Renzi e il risultato referendario

 

Le consultazioni elettorali referendarie sono da sempre, per i proponenti, difficoltose strade in salita. La necessità di superare la soglia del 50% degli aventi diritto al voto si è sempre rivelata un macigno difficilmente sormontabile. Anche quando le competizioni elettorali sono accese la partecipazione al voto non è mai altissima.

Il referendum che si è consumato domenica era partito sommessamente e quasi nell’indifferenza dell’opinione pubblica. Si trattava di un aspetto molto controverso e di una questione giuridicamente intricata. Difficile schierarsi per il si o per il no.

Ad alzare il tono è stato proprio il Presidente del Consiglio con il suo reiterato invito a disertare le urne e a trasformare l’appuntamento referendario in una occasione per la sua legittimazione.

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COMUNICATO STAMPA UNITA’ REPUBBLICANA: “Onorevole Berlusconi: giù le mani dal Partito Repubblicano!”

Qualcuno informi l’Onorevole Berlusconi che il Partito Repubblicano esiste e non da oggi, bensì dal 1895 e che è sempre stato, dal Risorgimento in poi, il più autorevole rappresentante di quella sinistra laica e democratica che, pur sempre minoranza, ha segnato le tappe decisive della crescita civile di questo Paese: dalla nascita dello Stato unitario, all’avversione alla monarchia, dalla sempre ferma opposizione al fascismo alla nascita della Repubblica. Nella storia dell’Italia repubblicana si è sempre posto alla guida delle grandi riforme strutturali, basterà ricordare: la liberalizzazione degli scambi, l’adesione al Patto Atlantico, la riforma agraria, l’intervento straordinario nel Mezzogiorno, il lungo impegno per la nascita del centro-sinistra e successivamente per l’allargamento della base democratica della vita politica italiana. Uomini del Partito Repubblicano hanno segnato la storia e la vita di questo Paese. Da Giuseppe Mazzini a Napoleone Colajanni, a Giovanni Conti a Randolfo Pacciardi, a Carlo Sforza, a Ferruccio Parri, a Ugo La Malfa, a Oronzo Reale, a Giovanni Spadolini, a Bruno Visentini. Una lunga storia di lotte politiche e di uomini coraggiosi alla quale Silvio Berlusconi è completamente estraneo. Si tenga la sua Forza Italia, un partito dal nome calcistico adatto alla sua dimensione e lasci stare i repubblicani e il Partito Repubblicano.

UNITA’ REPUBBLICANA
Associazione politica per l’Italia della ragione
Piazza D’Ara Coeli, 12 – 00186 Roma email: unitarepubblicana@gmail.com

Oscar Giannino: una lezione, un’azione, una reazione.

IL SOLITO, LUCIDISSIMO, OSCAR GIANNINO.

ReteLib – Una lezione, un’azione, una reazione

di Oscar Giannino, 29 ottobre 2013

Le vicende di queste due ultime settimane fanno riflettere. “Devono” anzi far molto riflettere innanzitutto i liberaldemocratici veri, se mi passate l’aggettivo apodittico, quelli che sono alla ricerca di soluzioni per dare forma e sostanza alla possibilità di avere più voce in capitolo nella soluzione del problema-Italia, e che si pongono in questa ricerca non potendosi affatto riconoscere nella tripartizione dei tre maggiori blocchi usciti dalle urne nel febbraio scorso. 

Mi limito a tre modeste riflessioni. La prima riguarda una lezione. La seconda, un’azione. La terza, una reazione.

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Solo ora vedremo l’Obama del “Yes we can” di quattro anni fa. In english also

In America ha vinto la modernità, la tolleranza, il multiculturalismo, la partecipazione di tutti, le minoranze, le condivisioni, la solidarietà e la democrazia.  

Ha perso l’America del becerume intollerante con i “diversi”, della “razza bianca”, della finanza speculativa, dei pochi a scapito di molti, dei privilegi, delle lobbies, dei pistoleri e dei militaristi esportatori di democrazia. Disvalori di un partito repubblicano ormai da rottamare per sempre.

