Vittime dei preti pedofili: T-shirt contro visita papa a Sydney

Nella maglia elenco dei 107 sacerdoti accusati di abusi sessuali

Le vittime di abusi sessuali da parte di religiosi accoglieranno il Papa che arriva a Sydney la prossima settimana con una t-shirt con cui si condanna lo scandalo dei preti pedofili. La protesta contro la visita del Papa in Australia parte dall’associazione ‘Broken Rites Australia’, che raccoglie le famiglie e le vittime di abusi sessuali.

La maglietta riprodurrà i nomi dei 107 preti cattolici australiani che sono stati condannati dalla corte per casi di pedofilia e abusi sessuali, raccolti dall’associazione dal 1993, anno della sua istituzione. “Ma la maglietta è così grande da contenere tutti i 107 nomi?”, si domanda provocatoriamente l’associazione. Sotto i nomi, la t-shirt riprodurrà la scritta “107 preti condannati per crimini sessuali”.

Intanto, a pochi giorni dall’arrivo di Benedetto XVI previsto domenica, lo scandalo dei preti pedofili si abbatte come un ciclone su Sydney. Il cardinale George Pell è stato accusato di aver coperto casi di abusi sessuali, secondo un reportage della tv Abc. In una conferenza stampa, il porporato ha negato di aver coperto alcun caso di pedofilia.

Anthony Jones ha accusato padre Terrence Goodall di aver abusato di lui nel 1982, quando Jones aveva 28 anni ed era coordinatore dell’istruzione religiosa a Sydney. Jones ha riferito le accuse alla chiesa australiana nel 2003 che ha aperto le indagini che hanno dimostrato “comportamenti omosessuali” tra padre Goodall e Jones, secondo quanto riporta la Abc. Continua a leggere

Pedofilia:don Marco Baresi rinviato a giudizio

Note di Wildgreta

Ricordo a tutti che per don Marco Baresi si mobilitarono molti fedeli, convinti che sarebbe finito tutto in una “bolla di sapone”.La “bolla” continuerà a restare gonfia per almeno altri cinque anni (la durata di tre gradi di giudizio)

Don Marco Baresi verrà processato

(red) Si è conclusa con il rinvio a giudizio di don Marco Baresi, ex vicedirettore del seminario vescovile di via Bollani a Brescia, l’udienza preliminare svoltasi davanti al gup del tribunale Carlo Bianchetti.
Il religioso dovrà rispondere di abusi sessuali nei confronti di un ex seminarista, all’epoca dei fatti minorenne. Il ragazzo aveva raccontato la storia al suo analista che l’aveva in cura da qualche tempo e che l’aveva convinto a denunciare i fatti alla magistratura.
Il prelato, originario di Chiari e molto conosciuto negli ambienti della Curia cittadina, era stato arrestato a sorpresa su richiesta del pm Simone Marcon il 30 novembre scorso, con una decisione che aveva destato scalpore nel mondo cattolico di Brescia e provincia.
Il processo avrà inizio il prossimo 4 novembre.

Qui Brescia 11 luglio 2008

Il fallimento annunciato della sinistra italiana

di Paolo Arsèna

Inutile negarlo. Guardiamoci attorno, e vediamo un’Italia a due facce.
A destra, la faccia felice: unita, motivata, speranzosa, dedita a governare con maggiore esperienza e consapevolezza rispetto ai flop del passato, sia propri che della parte avversa.
A sinistra, la faccia depressa e sgomenta. L’Italia che non ha futuro, che non ci crede, che sente il peso della propria impotenza. Divisa, ondivaga, in parte arroccata nella critica sterile e ad oltranza, in lotta per una rivincita impossibile o per un’esistenza negata.
La lunga guerra l’ha vinta la destra. La sinistra l’ha persa e sente l’odore della sconfitta letale. Perché è giunta al capolinea, al suo totale fallimento.

Può sembrare un approccio nichilista e oltremodo impietoso, ma non è così. E le tinte fosche sul futuro del Partito Democratico e di Walter Veltroni ne sono un chiaro indizio.

