo per entrare in Parlamento, proprio per questo è un ottimo veicolo per misurare la protesta di chi vuole annullare il voto.

Ripeto che bisogna annullare il voto e NON ASTENERSI non andando a votare; non votare è sbagliato perché fate un favore ai partiti contro i quali volete protestare.

 

Quindi andiamo al seggio e mettiamo una “X” sul simbolo dell’ edera; il voto sarà inutile ai fini dell’ingresso in Parlamento, ma ci consentirà di non abbassare il numero degli elettori e quindi aumentare la percentuale dei partiti contro i quali vogliamo protestare, oltre a permetterci di contarci  quali “protestatori” intelligenti.

SE NON VAI A VOTARE FAI UN FAVORE A RENZI, BERLUSCONI, DI MAIO, SALVINI ECC. PERCHE’ ALZI INDIRETTAMENTE LA LORO PERCENTUALE.

RECATI AL SEGGIO ED ANNULLA IL TUO VOTO IN MANIERA INTELLIGENTE CON UNA CROCE SULL’EDERA.

vota partito repubblicano italiano per protestare

Renzi e il risultato referendario

 

Le consultazioni elettorali referendarie sono da sempre, per i proponenti, difficoltose strade in salita. La necessità di superare la soglia del 50% degli aventi diritto al voto si è sempre rivelata un macigno difficilmente sormontabile. Anche quando le competizioni elettorali sono accese la partecipazione al voto non è mai altissima.

Il referendum che si è consumato domenica era partito sommessamente e quasi nell’indifferenza dell’opinione pubblica. Si trattava di un aspetto molto controverso e di una questione giuridicamente intricata. Difficile schierarsi per il si o per il no.

Ad alzare il tono è stato proprio il Presidente del Consiglio con il suo reiterato invito a disertare le urne e a trasformare l’appuntamento referendario in una occasione per la sua legittimazione.

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COMUNICATO STAMPA UNITA’ REPUBBLICANA: “Onorevole Berlusconi: giù le mani dal Partito Repubblicano!”

Qualcuno informi l’Onorevole Berlusconi che il Partito Repubblicano esiste e non da oggi, bensì dal 1895 e che è sempre stato, dal Risorgimento in poi, il più autorevole rappresentante di quella sinistra laica e democratica che, pur sempre minoranza, ha segnato le tappe decisive della crescita civile di questo Paese: dalla nascita dello Stato unitario, all’avversione alla monarchia, dalla sempre ferma opposizione al fascismo alla nascita della Repubblica. Nella storia dell’Italia repubblicana si è sempre posto alla guida delle grandi riforme strutturali, basterà ricordare: la liberalizzazione degli scambi, l’adesione al Patto Atlantico, la riforma agraria, l’intervento straordinario nel Mezzogiorno, il lungo impegno per la nascita del centro-sinistra e successivamente per l’allargamento della base democratica della vita politica italiana. Uomini del Partito Repubblicano hanno segnato la storia e la vita di questo Paese. Da Giuseppe Mazzini a Napoleone Colajanni, a Giovanni Conti a Randolfo Pacciardi, a Carlo Sforza, a Ferruccio Parri, a Ugo La Malfa, a Oronzo Reale, a Giovanni Spadolini, a Bruno Visentini. Una lunga storia di lotte politiche e di uomini coraggiosi alla quale Silvio Berlusconi è completamente estraneo. Si tenga la sua Forza Italia, un partito dal nome calcistico adatto alla sua dimensione e lasci stare i repubblicani e il Partito Repubblicano.

UNITA’ REPUBBLICANA
Associazione politica per l’Italia della ragione
Piazza D’Ara Coeli, 12 – 00186 Roma email: unitarepubblicana@gmail.com

Il destino del nostro Paese dipende da noi. Riprendiamone la guida per riprenderci il futuro.

Per fermare il declino dell’Italia, occorre una stagione di riforme radicali in campo economico, sociale e istituzionale. Ritrovare il sentiero della crescita e della prosperità diffusa è possibile: il declino non è mai un destino ineludibile, come dimostrano la storia plurisecolare italiana e le vicende di Paesi europei che negli ultimi decenni hanno saputo ritrovare dinamismo, innovazione e sviluppo.

Anche l’Italia di oggi può farlo, se prevarrà la consapevolezza dello sforzo da compiere e delle opportunità che da tale impegno potranno derivare. Noi sogniamo una società aperta, competitiva e inclusiva, dove ognuno sia libero di fare e nessuno sia escluso. Torneremo a crescere, se i cittadini saranno liberi di lavorare, investire e creare, se il Paese tornerà attraente per i talenti e i capitali del mondo, e la politica abbatterà i troppi privilegi corporativi che garantiscono le posizioni di rendita di pochi a svantaggio dei tanti, in particolare soffocando le energie e umiliando le legittime aspettative delle giovani generazioni.
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Beppe Grillo, V3DAY “OLTRE” – Oltre la demagogia, il nulla.