La nuova vittoria e la fiducia della maggioranza degli elettori americani, permetterà a Barack Obama di essere davvero quello per cui era stato eletto quattro anni fa, paradossalmente solo ora, libero da vincoli elettorali futuri, vedremo l’Obama del nuovo sogno progressista americano, quello del vecchio “yes, we can”.

Solo oggi, guardando a quattro anni fa, inizia la limpida aurora del riscatto dell’America delle cose vere, contro linutilità del finto artificiale e del superfluo del sogno americano.

Tutto il mondo ne beneficerà. Una nuova coscienza ed un nuovo modo di vedere le cose. Così sarà per un futuro diverso e più solidale con tutti.

In Italia, questi valori, espressi anche nel discorso di Obama, sono rappresentati e portati avanti coerentemente dal MoVimento 5 Stelle.

Via: Solo ora vedremo lObama del “Yes we can” di quattro anni fa. In english also.

IL RITORNO DI TREMONTI: ovvero, i primi devastanti effetti delle previsioni Maya per il 2012

TREMORTI E’ TORNATO.

Stamane alla trasmissione di Oscar Giannino a Radio24, c’era come ospite l’ex ministro Treconti, per presentare un suo nuovo libro sullo stato dell’economia e delle finanza mondiale ed i suoi effetti (come se non lo vivessimo già sulla nostra pelle tutti i giorni da ormai tre anni). Ebbene la cosa sconvolgente era che Treconti nel suo libro vuole spiegarci ed insegnarci come si esce da questa crisi (Uscita di sicurezza il titolo del libro), eh si, avete capito bene, proprio lui, ministro dell’economia da ormai 20 anni, l’uomo che ha contribuito   a produrre uno dei periodi più bui della storia, ha la faccia da cu*o di presentarsi come indicatore e suggeritore dell’uscita dalla crisi.

Lo stesso impunito, complice di Silvio nel disastro del paese, si è ben guardato dal trattare temi di politica recente, perchè a suo dire, “la valutazione di ciò che è avvenuto in questi ultimi tempi la darà la storia”, in un certo qual modo autoassolvendosi dalla paternità dei disastri combinati in questi anni insieme alla sua banda di incapaci e gettanto nel contempo tutta la colpa  “alla finanza internazionale” (la solita teoria craxiana del tutti colpevoli, nessun colpevole) entità generica, impalpabile, quando non anche sfuggente e incatalogabile per definizione.

L’autoassoluzione prendeva forme quasi ascetiche e sciamaniche, complice anche la morbidezza del conduttore, che ha solo timidamente trattato alcuni temi, visto anche il palpabile iroso nervosismo dell’intervistato appena si toccavano certi argomenti. L’apoteosi era raggiunta quando atteggiandosi a socialistone d’antan citava la SPD, Hollande, e addirittura Karl Marx, e una sorta di neostatalismo quale indicazione di una via d’uscita dalla crisi, ma la sensazione  era che questo atteggiamento dell’ex ministro amcio dei secessionisti era tenuto giusto per darsi un’aurea di “amico del popolo” posto quasi ad una neo sinistra progressista e proteso verso i veri bisogni della gente (“il popolo comprende prima dei politici certe situazioni”)… e sticazzi aggiungo io!

In trasmissione nessuna telefonata scomoda, nessuna domanda seria, ma solo il presentare grandi teorie macroeconomiche che avevano il solo fine di dare una ripulita al Tremorti colpevole di disastri, pronto per una nuova verginità per il lancio di chissà quale area o gruppo o partito politico in vista delle elezioni politiche 2013. Un vero peccato che Oscar Giannino si sia così genuflesso davanti ad uno dei massimi colpevoli del disastro odierno del paese. Come spesso gli capita, il buon Oscar è solito abbaiare forte da lontano. Forte con i deboli, debole con i forti. Oscar deciditi pure tu da che parte stare!

Pasquale Caterisano

Essere Mazziniani: Beppe Grillo premia il mio articolo sul Grande Genovese prima di lui

Con mio sommo gaudio, sono rimasto sorpresissimo quando Paolo Cicerone del MoVimento 5 Stelle, mi ha comunicato che Beppe Grillo aveva scelto come miglior commento ad un suo post, un mio articolo su Giuseppe Mazzini, genovese e rivoluzionario come lui.