Ha fallito, la sinistra, e questo fallimento ha radici lontane. Continua a leggere

PD, deriva senza fine; ora il bollito Rutelli vuole allearsi con dei cadaveri

Pd, Rutelli dà la scossa a Veltroni
“Cambiare agenda e alleanze”

Pd, Rutelli dà la scossa a Veltroni "Cambiare agenda e alleanze"Rutelli con Veltroni

Parte da Montecatini il tentativo di Francesco Rutelli di trovare un nuovo spazio nella politica italiana dopo la sconfitta nella corsa a sindaco di Roma. Nella località termale toscana, l’ex vicepremier del governo Prodi ha chiamato a convegno i “Coraggiosi”, ovvero la componente di “destra” del Partito democratico.

Malgrado un sostegno di forma (“Siamo qui per aiutare e sostenere Veltroni”) dal palco Rutelli non ha risparmiato gli attacchi al segretario. Al primo posto naturalmente il problema delle alleanze. Non è un mistero che l’ex sindaco di Roma punta a rafforzare i connotati “moderati” del Pd, puntando a un rapporto privilegiato con i centristi dell’Udc. Il partito, ha sottolineato, ha quindi il compito di “riformulare alleanze perché siano durature e non solo occasioni elettorali di cui ci si debba pentire dopo pochi mesi”.

“Ha fallito la lunghissima coalizione dell’Unione – ha aggiunto – ed è entrata in crisi dopo neppure tre mesi la coalizione più breve di questo quindicennio”, quella con l’Italia dei Valori. I democratici devono quindi “imboccare una strada politica forte e chiara” in cui “il nostro collante non può essere più l’antiberlusconismo”. Servono quindi “alleanze di nuovo conio”, ma “prima si fa il nuovo conio e conseguentemente vengono le alleanze”.
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INGRATO!!!

Dopo piazza Navona Touadi lascia l’Idv

Il deputato passa al Pd e scrive una lettera a Di Pietro: «Una rottura totale con Veltroni non è sostenibile»

 

Piazza Navona fa le prime “vittime”. Jean-Léonard Touadi, presente alla manifestazione dell’8 luglio, lascia l’Italia dei Valori per aderire al Pd. La decisione, spiega il deputato, è stata presa perché – spiega – «una rottura totale con Veltroni non è sostenibile, politicamente esisto perché lui mi ha voluto al Comune di Roma». Touadi ha messo tutto nero su bianco, in una lettera indirizzata ad Antonio Di Pietro: «Ho cercato di spiegargli le ragioni che mi portano a lasciare l’Italia dei Valori e ad aderire al Partito democratico. Nell’Italia dei Valori sono stato accolto a braccia aperte, senza alcuna diffidenza, e mi sono state offerte grandissime opportunità di crescita politica. Di questo sarò sempre grato a Di Pietro, al capogruppo Massimo Donadi, al mio stimato maestro Leoluca Orlando». Continua a leggere

La Betancourt ora caga fuori dal vaso!

La Betancourt elogia Zidane
“Bene la testata a Materazzi”

L’ex ostaggio delle Farc al settimanale Paris Match: “Fossi stata Zizou anch’io avrei dato quella testata. Quando la Francia ha perso ai rigori ho pianto”. E ricordando la serata della finale: “Il tifo tra i guerriglieri nell’accampamento era diviso a metà”

Ingrid Betancourt, 46 anni. Ap “Ho adorato la testata di Zidane a Materazzi, credo che anch’io avrei fatto lo stesso. E me la sono presa con quelli che lo hanno criticato”. Lo ha detto l’ ex ostaggio delle Farc, Ingrid Betancourt (ricordiamolo, metà francese e metà colombiana), al settimanale “Paris Match”
LACRIME – “Quando la Francia ha perso i Mondiali del 2006 ho pianto – ha aggiunto la Betancourt, liberata il 2 luglio dopo 6 anni di prigonia nella giungla colombiana -. Tra l’altro questo campionato ha creato alcuni problemi nell’accampamento. Alcuni membri delle Farc tifavano Francia, altrettanti l’Italia”.
RADIO – La Betancourt a partire dal secondo anno della sua prigionia nella giungla colombiana aveva a disposizione una radio: “La finale della Coppa del Mondo è stato uno degli eventi internazionali degli ultimi seianni che l’hanno colpita di più, insieme allo scoppio della guerra in Iraq e al discorso tenuto il 14 febbraio 2003 da Dominique de Villepin, suo amico e allora ministro degli Esteri francese, all’Onu”.

