Effetto Berlusconi

Inflazione, a giugno tocca il 3,8% Benzina, nuovo record: 1,56 al litro

Alimentari e carburanti, sempre loro. Sono queste le voci che fanno crescere l’inflazione che, a giugno, è salita al 3,8% (dal 3,6% di maggio) portandosi così ai massimi da luglio 1996. Lo comunica l’Istat, confermando la stima provvisoria e aggiungendo che su base mensile i prezzi sono aumentati dello 0,4%. L’inflazione depurata cioè degli elementi volatili, ha segnato un aumento del 2,7% contro il 2,6% di maggio, mentre il tasso acquisito, vale a dire quello che si avrebbe a fine anno se l’indice dei prezzi al consumo rimanesse invariato sui livelli di giugno, è pari al 3,2%. E se il tasso di inflazione è al 3,8%, per i beni a più alta frequenza di acquisto, in cui rientrano cibo, tabacchi, affitto, trasporti urbani, beni per la casa, il carovita è al 5,8%: si tratta del livello più alto dal 1997. Continua a leggere

Vittime dei preti pedofili: T-shirt contro visita papa a Sydney

Nella maglia elenco dei 107 sacerdoti accusati di abusi sessuali

Le vittime di abusi sessuali da parte di religiosi accoglieranno il Papa che arriva a Sydney la prossima settimana con una t-shirt con cui si condanna lo scandalo dei preti pedofili. La protesta contro la visita del Papa in Australia parte dall’associazione ‘Broken Rites Australia’, che raccoglie le famiglie e le vittime di abusi sessuali.

La maglietta riprodurrà i nomi dei 107 preti cattolici australiani che sono stati condannati dalla corte per casi di pedofilia e abusi sessuali, raccolti dall’associazione dal 1993, anno della sua istituzione. “Ma la maglietta è così grande da contenere tutti i 107 nomi?”, si domanda provocatoriamente l’associazione. Sotto i nomi, la t-shirt riprodurrà la scritta “107 preti condannati per crimini sessuali”.

Intanto, a pochi giorni dall’arrivo di Benedetto XVI previsto domenica, lo scandalo dei preti pedofili si abbatte come un ciclone su Sydney. Il cardinale George Pell è stato accusato di aver coperto casi di abusi sessuali, secondo un reportage della tv Abc. In una conferenza stampa, il porporato ha negato di aver coperto alcun caso di pedofilia.

Anthony Jones ha accusato padre Terrence Goodall di aver abusato di lui nel 1982, quando Jones aveva 28 anni ed era coordinatore dell’istruzione religiosa a Sydney. Jones ha riferito le accuse alla chiesa australiana nel 2003 che ha aperto le indagini che hanno dimostrato “comportamenti omosessuali” tra padre Goodall e Jones, secondo quanto riporta la Abc. Continua a leggere

Pedofilia:don Marco Baresi rinviato a giudizio

Note di Wildgreta

Ricordo a tutti che per don Marco Baresi si mobilitarono molti fedeli, convinti che sarebbe finito tutto in una “bolla di sapone”.La “bolla” continuerà a restare gonfia per almeno altri cinque anni (la durata di tre gradi di giudizio)

Don Marco Baresi verrà processato

(red) Si è conclusa con il rinvio a giudizio di don Marco Baresi, ex vicedirettore del seminario vescovile di via Bollani a Brescia, l’udienza preliminare svoltasi davanti al gup del tribunale Carlo Bianchetti.
Il religioso dovrà rispondere di abusi sessuali nei confronti di un ex seminarista, all’epoca dei fatti minorenne. Il ragazzo aveva raccontato la storia al suo analista che l’aveva in cura da qualche tempo e che l’aveva convinto a denunciare i fatti alla magistratura.
Il prelato, originario di Chiari e molto conosciuto negli ambienti della Curia cittadina, era stato arrestato a sorpresa su richiesta del pm Simone Marcon il 30 novembre scorso, con una decisione che aveva destato scalpore nel mondo cattolico di Brescia e provincia.
Il processo avrà inizio il prossimo 4 novembre.