La scelta è avvenuta perchè il mio scritto è stato il più votato fra più di 570 sul suo famosissimo blog ed è stato poi inviato ad una mailing list di circa duecento mila persone in tutto il mondo.

Ancora una volta le verità sui contenuti del pensiero Mazziniano sono apprezzate dai più.

Ancora una volta, sono orgoglioso di manifestare pubblicamente la mia appartenenza al pensiero di un giusto fra i giusti.

Grazie Grande Genovese 1 (Giuseppe Mazzini)

Grazie Grande Genovese 2 (Beppe Grillo)

                                                                                                                                                                                               Pasquale Caterisano

Marco Travaglio cita Luciana Sbarbati a “Servizio Pubblico”

Oggi abuso anch’io dell’espressione latina “Sic transit gloria mundi” come in molti ironicamente stanno facendo in questi giorni in riferimento a Berlusconi.

Lo faccio in relazione alla citazione di ieri sera alla fine della della trasmissione Servizio Pubblico di Michele Santoro, quando il giornalista Marco Travaglio ha citato come esempio limite della degenerazione della politica del salto della quaglia proprio la senatrice repubblicana Luciana Sbarbati, nel quale movimento ebbi anch’io un tempo a militare.

Travaglio citava un comunicato della stessa Sbarbati che precisava, dove stava ora, dove era stata eletta e da dove era passata.

In sostanza forse Travaglio e la Sbarbati hanno riassunto un mio articolo di molti mesi fa dove facevo notare l’assurdo girovagare della senatrice marchigiana.

Ve lo ripropongo, così ognuno si può rinfrescare la memoria.

Vi presentiamo una chicca assoluta, una notizia che solo noi diamo, ma per gustarvela bene dovete leggerla fino in fondo.
Vogliamo farvi conoscere le incredibili performance presenzialiste di una politica nostrana, nello specifico la Senatrice repubblicana Luciana Sbarbati e come vedrete l’aggettivo “repubblicana” è solo uno di quelli che gli si può e deve attribuire.
Ex PRI, da pochi giorni di nuovo PRI con in mezzo:
2001, la scissione dal Partito Repubblicano Italiano (per la scelta dello stesso di andare con Berlusconi) fondando l’MRE (Movimento dei Repubblicani Europei)
2004, europarlamentare eletta nei Democratici di Sinistra per meriti sul campo essendo stata fondatrice de L’Ulivo
2006 combatte insultando la minoranza interna del suo movimento (fra i quali l’estensore di questo articolo) che le dicevano che forse era meglio non andare con ex Dc ed ex PCI.
2007, incurante di tutto, è nei 40 fondatori del Partito Democratico.
2008, viene eletta col PD al Senato della Repubblica.
2009, litiga col PD, non ammette di aver sbagliato nel 2006/7/8 e si avvicina al centro annusando che aria tira.
2010, esce dal PD che aveva fondato e da laica anticlericale se ne va nel gruppo misto con Cuffaro, Andreotti e Cossiga (in pace requiescat) che la invitano a messa e le regalano delle ostie sconsacrate.
2011, pur rimanendo segretaria del MRE e nel Gruppo con “Io Sud” e “Sudtirolen Volkspartei”, partecipa regolarmente al tavolo del Terzo Polo con Fini e Rutelli (col quale litigava nel PD). Non contenta di questa bulimia partecipativa, ritorna nel PRI che aveva lasciato nel 2001 (il quale non si è mosso di un millimetro dalle sue posizioni di allora) entrando a far parte della direzionale nazionale del partito alleato con Berlusconi.
Ricapitolando, la Sen. Sbarbati è ora contemporaneamente con UDC, Io sud e Sudtirolen Volkspartei, membro del Terzo Polo, eletta nel Partito Democratico ed alleata di Berlusconi con il PRI, ma anche segrataria del MRE fondatore di Ulivo e PD.
Non contenta dunque, è pure ritornata nel partito che aveva lasciato 10 anni fa per divergenza politiche che non si sono mai appianate. La nostra wonder woman, non si è comunque mai dimessa dalla testa dell’ MRE, pur avendo cannato completamente tutte le scelte politiche fatte. Dall’ MRE (divenuto nel frattempo un jazz club per pochi intimi) si sono però dimessi i tre quarti dei suoi iscritti riconoscendole difatto una leadership da amministratore di condominio.
Riteniamo che al mondo non esistono esseri umani dediti allo sport del “salto della qualglia” che possano minimamente impensierire i record de la Nostra Signora da Chiaravalle. Ce l’abbiamo solo noi e ce la teniamo.
Un dono della bilocazione plurima che nemmeno Padre Pio e Michael Jackson messi insieme possederanno mai.

