Teste di cazzo laziali o semplici coglioni? i romani non si smentiscono!

il calciatore francese della roma ha avvisato la polizia. Rinvenuto anche il mezzo

Roma: Mexes picchiato e derubato dell’auto con a bordo la figlia, poi ritrovata

Due malviventi armati lo hanno affrontato fuori da un ristorante fuggendo con la piccola sul seggiolone

ROMA – Terrore nella notte per il difensore francese della Roma Philippe Mexès. Due banditi armati di pistola lo hanno aggredito mentre tornava a casa, all’Axa-Casal Palocco, un quartiere residenziale fra Roma e Ostia, con ville lussuose dove abitano molti calciatori, fra i quali anche il capitano giallorosso Francesco Totti, rapinandogli l’auto sulla quale c’era anche la figlia Eva, di appena due anni. I rapinatori hanno puntato l’arma contro il calciatore, che ha reagito ingaggiando con loro una colluttazione. Sono stati attimi terribili: i banditi hanno avuto la meglio e sono fuggiti con la vettura, un suv Mercedes, portandosi via la piccola seduta sul seggiolone posteriore. Erano le 23.50. Continua a leggere

Le cattive frequentazioni di Marcello

Certo che capitano proprio tutte a lui!!! povero, la solita vittima dei giudici comunisti che si accaniscono contro l’ennesima brava persona di Forza Taglia.

Incontri segreti e voti promessi, il pressing dei clan su Dell’Utri

 È la trama della ‘ndrangheta che vuole liberarsi dalle catene del 41 bis. Una ragnatela che dalla piana di Gioia Tauro si spande a Roma, si infiltra nei ministeri, raggiunge i bracci delle sezioni speciali delle carceri italiane. Promesse di voti, mosse e contromosse per convincere quei deputati o senatori che “possono fare qualcosa”, ricatti, maneggi per ottenere immunità diplomatiche, spiate di magistrati.

Non si fermano davanti a niente e a nessuno i capi della ‘ndrangheta pur di diventare dei detenuti come tutti gli altri. I personaggi di questo intrigo sono i Piromalli e i Molè, forse i “capibastone” più potenti della Calabria. In una retata che da queste parti ha pochi precedenti per “portata” investigativa – è anche la prima grande operazione firmata dal nuovo procurarore di Reggio Giuseppe Pignatone – la squadra mobile e i ros dei carabinieri hanno decimato con 18 fermi i vertici di due cosche che erano state solo sfiorate dalle investigazioni negli anni passati. Le “famiglie” che soffocano il porto di Gioia Tauro, quelle che come dice uno dei boss catturati “hanno insieme cent’anni di storia”. Continua a leggere

NOI VIGILIAMO: il sindacato di destra contro il governo pinocchio

Polizia, la protesta dell’Ugl
«Il 61% degli agenti vive con 1.200 euro»

Il sindacato: «Stipendi inferiori al 50% rispetto ai colleghi francesi». Accuse al governo

ROMA – Le forze di polizia sono costrette a sopravvivere con stipendi da fame. Il 61% dei dipendenti che si occupano della sicurezza dello Stato percepisce meno di 1.200 euro al mese. Il dato emerge dal Rapporto sulle condizioni socio-economiche delle forze di polizia, elaborato dal Coordinamento per le politiche per la sicurezza dell’Ugl. Novemila gli intervistati (il 92% proviene dal centro-sud) tra Polizia di stato, Corpo forestale, Polizia penitenziaria e corpo dei Vigili del fuoco.

DISASTRO ECONOMICO – Gli agenti, come del resto tanti altri lavoratori penalizzati dalla crisi economica in atto, sono costretti a ricorrere in modo eccessivo al credito al consumo. L’81% di loro ha impegnato parte dello stipendio per comprare beni e servizi a rate. «E il 51% è stato costretto ad avviare procedure per il consolidamento del debito», denuncia l’Ugl fotografando nel rapporto il «disastro economico» che vive la sicurezza.

ALLARME – «In questa situazione è in pericolo anche l’integrità morale dei nostri lavoratori, a cui è vietato fare un secondo lavoro», sottolinea Renata Polverini, segretario dell’Ugl. L’82% degli intervistati non è soddisfatto del proprio stipendio «inferiore del 50% rispetto a quello percepito da un agente francese». E i problemi non finiscono qui: gli agenti sono spesso costretti a vivere in caserma o con i colleghi, lontani dalle famiglie. In caso di trasferimenti, infatti, lo stipendio è troppo basso per affittare una casa grande abbastanza per ospitare tutti. Il 64% non è proprietario dell’abitazione in cui vive, il 93% ha acceso un mutuo e per il 91% questo divora oltre la metà dello stipendio.

FAMIGLIE IN CRISI – I problemi economici spaccano le famiglie. L’82% dichiara che il lavoro, con i suoi ritmi e l’impossibilità di condurre una vita sociale, è la causa principale dei problemi di relazione mentre l’81% ammette che, in una situazione diversa, farebbe più figli.

