CODICE AMICO ACEA CON TE 47IX7W

codice amico acea con te

Acea Energia mette in opera il nuovo programma a premi dedicato ai propri Clienti denominato “Acea con te”

Il programma è completamente gratuito e guida l’utente passo, passo in un “gioco personalizzato” che lo porterà alla raccolta di punti con i quali conquisterà facilmente e velocemente vantaggi studiati su misura e premi garantiti. Acea con Te prevede infatti una serie di offerte dedicate ed iniziative speciali, ma soprattutto un ricco catalogo di premi.

All’atto dell’iscrizione al programma, inserendo il codice amico:

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si otterranno immediatamente 500 punti extra.

Gli utenti possono iscriversi direttamente via web visitando la sezione dedicata su www.aceaenergia.it , oppure contattando il call center ai numeri verdi 800 130 334 (per i clienti con fornitura luce) e 800 130 338 (per i clienti con fornitura gas). Al momento della registrazione via web ogni utente riceverà automaticamente 1.000 punti e 500 punti con il call center.

Centri di accoglienza, per la Misericordie Srl un impero a Isola Capo Rizzuto

La Misericordie Srl è l’impresa sociale che gestisce il Cara di Crotone. E possiede quote dell’areoporto Sant’Anna e della polisportiva di Isola Capo Rizzuto. Ora, grazie a un appalto, entrano anche nel centro di accoglienza di LampedusaDI RAFFAELLA COSENTINO

Da Isola Capo Rizzuto, che a dispetto del nome si trova sulla terraferma in provincia di Crotone, a una vera, importante, isola: Lampedusa. E’ il grande balzo fatto dalle Misericordie, che hanno conquistato la gestione del centro di primo soccorso e accoglienza di Contrada Imbriacola. Se ne è parlato ieri sera nella trasmissione “Servizio Pubblico” condotta da Michele Santoro su La7, durante la puntata dedicata alla Libia e alla fuga dei profughi.

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Il destino del nostro Paese dipende da noi. Riprendiamone la guida per riprenderci il futuro.

Per fermare il declino dell’Italia, occorre una stagione di riforme radicali in campo economico, sociale e istituzionale. Ritrovare il sentiero della crescita e della prosperità diffusa è possibile: il declino non è mai un destino ineludibile, come dimostrano la storia plurisecolare italiana e le vicende di Paesi europei che negli ultimi decenni hanno saputo ritrovare dinamismo, innovazione e sviluppo.

Anche l’Italia di oggi può farlo, se prevarrà la consapevolezza dello sforzo da compiere e delle opportunità che da tale impegno potranno derivare. Noi sogniamo una società aperta, competitiva e inclusiva, dove ognuno sia libero di fare e nessuno sia escluso. Torneremo a crescere, se i cittadini saranno liberi di lavorare, investire e creare, se il Paese tornerà attraente per i talenti e i capitali del mondo, e la politica abbatterà i troppi privilegi corporativi che garantiscono le posizioni di rendita di pochi a svantaggio dei tanti, in particolare soffocando le energie e umiliando le legittime aspettative delle giovani generazioni.
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L’incubo di MasterChef mi perseguita

Come già scritto nei giorni scorsi, in queste settimane il mio articolo su questo blog inerente alla mia partecipazione a MasterChef, è preso d’assalto dai neo iscritti alle selezioni.

Sono orgoglioso di questo fatto, già lo scorso anno successe la stessa cosa ed uno dei miei lettori, grazie anche ai consigli del post, entrò nei top 20 del programma.

Quest’anno siamo sulla stessa scia, ben due amici/lettori hanno chiesto consigli specifici dopo aver letto le mie info ed ora sono stati entrambi chiamati alle selezioni dal vivo col piatto pronto.

Sono contento, mal che mi vada, mi reinvento come consulente formatore per le selezioni di MasterChef Italia.