VIA: https://pasquale1.wordpress.com/2011/03/03/la-sen-sbarbati-campionessa-mondiale-indisturbata-di-salto-della-quaglia-quadruplo-carpiato-ad-una-mano-con-triplo-avvitamento/

Berlusconismo mondiale: i repubblicani americani e la corsa verso l’estremismo

Guardare i vari dibattiti presidenziali del partito repubblicano è stata un’esperienza illuminante. Da tempo, negli ultimi anni, è diventato ovvio come ci sia un mutamento profondo dentro il partito. Ancora negli anni ’70, aveva un certo numero di politici moderati, spesso conservatori nelle questioni economiche ma piuttosto progressisti su altre materie: diritti civili, diritti delle donne, protezione dell’ambiente. E molte leggi erano approvate con voti di tutti e due i partiti. Sembrano passati anni luce, ma nel 1971 il presidente Richard Nixon, ultraconservatore e anti-comunista di ferro, creò The Environmental Protection Agency, l’ente che tutela l’ambiente. Propose un programma per garantire una terapia a tutti i tossicodipendenti e propose perfino un salario minimo per tutte le famiglie americane – una cosa che, se la proponesse Barack Obama, la nostra destra attuale griderebbe che si sta riformando l’Unione Sovietica.

Quarant’anni dopo, il partito repubblicano è quasi irriconoscibile. Cercando di corteggiare il cosiddetto Tea Party, quasi tutti i candidati stanno facendo una corsa verso la “lunatic fringe” (l’estemismo lunatico).

Con l’eccezione di Mitt Romney, gli altri candidati sono semplicemente impresentabili. Newt Gingrich, ex leader repubblicano, dice che vorrebbe sbattere in galera gli autori della riforma bancaria passata dall’amministrazione. La riforma è blanda e non molto efficace, ma contiene alcuni aspetti decenti. Ma la religione del mercato è tale – nonostante il collasso del nostro sistema – che mettere le mani sul sistema bancario, per Gingrich, è considerato un reato.

Continua… In un altro paese – Blog – Repubblica.it.

Referendum 2011 sulla legge elettorale, quelli veri e quelli truffa.

Non cascateci. Il referendum PD, SEL, IDV sulla legge elettorale è una fregatura, si ritornerebbe al “Mattarellum” ovvero ancora liste bloccate, premi di maggioranza e bipolarismo che tanto male hanno portato al paese negli ultimi 17 anni. E’ un referendum che va bene ancora a loro, alla casta e non ai cittadini. La proposta del MoVimento Cinque Stelle, insita nel disegno di legge popolare “Parlamento Pulito”, va in una direzione diversa, in quella giusta per la vera rappresentatività del voto dei singoli cittadini, ovvero verso il proporzionale con preferenze, non abboccate ai copia/incolla fatti senza controllare il vero referendum, questi furbetti lo hanno scippato ad uno di loro stessi, al repubblicano Passigli, ora nell’IDV e messo a tacere dai suoi stessi, guardate qui.

Leggete altresì cosa scrive l’ex giudice antimafia Ferdinando Imposimato in merito alle furberie referendarie dei rappresentanti di PD, IDV e SEL.