Qui Brescia 11 luglio 2008

Il fallimento annunciato della sinistra italiana

di Paolo Arsèna

Inutile negarlo. Guardiamoci attorno, e vediamo un’Italia a due facce.
A destra, la faccia felice: unita, motivata, speranzosa, dedita a governare con maggiore esperienza e consapevolezza rispetto ai flop del passato, sia propri che della parte avversa.
A sinistra, la faccia depressa e sgomenta. L’Italia che non ha futuro, che non ci crede, che sente il peso della propria impotenza. Divisa, ondivaga, in parte arroccata nella critica sterile e ad oltranza, in lotta per una rivincita impossibile o per un’esistenza negata.
La lunga guerra l’ha vinta la destra. La sinistra l’ha persa e sente l’odore della sconfitta letale. Perché è giunta al capolinea, al suo totale fallimento.

Può sembrare un approccio nichilista e oltremodo impietoso, ma non è così. E le tinte fosche sul futuro del Partito Democratico e di Walter Veltroni ne sono un chiaro indizio.

Ha fallito, la sinistra, e questo fallimento ha radici lontane. Continua a leggere

PD, deriva senza fine; ora il bollito Rutelli vuole allearsi con dei cadaveri

Pd, Rutelli dà la scossa a Veltroni
“Cambiare agenda e alleanze”

Pd, Rutelli dà la scossa a Veltroni "Cambiare agenda e alleanze"Rutelli con Veltroni

Parte da Montecatini il tentativo di Francesco Rutelli di trovare un nuovo spazio nella politica italiana dopo la sconfitta nella corsa a sindaco di Roma. Nella località termale toscana, l’ex vicepremier del governo Prodi ha chiamato a convegno i “Coraggiosi”, ovvero la componente di “destra” del Partito democratico.

Malgrado un sostegno di forma (“Siamo qui per aiutare e sostenere Veltroni”) dal palco Rutelli non ha risparmiato gli attacchi al segretario. Al primo posto naturalmente il problema delle alleanze. Non è un mistero che l’ex sindaco di Roma punta a rafforzare i connotati “moderati” del Pd, puntando a un rapporto privilegiato con i centristi dell’Udc. Il partito, ha sottolineato, ha quindi il compito di “riformulare alleanze perché siano durature e non solo occasioni elettorali di cui ci si debba pentire dopo pochi mesi”.

“Ha fallito la lunghissima coalizione dell’Unione – ha aggiunto – ed è entrata in crisi dopo neppure tre mesi la coalizione più breve di questo quindicennio”, quella con l’Italia dei Valori. I democratici devono quindi “imboccare una strada politica forte e chiara” in cui “il nostro collante non può essere più l’antiberlusconismo”. Servono quindi “alleanze di nuovo conio”, ma “prima si fa il nuovo conio e conseguentemente vengono le alleanze”.
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INGRATO!!!

Dopo piazza Navona Touadi lascia l’Idv

Il deputato passa al Pd e scrive una lettera a Di Pietro: «Una rottura totale con Veltroni non è sostenibile»

 

Piazza Navona fa le prime “vittime”. Jean-Léonard Touadi, presente alla manifestazione dell’8 luglio, lascia l’Italia dei Valori per aderire al Pd. La decisione, spiega il deputato, è stata presa perché – spiega – «una rottura totale con Veltroni non è sostenibile, politicamente esisto perché lui mi ha voluto al Comune di Roma». Touadi ha messo tutto nero su bianco, in una lettera indirizzata ad Antonio Di Pietro: «Ho cercato di spiegargli le ragioni che mi portano a lasciare l’Italia dei Valori e ad aderire al Partito democratico. Nell’Italia dei Valori sono stato accolto a braccia aperte, senza alcuna diffidenza, e mi sono state offerte grandissime opportunità di crescita politica. Di questo sarò sempre grato a Di Pietro, al capogruppo Massimo Donadi, al mio stimato maestro Leoluca Orlando». Continua a leggere