^_^

Governo “bomba” Renzi, il bilancio flop ad un anno dal suo inizio

Renzi pinocchio, bomba, bluff, ciarlatano, cialtrone, dilettante,

Fonte: Blog di Beppe Grillo

In questi giorni si celebrano i primi 365 giorni del governo Renzi. Vediamo quali promesse ha rispettato in questo primo anno di mandato:

- L’art. 18 dello Statuto dei lavoratori: se le parole di Renzi avessero qualche valore, l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori non sarebbe mai stato eliminato. Nel 2009 Renzi dichiarava: “io ho detto che non ho trovato un solo imprenditore in 3 anni che faccio il sindaco che mi abbia detto, Caro Renzi io non lavoro a Firenze o in Italia perché c’è l’articolo 18. Nessuno me l’ha detto. Non c’è nessun imprenditore che ponga l’art. 18 come un problema. Mi dicono c’è un problema di burocrazia, di tasse, etc” (fonte). Renzi invece ha fatto esattamente il contrario: ha demolito lo Statuto dei Lavoratori, ha abolito l’art. 18, ha consentito il demansionamento, ha consentito di sorvegliare i dipendenti sul proprio posto di lavoro e ad oggi ha mantenuto in vita tutti i contratti precari. Confindustria e Marchionne ringraziano;

– Le grandi opere: una battaglia che il nostro Premier voleva combattere prima di andare al governo poi, però, anche questa volta ha cambiato idea. Nel novembre 2012 alla domanda le grandi opere sono prioritarie per il Paese? Il Premier rispondeva: “NO, per 3 motivi. Uno perché le grandi opere creano meno occupazione che le piccole opere. Due perché è dimostrato che le piccole opere che riducono la congestione del traffico hanno il miglior rapporto benefici/costi. Tre perché il ritorno economico è nettamente migliore per le opere più piccole” (fonte). Renzi invece ha fatto esattamente il contrario: ha varato “lo sblocca Italia”, un decreto legge che riguarda solo grandi opere pubbliche, tralasciando le piccole. Ha consentito di trivellare il Paese, avremo più cemento e appalti assegnati in via diretta, poteri infiniti dei Commissari sulle bonifiche,rischio idrogeologico, oltre a incrementare ulteriori scandali legati ad infiltrazioni mafiose;

– Il Pil e disoccupazione: temi che preoccupavano molto il Premier. Nel febbraio 2014 diceva: “In 5 anni il Pil ha perso 9 punti, la disoccupazione è raddoppiata al 12,6% e quella giovanile al 41,6%. Non sono numeri da crisi ma numeri da tracollo” (fonte). Il Premier cominciava il proprio mandato in maniera molto ottimista facendo una previsione di crescita del Pil del 0,8. Ottimismo che veniva subito sbugiardato dai dati Ocse che stabiliva un calo del Pil italiano dello 0,4%. Durante il suo mandato poi la disoccupazione in Italia è cresciuta arrivando a livelli storici, ovvero quella generale al 13,4% e quella giovanile al 43,9%.

– Abolizione delle Province: Renzi il “risparmiatore” dichiarava che con l’abolizione delle province si risparmia! Poi affermava “io dico prudenzialmente 3.000. 3000 persone che dall’elezioni del 25 maggio smetteranno di avere un’indennità della politica e troveranno l’ebbrezza di tornare al proprio lavoro”. “Alcuni potranno dire, è poco! Ma è un segnale importante. E’ arrivato il momento di dire basta al fatto che guadagnano sempre i soliti e si inizia a tagliare sui costi e sui posti della politica” (fonte). Belle parole quelle di Renzi. Peccato però che a conti fatti si è trattato solo di fuffa. Nessuna abolizione delle province è stata fatta, bensì un semplice riordino che addirittura ha creato ben 13 città metropolitane e quindi, anziché far risparmiare l’indennità delle 3000 persone a cui faceva riferimento ha esteso l’indennità a ben altri 26.000 nuovi Consiglieri comunali e ad altri 5.000 nuovi assessori (fonte). Una vera abolizione delle province, invece, avrebbe portato un risparmio di oltre 2 miliardi di euro per l’Italia. Alla faccia del risparmio!

– Riforma del Senato: secondo Renzi i costi del Senato andavano ridotti. Nel gennaio 2014 dichiarava: “1 miliardo in meno all’anno”. Ma purtroppo, anche in questa occasione il nostro Premier si è sbagliato di brutto. Dopo il parere chiesto dal Movimento 5 stelle alla ragioneria dello Stato è venuto fuori che il risparmio totale della riforma di Renzi è di 49 milioni all’anno e non di 1 miliardo. Ma non solo. Secondo Renzi il Senato sarebbe il colpevole dei ritardi delle riforme. Ma così non è. La colpa è del governo. Una volta che le riforme vengono fatte, sono i governi a dover dare attuazione. Se monitoriamo i ritardi burocratici che frenano l’operatività delle misure approvate dai governi Monti, Letta e Renzi vediamo come mancano ben 511 decreti attuativi. (fonte), per cui altra falsità detta dal Premier.  Continue reading Governo “bomba” Renzi, il bilancio flop ad un anno dal suo inizio

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