Oltre? oltre alle solite sparate demagogiche non c’è stato nulla.

All’evento grillino chiamato “Vaffanculo Day 3 – OLTRE che si è tenuto a Genova il primo di dicembre 2013, non c’è stata nessuna proposta seria, nessuna soluzione, nessuna azione, niente di niente. Solita storia, “fuori dall’euro, no mes, no fiscal compact” ecc. , roba per complottisti e populisti di ogni ordine e grado.

Urla ed improperi, buoni a far sfogare la frustrazione dei cosidetti attivisti; i 40 mila accorsi a prendere freddo per ascoltare un demagogo. La politica è altro e il grosso degli elettori se n’è accorto da parecchio.

Non mi aspettavo nulla di nuovo e difatti non sono andato a Genova, ma un passaggio mi ha fatto particolarmente incazzare, quando Grillo si è annesso per ben due volte il papa come “grillino” ed ha ribadito la natura ecumenica del M5S, attaccando tutto il resto.

Ecco, da Laico, questo mi ha deluso totalmente. Mi sono battuto nel MoVimento 5 stelle, un movimento post-ideologico, per una via laica alla politica, ho raccolto quasi duemila adesioni da solo, per una proposta di legge tendente a sollevare il problema della spesa inutile rappresentata dal concordato stato-chiesa a nome “patti lateranensi” (costo 9 miliardi di euro l’anno) ed è stata totalmente ignorata, in barba alla “proposte dal basso” ed a tutte quelle altre parole vuote di significato con le quali Grillo e Casaleggio imbrogliano gli attivisti. Si fa solo quello che decidono loro due, tutto il resto è falso. Altro che programma condiviso e piattaforma di decisione comune.

Ho spesso criticato, qui sul mio blog, alcune decisioni prese arbitrariamente senza ascoltare la base del M5S, non ho mai avuto problemi a dire la mia, al contrario della massa di yes man che circonda il duo a capo dei 5 stelle, ma stavolta la misura ha superato il segno. Transeat (si fa per dire!)  la politica scellerata, il congelamento di 9 milioni di voti, gli insulti agli elettori, le imposizioni cadute dall’alto, le strizzate d’occhio a lega e casapound, le espulsioni, le smentite, le cadute di stile dei parlamentari, la presa in giro del portale di condivisione libero ed aperto, il complottismo e la cialtroneria diffusa, ecc. ma ora è davvero troppo.

Il papa no! decisamente.

Non mi ritrovo più nelle cose che dice Grillo che ha perso completamente la bussola della lucidità per inseguire il totem utopistico del 51% e del governo monocolore. Non mi appartiene questo modo di vedere le cose ed imporre il proprio pensiero totalizzante sugli altri, ancor meno mi appartiene il concetto di un uomo solo al comando. Caligola fece senatore il suo cavallo, Berlusconi ha reso parlamentari nani e ballerine. Grillo, cialtroni e mediocri di ogni genere, in barba alla meritocrazia ed a solo suo uso e consumo, così da poterli telecomandare a piacimento.

Ho sopportato fin troppo. Esco da questa banda di adulatori del vuoto pneumatico. Addio MoVimento 5 Stelle.

Sei anni buttati al vento. Andiamo Avanti!

Oscar Giannino: una lezione, un’azione, una reazione.

IL SOLITO, LUCIDISSIMO, OSCAR GIANNINO.

ReteLib – Una lezione, un’azione, una reazione

di Oscar Giannino, 29 ottobre 2013

Le vicende di queste due ultime settimane fanno riflettere. “Devono” anzi far molto riflettere innanzitutto i liberaldemocratici veri, se mi passate l’aggettivo apodittico, quelli che sono alla ricerca di soluzioni per dare forma e sostanza alla possibilità di avere più voce in capitolo nella soluzione del problema-Italia, e che si pongono in questa ricerca non potendosi affatto riconoscere nella tripartizione dei tre maggiori blocchi usciti dalle urne nel febbraio scorso. 

Mi limito a tre modeste riflessioni. La prima riguarda una lezione. La seconda, un’azione. La terza, una reazione.

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Landini Vs. Boldrin a “Otto e mezzo” 23 maggio 2013

Maurizio Landini mi è fortemente simpatico per le sue attestazioni di equità sociale oltre che di giustizia generale delle cose, è un combattente vero e difensore sincero dei più deboli.