DELUSI DAL GOVERNO – «Abbiamo creduto in un programma elettorale, ma i provvedimenti finora intrapresi dimostrano che gli investimenti in questo campo non sono quelli preventivati, come la mancata defiscalizzazione degli straordinari – attacca Polverini -. E lo Stato propone tagli nel momento sbagliato. La sicurezza è scarsa, soprattutto nelle grandi città e nelle aree del nord del Paese, a causa dei flussi migratori non controllati». Continua a leggere

Azione 100% Animalisti: 3 AGOSTO : PARTECIPA AL PRESIDIO CONTRO IL PALIO DEI CAVALLI!

Domenica 3 agosto 2008 presidio al palio di Feltre.

RITROVO ATTIVISTI alle ore 14.30 in stazione dei treni a Feltre (Belluno) oppure direttamente in prà del Vescovo a Feltre alle 15.00

Per chi volesse unirsi alle sezioni Venete di 100%animalisti, il ritrovo è fissato per le ore 12.25 alla stazione dei treni di Padova, di fronte alle biglietterie.
Due anni fa la palio di Feltre morirono due cavalli, Metz e Ghisellin, furono abbattuti dopo che si erano spezzati le zampe! Un motivo in più per partecipare ed urlare il tuo disenso!
PARTECIPATE E SIATE PUNTUALI!
NON PORTARE ANIMALI AL SEGUITO


100%animalisti
centopercentoanimalisti.com 347 888 95 22
UNICA CULTURA : AZIONE- ATTIVISMO-LIBERAZIONE ANIMALE

EFFETTO MARONI

VEGOGNA ITALIANI!! come vi siete ridotti! a stare ad ascoltare i nuovi fascisti! un paese ormai andato definitivamente. Che schifo, puah!!!!

Annegano due bimbe nomadi tra l’indifferenza dei bagnanti

Torregaveta, due ragazzine di 11 e 12 anni uccise dal mare mosso. Una coppia di cuginette salvata dai bagnini, mentre in spiaggia c´è chi continua a prendere il sole a pochi metri di distanza
di Maria Pirro
Si erano tuffate dal pontile della spiaggia di Torregaveta, sotto Monte di Procida. Erano in quattro, avevano caldo e volevano fare il bagno: due piccole rom, una loro cugina e un´altra amica. Non hanno considerato che avevano mangiato da poco e che il mare forza due sarebbe stato più forte di loro. Violetta e Cristina Ebrehmovich, di 12 e 11 anni, sono morte annegate. Le altre due sono state salvate dai soccorritori che si sono lanciati in mare quando hanno sentito le loro richieste di aiuto. Dopo la tragedia, la sorprendente reazione di una parte della spiaggia: i bagnanti hanno continuato a pranzare e a prendere il sole, come se nulla fosse successo. «Abbiamo recuperato quei corpi tra l´indifferenza generale», dice sdegnato Pasquale Desiato, l´autista del 118.

La spiaggia è affollata di sabato mattina, ci sono più di cento persone, ma non tutti fanno il bagno perché il mare è grosso. Violetta, Cristina, Manuela e la loro amica, che sono sbarcate con la Cumana dal campo rom di Secondigliano, lasciano sul pontile lo zaino pieno di tartarughine e braccialetti da vendere per fare un bagno nelle acque agitate di Torregaveta. Non hanno il costume, indossano solo i pantaloncini. Intanto le onde crescono e le ragazzine si spaventano: la corrente le trascina. Le urla arrivano ai bagnanti. Sono le 13.46, quando una donna avvisa il 118: «Venite subito, le ragazze non si vedono già più, il mare se le porta via».   Continua a leggere

Francese di merda!!!

Ha ridotto in fin di vita la figlia di quattro anni picchiandola selvaggiamente. Un francese di 37 anni, Julian Monit, ha cominciato a colpire la figlia, facendole sbattere la testa, ripetutamente, sul marmo all’esterno del monumento ai caduti, all’Altare della Patria. Erano le 23.30. Sono intervenuti immediatamente i vigili urbani e i carabinieri che hanno bloccato l’uomo. L’uomo è stato arrestato con l’accusa di lesioni gravissime.

La bambina è stata ricoverata all’ospedale Bambino Gesù dove è stata sottoposta ad intervento neurochirurgico. E’ in stato di coma post operatorio. Le sue condizioni sono apparse subito gravi: i violenti colpi ricevuti dal padre, che le ha fatto sbattere la testa contro il marmo alla base del monumento del Milite Ignoto, hanno provocato un profondo trauma cranico.

Secondo una prima ricostruzione, alcuni passanti che hanno assistito alla scena si sono lanciati contro l’uomo per fermarlo e hanno chiamato le forze dell’ordine. Monit in un primo momento è riuscito a divincolarsi da chi lo bloccava e ha cominciato a prendere a testate il marmo alla base del monumento così come aveva fatto con la figlia. I carabinieri, giunti dal vicino comando di Piazza Venezia, sono riusciti definitivamente a bloccare l’uomo. L’uomo è stato medicato al Fatebenefratelli e poi trasferito nel carcere di Regina Coeli.