La modernità di Mazzini

Leggete questa pagina, è stata scritta più di 150 anni fa:

Mazzini è l’unico pensatore politico, la cui idea di stato e di governo, pur essendo stata messa in pratica solo in parte (stato repubblicano) non è mai stata smentita dai fatti e dalla storia fin’ora. Il pensiero mazziniano è tuttora modernissimo e la sua idea di alternanza di tutti i cittadini alla gestione della cosa pubblica come obbligo morale, è di una attualità spaventosa. Il liberismo economico con la tutela delle classi più povere è la base di quel liberalismo sociale al quale molti puntano oggi dopo i fallimenti delle ideologie cattoliche e socialiste. Mazzini è il pensatore modernissimo al quale bisogna guardare ancora oggi per il futuro. I giovani (e non solo) dovrebbero studiarlo più approfonditamente. Mazzini è oggi come 150 anni fa, semplicemente avanti.

Per chi volesse approfondire gli scritti di Mazzini, ecco dei libri gratuiti.

La Sen. Sbarbati, campionessa mondiale indisturbata di salto della quaglia quadruplo carpiato ad una mano con triplo avvitamento

Vi presentiamo una chicca assoluta, una notizia che solo noi diamo, ma per gustarvela bene dovete leggerla fino in fondo.

Vogliamo farvi conoscere le incredibili performance presenzialiste di una politica nostrana, nello specifico la Senatrice repubblicana Luciana Sbarbati e come vedrete l’aggettivo “repubblicana” è solo uno di quelli che gli si può e deve attribuire.

Ex PRI, da pochi giorni di nuovo PRI con in mezzo:

  • 2001, la scissione dal Partito Repubblicano Italiano (per la scelta dello stesso di andare con Berlusconi) fondando l’MRE (Movimento dei Repubblicani Europei)
  • 2004, europarlamentare eletta nei Democratici di Sinistra per meriti sul campo essendo stata fondatrice de L’Ulivo
  • 2006 combatte insultando la minoranza interna del suo movimento (fra i quali l’estensore di questo articolo) che le dicevano che forse era meglio non andare con ex Dc ed ex PCI.
  • 2007, incurante di tutto, è nei 40 fondatori del Partito Democratico.
  • 2008, viene eletta col PD al Senato della Repubblica.
  • 2009, litiga col PD, non ammette di aver sbagliato nel 2006/7/8 e si avvicina al centro annusando che aria tira.
  • 2010, esce dal PD che aveva fondato e da laica anticlericale se ne va nel gruppo misto con Cuffaro, Andreotti e Cossiga (in pace requiescat) che la invitano a messa e le regalano delle ostie sconsacrate.
  • 2011, pur rimanendo segretaria del MRE e nel Gruppo con “Io Sud” e “Sudtirolen Volkspartei”, partecipa regolarmente al tavolo del Terzo Polo con Fini e Rutelli (col quale litigava nel PD).  Non contenta di questa bulimia partecipativa, ritorna nel PRI che aveva lasciato nel 2001 (il quale non si è mosso di un millimetro dalle sue posizioni di allora) entrando a far parte della direzionale nazionale del partito alleato con Berlusconi.

Ricapitolando, la Sen. Sbarbati è ora contemporaneamente con UDC, Io sud e Sudtirolen Volkspartei, membro del Terzo Polo, eletta nel Partito Democratico ed alleata di Berlusconi con il PRI, ma anche segrataria del MRE fondatore di Ulivo e PD.

Non contenta dunque, è pure ritornata nel partito che aveva lasciato 10 anni fa per divergenza politiche che non si sono mai appianate. La nostra wonder woman, non si è comunque mai dimessa dalla testa dell’ MRE, pur avendo cannato completamente tutte le scelte politiche fatte. Dall’ MRE (divenuto nel frattempo un jazz club per pochi intimi) si sono però dimessi  i tre quarti dei suoi iscritti riconoscendole difatto una leadership da amministratore di condominio.

Riteniamo che al mondo non esistono esseri umani dediti allo sport del “salto della qualglia”  che possano minimamente impensierire i record de la Nostra Signora da Chiaravalle. Ce l’abbiamo solo noi e ce la teniamo.

Un dono della bilocazione plurima che nemmeno Padre Pio e Michael Jackson messi insieme possederanno mai.