Nella puntata odierna di “Otto e mezzo” di Lilly Gruber su La7, ha però denotato drammaticamente i suoi limiti ideologici e di visione del mondo incollata tristemente al secolo scorso.

Michele Boldrin, il professore liberista di “Fermare il declino” ne ha svelato i limiti fatti da difesa della spesa pubblica (a debito) a tutti i costi e le proposte ideologiche di estrema sinistra fatte da slogan a senso unico con poca tangenza reale sull’effettiva ipotetica soluzione dei problemi che il paese vive in maniera drammatica.

Troppo comodo ed anche un po ipocrita chiedere sempre e comunque diritti per la propria parte quando le aziende sono alle prese con pressione fiscale fuori dal mondo e diritti di ogni genere negati dallo stato arraffone e spendaccione; troppo comodo e facile chiedere aumenti di tasse e di spesa come se il lavoro venisse creato dal nulla.

Una visione ottocentesca e demagogica davvero insopportabile, specialmente di questi tempi.

Seconda citazione sul blog di Grillo: grazie Beppe, grazie staff!

Per la seconda volta in cinque mesi, un mio scritto viene citato da Beppe Grillo sul suo blog, stavolta elevato addirittura a post nella sezione “commenti”.

La prima volta fu in novembre e un mio scritto su Mazzini fu scelto come il migliore fra tutti quelli di quel giorno.

Essere Mazziniani: Beppe Grillo premia il mio articolo sul Grande Genovese prima di lui

Con mio sommo gaudio, sono rimasto sorpresissimo quando Paolo Cicerone del MoVimento 5 Stelle, mi ha comunicato che Beppe Grillo aveva scelto come miglior commento ad un suo post, un mio articolo su Giuseppe Mazzini, genovese e rivoluzionario come lui.

La scelta è avvenuta perchè il mio scritto è stato il più votato fra più di 570 sul suo famosissimo blog ed è stato poi inviato ad una mailing list di circa duecento mila persone in tutto il mondo.

Ancora una volta le verità sui contenuti del pensiero Mazziniano sono apprezzate dai più.

Ancora una volta, sono orgoglioso di manifestare pubblicamente la mia appartenenza al pensiero di un giusto fra i giusti.

Grazie Grande Genovese 1 (Giuseppe Mazzini)

Grazie Grande Genovese 2 (Beppe Grillo)

                                                                                                                                                                                               Pasquale Caterisano

La modernità di Mazzini

Leggete questa pagina, è stata scritta più di 150 anni fa:

Mazzini è l’unico pensatore politico, la cui idea di stato e di governo, pur essendo stata messa in pratica solo in parte (stato repubblicano) non è mai stata smentita dai fatti e dalla storia fin’ora. Il pensiero mazziniano è tuttora modernissimo e la sua idea di alternanza di tutti i cittadini alla gestione della cosa pubblica come obbligo morale, è di una attualità spaventosa. Il liberismo economico con la tutela delle classi più povere è la base di quel liberalismo sociale al quale molti puntano oggi dopo i fallimenti delle ideologie cattoliche e socialiste. Mazzini è il pensatore modernissimo al quale bisogna guardare ancora oggi per il futuro. I giovani (e non solo) dovrebbero studiarlo più approfonditamente. Mazzini è oggi come 150 anni fa, semplicemente avanti.

Per chi volesse approfondire gli scritti di Mazzini, ecco dei libri gratuiti.

La Sen. Sbarbati, campionessa mondiale indisturbata di salto della quaglia quadruplo carpiato ad una mano con triplo avvitamento

Vi presentiamo una chicca assoluta, una notizia che solo noi diamo, ma per gustarvela bene dovete leggerla fino in fondo.

Vogliamo farvi conoscere le incredibili performance presenzialiste di una politica nostrana, nello specifico la Senatrice repubblicana Luciana Sbarbati e come vedrete l’aggettivo “repubblicana” è solo uno di quelli che gli si può e deve attribuire.

Ex PRI, da pochi giorni di nuovo PRI con in mezzo:

  • 2001, la scissione dal Partito Repubblicano Italiano (per la scelta dello stesso di andare con Berlusconi) fondando l’MRE (Movimento dei Repubblicani Europei)
  • 2004, europarlamentare eletta nei Democratici di Sinistra per meriti sul campo essendo stata fondatrice de L’Ulivo
  • 2006 combatte insultando la minoranza interna del suo movimento (fra i quali l’estensore di questo articolo) che le dicevano che forse era meglio non andare con ex Dc ed ex PCI.
  • 2007, incurante di tutto, è nei 40 fondatori del Partito Democratico.
  • 2008, viene eletta col PD al Senato della Repubblica.
  • 2009, litiga col PD, non ammette di aver sbagliato nel 2006/7/8 e si avvicina al centro annusando che aria tira.
  • 2010, esce dal PD che aveva fondato e da laica anticlericale se ne va nel gruppo misto con Cuffaro, Andreotti e Cossiga (in pace requiescat) che la invitano a messa e le regalano delle ostie sconsacrate.
  • 2011, pur rimanendo segretaria del MRE e nel Gruppo con “Io Sud” e “Sudtirolen Volkspartei”, partecipa regolarmente al tavolo del Terzo Polo con Fini e Rutelli (col quale litigava nel PD).  Non contenta di questa bulimia partecipativa, ritorna nel PRI che aveva lasciato nel 2001 (il quale non si è mosso di un millimetro dalle sue posizioni di allora) entrando a far parte della direzionale nazionale del partito alleato con Berlusconi.

Ricapitolando, la Sen. Sbarbati è ora contemporaneamente con UDC, Io sud e Sudtirolen Volkspartei, membro del Terzo Polo, eletta nel Partito Democratico ed alleata di Berlusconi con il PRI, ma anche segrataria del MRE fondatore di Ulivo e PD.

Non contenta dunque, è pure ritornata nel partito che aveva lasciato 10 anni fa per divergenza politiche che non si sono mai appianate. La nostra wonder woman, non si è comunque mai dimessa dalla testa dell’ MRE, pur avendo cannato completamente tutte le scelte politiche fatte. Dall’ MRE (divenuto nel frattempo un jazz club per pochi intimi) si sono però dimessi  i tre quarti dei suoi iscritti riconoscendole difatto una leadership da amministratore di condominio.

Riteniamo che al mondo non esistono esseri umani dediti allo sport del “salto della qualglia”  che possano minimamente impensierire i record de la Nostra Signora da Chiaravalle. Ce l’abbiamo solo noi e ce la teniamo.

Un dono della bilocazione plurima che nemmeno Padre Pio e Michael Jackson messi insieme possederanno mai.

Referendum elettorale giugno 09, per cosa si vota? ecco la lista dei quesiti e le spiegazioni

Presentazione dei quesiti

Il 1° e il 2° quesito: premio di maggioranza alla lista più votata e innalzamento della soglia di sbarramento

Le attuali leggi elettorali di Camera e Senato prevedono un sistema proporzionale con premio di maggioranza. Tale premio è attribuito su base nazionale alla Camera dei Deputati e su base regionale al Senato. Esso è attribuito alla “singola lista” o alla “coalizione di liste” che ottiene il maggior numero di voti.

Il fatto che sia consentito alle liste di coalizzarsi per ottenere il premio ha fatto sì che, alle ultime elezioni, si siano formate due grandi coalizioni composte di numerosi partiti al proprio interno. E la frammentazione è notevolmente aumentata.

Il 1° ed il 2° quesito (valevoli rispettivamente per la Camera dei Deputati e per il Senato) si propongono l’abrogazione del collegamento tra liste e della possibilità di attribuire il premio di maggioranza alle coalizioni di liste.

In caso di esito positivo del referendum, la conseguenza è che il premio di maggioranza viene attribuito alla lista singola (e non più alla coalizione di liste) che abbia ottenuto il maggior numero di seggi.

Un secondo effetto del referendum è il seguente: abrogando la norma sulle coalizioni verrebbero anche innalzate le soglie di sbarramento. Per ottenere rappresentanza parlamentare, cioé, le liste debbono comunque raggiungere un consenso del 4 % alla Camera e 8 % al Senato.

In sintesi: la lista più votata ottiene il premio che le assicura la maggioranza dei seggi in palio, le liste minori ottengono comunque una rappresentanza adeguata, purché superino lo sbarramento.

All’esito dell’abrogazione, resteranno comunque in vigore le norme vigenti relative all’indicazione del “capo della forza politica” (il candidato premier) ed al programma elettorale.

Gli effetti politico-istituzionali del 1° e del 2° quesito

Il sistema elettorale risultante dal referendum spingerà gli attuali soggetti politici a perseguire, sin dalla fase pre-elettorale, la costruzione di un unico raggruppamento, rendendo impraticabili soluzioni equivoche e incentivando la riaggregazione nel sistema partitico. Si potrà aprire, per l’Italia, una prospettiva tendenzialmente bipartitica. La frammentazione si ridurrà drasticamente. Non essendoci più le coalizioni scomparirà l’attuale schizofrenia tra identità collettiva della coalizione e identità dei singoli partiti nella coalizione. Con l’effetto che i partiti sono insieme il giorno delle elezioni e, dal giorno successivo, si combattono dentro la coalizione. Continua a leggere