Veltroni fa la voce grossa con Di Pietro: LOL ^_^

Veltroni: «Idv, o con noi o con la piazza»

«Abbiamo fatto un’alleanza, noi abbiamo mantenuto la posizione». Di Pietro: «Gli ‘aut aut’ non ci fanno paura»

« Ora Di Pietro scelga e decida con chi sta: se è con Grillo e Travaglio lo dica, se invece decide di stare in un’area riformista prenda l’impegno conseguente e metta fine a manifestazioni come quella di martedì». Sanno tanto di ultimatum le parole di Walter Veltroni, nel ‘day after’ della manifestazione di piazza Navona, terminata a suon di insulti anche contro Napolitano, Papa e Pd. E poco dopo arriva la risposta di Antonio Di Pietro: «Sto con la piazza, non mi dissocio. Nessuno pensi di intimidirci con gli aut aut. La nostra forza ci proviene direttamente dai cittadini che ci hanno votato e solo ad essi dobbiamo ubbidire, non ad altri».

BOTTA E RISPOSTA – «Io non mi dissocio dal senso vero delle parole di Beppe Grillo, dalle parole di Travaglio e dalla piazza – spiega il leader dell’Idv in sala stampa alla Camera -. Certo non avrei usato i toni di Sabina Guzzanti, ma lei fa satira e io no. Io faccio politica. L’invidia del mondo politico li spinge a vedere la pagliuzza della satira anziché la trave delle leggi ad personam». A breve giro la controreplica di Veltroni, ai microfoni di Matrix: «Se Di Pietro decide che il suo interlocutore è Grillo e non il Pd è un elemento di chiarezza definitivo». Così come sembra definitiva la rottura.

Veltroni a «Matrix» (Eidon)
ALLEANZA – «Con l’Idv abbiamo fatto un’alleanza, basata sul programma sottoscritto. Noi abbiamo mantenuto la posizione, altri invece hanno preso posizioni diverse – aveva spiegato poco prima il leader del Pd durante la registrazione di Matrix -. Dopo ciò che è successo in piazza Navona, cambia tutto, cambia molto perché è stata un’occasione per fare chiarezza su qualcosa su cui c’era un margine di ambiguità. Una forza della sinistra riformista non va in una piazza in cui poi si ascoltano le follie sentite martedì sera, attacchi spesso portati da persone che dovrebbero mostrare il proprio curriculum di impegno civile prima di dare lezioni. Sembrava che la sceneggiatura l’avesse scritta Berlusconi».

RISULTATI – «Loro fanno un’opposizione a chiacchiere, ma i risultati sono stati raggiunti da noi, sul decreto Retequattro che abbiamo bloccato così come quello sulle intercettazioni – attacca il leader del Pd durante il programma condotto da Mentana -. Obiettivo del Pd è di essere una forza seria e responsabile che difende i princìpi, ma contrasta ogni forma di estremismo di doppio senso alla quale l’Italia sembra inchiodata da 15 anni».

BERLUSCONI – «È stato un altro atto fondativo della nascita del Pd. Come la scelta di andare liberi. È stato giusto non esserci – ribadisce Veltroni -. Se lo avessi portato in piazza oggi saremmo un cumulo di macerie. Sentire quella caterva di insulti a tutto e tutti mi ha fatto male mentre Berlusconi ha goduto. È stato il più bel regalo che Berlusconi si potesse aspettare». E su Arturo Parisi, presente in piazza Navona: «Nessun problema. Parisi ha subito detto che si era sbagliato ad andarci. Immagino si sia reso conto di aver fatto un errore clamoroso». Appena la notizia compare sulle agenzie, arriva la replica di Parisi, via sms, direttamente sul telefonino di Mentana, che lo legge immediatamente al segretario Pd. Replica Veltroni: «Il giorno in cui mi arriverà una dichiarazione di Parisi che dice “bene, bravo” quella sarà una notizia. Con rispetto, anche intellettuale, però lui è un bastian contrario».

09 luglio 2008