Il PD contro la Massoneria

La mattina dopo Walter Veltroni è ancora nero. E si sfoga al telefono con un compagno di partito: «E’ la seconda offensiva contro il Pd in pochi mesi: prima hanno appoggiato la manifestazione di piazza Navona che era chiaramente contro di noi, ora questa storia di Tavaroli…». La voce del leader tradisce disappunto, nervosismo e stanchezza. Nel quartier generale del Partito democratico ci si interroga ancora sugli articoli de la Repubblica. E tra un dubbio e l’altro, si insinua il sospetto che dietro ci sia di più, che la partita non la stia giocando solo quel giornale ma i cosiddetti «poteri forti» (il responsabile organizzativo del Pd Beppe Fioroni usa un altro termine che evoca scenari poco rassicuranti: «La massoneria»). Quale che sia la definizione usata si fa strada l’ipotesi di «una campagna orchestrata» con lo scopo di screditare tutta la dirigenza del partito, e, in definitiva, il Pd stesso. Continua a leggere

NOI VIGILIAMO: la politica di sinistra del governo bellachioma

Per avere l’assegno sociale ora servono 10 anni di lavoro

Dal prossimo anno per ricevere l’assegno sociale servirà un requisito in più. Non basterà risiedere in Italia, aver compiuto 65 anni ed avere un reddito pari a zero o «di modesto importo». Bisognerà anche aver lavorato «legalmente con un reddito almeno pariall’assegno sociale e in via continuativa per almeno 10 anni sul territorio nazionale». Così prevede il testo dell’articolo 20, comma 10, del Dl 112 nella versione emendata dal Governo e sul quale la Camera ha già votato la fiducia.

La stretta sugli assegni sociali eranata per tamponare il troppo facile riconoscimento del diritto a immigrati comunitari in condizioni di indigenza che entrano in Italia per raggiungere i parenti lavoratori.

Il vincolo posto nel testo originario del decreto restringeva così il via libera all’assegno (395,9 euro al mese nel 2008, pari a 5.142 euro l’anno) solo a chi avesse soggiornato legalmente in Italia per 5 anni.

Poi, nell’esame in Commissione su iniziativa di diversi parlamentari (Matteo Brigandì della Lega, Karl Zeller dell’Svp e Antonio De Poli dell’Udc) il periodo di soggiorno è stato alzato a 10 anni e s’è aggiunto il riferimento all’attività lavorativa. Modifiche che sono state confermate dal Governo. Se la misura non verrà toccata in Senato uno dei tre istituti oggi previsti per fronteggiare le situazioni di povertà estrema (oltre all’assegno socialeci sono anche l’indennità di accompagnamento e l’invalidità civile) sarà drasticamente ridimensionato. Continua a leggere

Teste di cazzo laziali o semplici coglioni? i romani non si smentiscono!

il calciatore francese della roma ha avvisato la polizia. Rinvenuto anche il mezzo

Roma: Mexes picchiato e derubato dell’auto con a bordo la figlia, poi ritrovata

Due malviventi armati lo hanno affrontato fuori da un ristorante fuggendo con la piccola sul seggiolone

ROMA – Terrore nella notte per il difensore francese della Roma Philippe Mexès. Due banditi armati di pistola lo hanno aggredito mentre tornava a casa, all’Axa-Casal Palocco, un quartiere residenziale fra Roma e Ostia, con ville lussuose dove abitano molti calciatori, fra i quali anche il capitano giallorosso Francesco Totti, rapinandogli l’auto sulla quale c’era anche la figlia Eva, di appena due anni. I rapinatori hanno puntato l’arma contro il calciatore, che ha reagito ingaggiando con loro una colluttazione. Sono stati attimi terribili: i banditi hanno avuto la meglio e sono fuggiti con la vettura, un suv Mercedes, portandosi via la piccola seduta sul seggiolone posteriore. Erano le 23.50. Continua a leggere

Le cattive frequentazioni di Marcello

Certo che capitano proprio tutte a lui!!! povero, la solita vittima dei giudici comunisti che si accaniscono contro l’ennesima brava persona di Forza Taglia.

Incontri segreti e voti promessi, il pressing dei clan su Dell’Utri

 È la trama della ‘ndrangheta che vuole liberarsi dalle catene del 41 bis. Una ragnatela che dalla piana di Gioia Tauro si spande a Roma, si infiltra nei ministeri, raggiunge i bracci delle sezioni speciali delle carceri italiane. Promesse di voti, mosse e contromosse per convincere quei deputati o senatori che “possono fare qualcosa”, ricatti, maneggi per ottenere immunità diplomatiche, spiate di magistrati.

Non si fermano davanti a niente e a nessuno i capi della ‘ndrangheta pur di diventare dei detenuti come tutti gli altri. I personaggi di questo intrigo sono i Piromalli e i Molè, forse i “capibastone” più potenti della Calabria. In una retata che da queste parti ha pochi precedenti per “portata” investigativa – è anche la prima grande operazione firmata dal nuovo procurarore di Reggio Giuseppe Pignatone – la squadra mobile e i ros dei carabinieri hanno decimato con 18 fermi i vertici di due cosche che erano state solo sfiorate dalle investigazioni negli anni passati. Le “famiglie” che soffocano il porto di Gioia Tauro, quelle che come dice uno dei boss catturati “hanno insieme cent’anni di storia”. Continua a leggere